mercoledì 28 marzo 2012

Mini Post

Se non esistesse quel po' di perbenismo credo che il risultato dei pompini delle mignotte non sarebbe di così ottimo gusto (tra queste intendo anche amanti e simili) Se non esistesse chi crede in dio, metà delle mie scopate sarebbero opere morte. Se non esistesse la monnezza, non si avrebbe così tanta voglia di pulito.
Sono la quarta di sette figli. Sto nel centro di un numero magico, come potete pretendere ch'io mi stia zitta zitta senza dire quel che penso sempre e dovunque e comunque?
Dea sciocca va via per un po' di giorni. Devo trovare tutte le lenticchie del mondo.

Ps. Hands, mi viene da pensare solo a te, quando m'allontano da qua.

lunedì 26 marzo 2012

Quando non ho un cazzo da fare cazzeggio

Pensavo alle femmine della mia famiglia a partire dalle ave, di cui ne ho solo sentito parlare, perché di nonne, per mia disgrazia, non ne ho conosciute. Parlo della parte del velo e non della coppola, perché essendo mio padre un orfano abbandonato figlio di una gran bella figona eritrea, non ho nessun ramo a cui attaccarmi.
La mia bisnonna ha seppellito un marito.
Mia nonna ne ha seppelliti due.
Mia madre ha seppellito nell'ordine: un marito, un convivente, ed un semiconvivente. E siamo a tre.
Adesso, visto che ha quattro figlie, quale di noi sarà quella che ne seppellirà quattro? Questo dilemma sta condizionando la mia vita.

Quando una come me gira attorno a queste baggianate è come un matto che cammina avanti e indietro in un corridoio cercando il punto in cui la sua mente ha smesso di elaborare. Quindi parla parla in attesa che qualcuno gli dica dove s'è spezzato quel filo. Non esiste qualcuno che smetta di pensare col proprio dialetto, l'essere umano, ormai, è viziato e il suo limite è se stesso. Per cui, il matto scaverà la sua trincea, scaverà quella buca con un passo incessante, interminabile, noioso senza risolvere il suo problema. Il mondo è vuoto, non se ne sente nemmeno la eco se lo gridi.
Mia madre mi osserva uscendo da un bar di quel paese in cui ha deciso di vivere, o andare a morire, dipende da chi l'ascolta, e mi dice a mezza voce: "tu stai bene dovunque". Ti muovi come se non esistesse nessuno, questo è il sottotitolo. Ho sempre apprezzato il suo odio e disprezzo nei miei confronti, sapevo sarebbe arrivata a dirmi questo, oggi, anni e anni fa. Io campo di soddisfazioni e d'amore. Mi accontento di poco, perché il niente è quello che voglio.

Ps. Qualche volta alla radio passa qualcosa che a me piace.

giovedì 22 marzo 2012

Indiscutibilmente intelligente

Mi fanno ridere certe frasi: "fossi stata al tuo posto mi sarei suicidata."
Rispondo serenamente: "fallo!"
Piccola premessa, oggi di un post, che non mi va di scrivere.

Alla mia domanda a me stessa:"credi di essere intelligente?"
Sì, lo sono dal momento in cui so quanto sono deficiente!

Alla sua ipotetica domanda: "Come stai?". Rispondo: "sto".



Vi posto il mio culo nella sua posizione più consona, quella in cui fa una bella figura, cioè a novanta, o quasi. Avendo io delle discrete e apprezzabili  tette non potevo pretendere di avere delle chiappe perfette; anche perché, ho sempre pensato che quelle dotate di un gran bel culo, abbiano ben poco da mostrare dagli occhi. Il mio seno non fa che da cornice a qualcosa di molto più profondo di un buco di culo di una femmina che sa solo sculettare. Sì, sì, la signora qua presente, avrebbe voluto un gran bel culo, come avrebbe voluto nascere a Stoccolma, ma questo non mi fa provare nessuna invidia per nessuna femmina, come per nessuno scandinavo.
Ps. devo pulire lo specchio della toilette.

lunedì 19 marzo 2012

Sono una donna da usare con criterio ed intelletto conditi con un po' di cazzo

Sono un pentola colma di frutta e zucchero pronta a cuocere per poi bollire e quindi diventare marmellata da spalmare su quel corpo che ha l'odore del pane caldo. Perché il mondo maschile mi annoia ed ha fin troppo l'odore di essenza di fiori di una primavera transgenica, mentre in lui alberga ancora l'odore d'essere umano pensante. Che sa scucire ogni mio pensiero senza ch'io mi sforzi. Che sa allargarmi le gambe senza ch'io mi vergogni d'essere una spudorata e devota donna innamorata. Senza ch'io mi vergogni di sussurrarglielo nelle orecchie ogni qualvolta io ne abbia voglia. Di sesso e cibo condirò quelle ore, perché se devo morire, io voglio avere la pelle impregnata solo d'odore d'amore.
Buonanotte, mondo inquinato di cazzate.

