sabato 23 marzo 2013

Non si gioca con i sentimenti che non ho.

Quando da morti gli individui avranno la possibilità di tacere per sempre; per me, sarà arrivato il tempo di parlare. Perché io, a dio, c'ho un po' di cose da raccontare.

Farei volentieri a meno delle bugie, delle persone e degli ombrelli.


Mumford and Sons - Sigh No More

domenica 17 marzo 2013

Lasciamo il pianto per la morte del gatto

Credo di non essermi mai sentita tanto a disagio come è stato capace di farmici sentire lui negandomi un abbraccio perché la reazione del cazzo sarebbe stato un impedimento al compimento dei suoi progetti di vita. Un ostacolo ai propositi.
Ti voglio bene, gli dico, mentre lo saluto con la mano sorridendo fuori ed ammucchiando lacrime dentro gli occhi, per dopo.
Anche io, mi risponde  e mi suona come se volesse dirmi che mi ha graziata non ficcandomi il cazzo in ogni buco, che se avesse voluto, avrebbe potuto riempirmi anche i pori. Rispondo, che forse, se me ne avesse voluto, lo avrebbe fatto.

C'è gente che fa di tutto per bucarti il cuore, poi fa finta di meravigliarsi se ci riesce.
Annoto istanti bui vuoti e sordi in cui ricordo di che pasta è fatta la felicità.
Mi sento leggermente emarginata.
Malata.

Per dovere di cronaca, miei cari lettori, non voglio omettere il suo gesto di carità nei miei confronti nell'avermi abbracciata dopo averglielo chiesto una decina di volte (ero felice). Poco prima del saluto, di modo che non ci fosse stato il tempo utile per fare altro. Mi ha abbracciata. Accarezzata la parte sinistra seminuda sotto il vestito di lana bianco e nero. Il cazzo s'è indurito. Non l'ho succhiato né leccato, ma solo ascoltato. Ho baciato il suo ombelico e la sua pancia; in ginocchio, sentito i suoi organi pulsare e basta.
Girata verso la porta, uscita, accompagnata.
Udienza finita.


Soundgarden - Jesus Christ Pose