sabato 27 ottobre 2012

Sulle strisce pedonali ho messo a disposizione le mie tette per la rivoluzione e un gruppo di marmocchi allattati con latte in polvere seguito da un gruppo di morti in polvere assisteva blaterando e non facendo

Per carità voglio rispettare la libertà dell'italiano che vuole esser libero di farselo mettere nel culo cantando da chicchessia, ma che l'italiano mi lasci libera di farmelo mettere nel culo da uno solo e che la scelta sia mia e solo mia.
Tra il bianco ed il nero, io scelgo me.
Ironica, ma non troppo, Dea.

venerdì 19 ottobre 2012

Pregiata.

Io
 ho 
il 
dono 
insano 
raro 
della 
vergogna.

giovedì 18 ottobre 2012

Perdo il tempo che ne ho troppo in dispensa

Qualcosa ha attratto il mio interesse stamattina. Il suo girare le pupille dalla mia parte, un po' mi ha incuriosita. Perché non sono più curiosa. Perché annuso la mia pelle anche sudata e non emette odore. Annuso le dita dopo essermele infilate dentro e non ho odore. Non ho particolari appetiti, riguardo il cibo. Nessuna voglia improvvisa. Nessuna pazzia. Sono uno strumento in mano agli alieni, ormai dopo aver incontrato Gesù Cristo me lo dovevo aspettare. Sono morta e i vermi non mi vogliono quindi rimango qua ad osservare la fine del mondo dopo di me. Ma non sto male, anche se molto spesso piango. Dimagrisco come tempo fa, a vista d'occhio. Sono perplessa.
Perché non mi incazzo più come una volta?
Il ragazzo in questione aveva qualcosa che a me piaceva, oltre al suo sguardo. Lasciamo stare, non ho voglia di vivere (di esistere, come mi suggerisce S.).
Ho ordinato un bel corsetto che mi tiene le tette scoperte, che tanto per il mio senone è impossibile trovare qualcosa e non ho voglia di girare, tanto adesso sono più magra ed è più facile.
E' come se il mio corpo non riconoscesse la testa che gli sta sopra. Qualcuno mi ha sostituito mentre dormivo pezzi, organi, sensi, coscienza, cuore?
Forse domani, starò meglio. Meglio. Un meglio relativo. Tutto lo è.
Ciao vita.

mercoledì 17 ottobre 2012

Mi scippano lo spazio e mi regalano la solitudine, sono piena di stolti e mezze troie intorno

Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola.Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola.

Scrivere ti mette davanti ad una realtà, sarà pure del cazzo, ma è una vera realtà.

Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella. Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella. 

Mi beo davanti allo specchio del mio corpo nudo accarezzando i seni e il mio ventre finalmente solo morbido e le cosce che si attaccano bene e chiudono perfettamente il fiore. La mia schiena ha quel solco fatto per il suo fiume caldo. Sono ancora degna di quella sua lingua e delle sue mani. Degna.

In preda al ciclo mestruale, Dea.



lunedì 15 ottobre 2012

Cari...

Amici, lettori. Seguitori. Adulatori. Malati, sfigati. Pazzi, pervertiti. Segaioli. Sentimentali, romantici. Zozzi, maiali. Cari, cazzoni. Sinceri. Perditempo, fancazzisti. Grandi lavoratori o guardoni. Infilatevi in qualche categoria, o sfilatevene, che non serve poi tanto.
Passate domani, o dopo, che Dea oggi è moscia.
Ma di quel moscio fiore, quello che poi s'addrizza bene.

Ps. Continuo ad avere sempre gli stessi figli. Continuo ad amare sempre lo stesso uomo. Ad avere un solo amico ed una sola amica. Gli stessi cazzo di fratelli e la stessa madre. Ancora lo stesso lavoro e la stessa faccia. Ma ho imparato una cosa importante: pensare 7 volte prima di parlare. 






giovedì 11 ottobre 2012

Io non so spalare merda (titolo da pensiero, titolo non del post)

Sto esercitando le capacità del silenzio. Se sono capace di gesti. Fatti.
Le parole violentano il valore come l'umidità la percezione del calore. Sono acqua. Aria. Si infiltrano. Logorano. Erodono.
Sono stanca di parlare, userò la bocca per altre faccende. Ed anche le dita, perché siamo moderni ed usiamo le dita per parlare. Quindi, userò anche le dita, per altre faccende.
Avevo solo intenzione di farti capire che sei utile.
Per suonare. Scrivere. Sognare. Ridere. Piangere. Che non sei oggetto che non s'aggiusta.
Passerà il tempo, e non dimenticherò di chiederti come stai.

lunedì 8 ottobre 2012

La scia della stella... cadente.

Io sbaglio tutto. Sbaglio anche a dirlo.
Fine.