domenica 18 marzo 2012

Un secondo in più davanti allo specchio mi rivela sempre ciò che sono

Era solo un pensiero della puttana in me celata da un po' di tempo mentre mi guardavo la faccia allo specchio e lo spogliarmi per andare sotto la doccia diventava un rito e guardandomi nei miei occhi simili ai tuoi quando le spalline di questo tessuto sintetico di questo reggiseno nero che tiene il gonfiore di un seno e dei suoi capezzoli che sembrano voler toccare loro stessi dall'altra parte dello specchio scendevano giù accompagnate dalle mie mani calde. Che se il tuo cazzo fosse stato presente lo avrei afferrato, serrato, stretto tra i miei seni ingordi senza nessuna pietà e avrei intonato una danza scendendo inarcando la schiena ondeggiando il culo facendolo scaldare come un tubo di ferro immerso in una brace e lo avrei fatto eruttare come un vulcano guardando le perle del tu sperma schizzare tanto in alto da farmi vedere un cielo limpido d'Africa tappezzato di stelle e te l'ho detto ti ho manifestato questo mio desiderio/voglia/brama e tu non hai fatto una piega mentre ancora il mio cervello immaginava la scena e nello stesso tempo il mio cuore si rassegnava a si accontentava di tante mie carezze senza pudore tutto è finito sotto un getto d'acqua e la mia pelle indecentemente liscia perché diventa tanto maledettamente liscia quando le manchi ed ha bisogno di quelle mani generose di quella lingua tutto svanisce quando ormai strizzo i miei capelli neri tra pollice e indice e medio dietro la nuca uscendo dalla doccia tutto finisce in quelle parole manifestate senza il minimo orgoglio intriso di schifosa e sporca passione.
Troia.
Sporca.
Stupida.
Cretina.
Meravigliosa femmina, io mi amo.
In fondo, vivere di favole mie, è l'unica e sola cosa che ho sempre preteso dalla mia vita, da me stessa.



domenica 4 marzo 2012

Un cervello ancora tutto da costruire. Ancora, a 42 anni.

Possibile che tu no capisca che io sono cresciuta e non ho per niente voglia, ma proprio per niente, di avere un amante? Non ho voglia di ascoltare storie famigliari. Di sfoghi. Di racconti. Di avere un corpo da scopare e farsi fottere. Ho vissuto in pochi mesi la mia trasgressione. Ho vissuto la sregolatezza, ho scavalcato un mio limite per capire che mi piace stare dentro quel limite.

Oggi, mi sento quella 14enne seduta in quel muretto della fermata d'autobus n. 28. Mi sentivo estranea, pur mischiandomi bene, ad ogni luogo e persona, compresi i fratelli ed i genitori. Ora capisco che non sono esagerati i miei fratelli quando si abbracciano e si baciano; sono io, che non sento un particolare attaccamento a coloro che, mi è stato detto far parte della mia famiglia, per cui a prescindere da tutelare. Ma questo, io, lo farei con qualsiasi essere mi fosse accanto. Perché ho sempre l'esigenza di creare un legame forte per capire se sono capace di amare veramente? Ecco cosa voglio P. ecco perché dovresti capire che voglio esser lasciata in pace. Ecco perché F. devi smetterla di dirmi che sono così favolosa, dico e spero, di non passare da deficiente fino a sto punto. Le lusinghe non mi piacciono. I complimenti ancor meno. Ero così piccola e ricordo che chiunque mi mettesse una mano sotto il mento dicendo quant'ero carina ma musona lo guardavo con un'aria pressoché odiosa; schifata; impertinente e riuscivo a pensare a quanto fosse ipocrita, pur non conoscendo ancora questa parola. Mi chiedevo cosa cavolo volesse 'sto/'sta tizia per arrivare dire una stronzata simile. Che bisogno c'era di dirlo, ne ero consapevole, il broncio era il mio lasciapassare per i fatti miei.
Per l'essere umano, F. ho sempre avuto una certa diffidenza. Totale. Palese. Chiara. Diffidenza. E non nascondo che in moltissimi casi nella mia vita, l'avrei certamente scambiata con un bel po' di kg di fiducia e distacco.Oggi, la nutro.
Sono diventata una vigliacca, o non ricordo più come si fa ad allontanare i mosconi. Io, sono solo capace di offendere. Forse offendo l'insistenza. Chi fa finta di non capire. Chi pensa che io non capisca. Io, molto spesso, preferisco leggere le parole che non si dicono. Molto spesso ne sono capace. E mi tengo ben lontana da chi censura sé stesso, perché ha la censura nel comportamento e la ammette e la giustifica. Come chi parla tanto di libertà perché cerca di convincere sé stesso, d'essere libero; ma, non ci riesce.




giovedì 1 marzo 2012

PS.

Un
 non
so
 che
 di
 desiderio
 mi
 sfiora
 quando
 mi
 spoglio
 di
 solo
 strofinarmi
 sulla
 tua
 pelle
 odorosa
 e
 liscia
 senza
 null'altro
 fare.