domenica 16 settembre 2012

In qualsiasi gioco l' avversario non è che un tuo complice

Il problema è che mi piacciono i suoi discorsi e le sue riflessioni. Il problema è che mi piace il suo ordine e i suoi bicchieri. Mi piacciono i suoi progetti nei quali non vorrei nemmeno metterci il respiro. Il problema è che mi piace il suo modo di fare sesso. E' sempre sesso con un rituale. Un sesso sedotto. Un sesso pensato. Un sesso animale.
Venerdì. La stazione piena di gente.  Ma una femmina deve farsi aspettare! Io trovo che una femmina debba farsi trovare e gustare proprio nell'attesa. In mezzo a tanti occhi. Nell'incertezza. Nella sua debolezza. Non amo le tattiche. Quelle già studiate da altre. Io gioco con lui. Io mi sperimento e aspetto che lui mi salvi da tanti sguardi. Mentre sono timida e a tratti impacciata. Come lo sono poche volte nella vita. Poche volte.
Aspetto da pochi minuti ma il pensiero emetteva gocce da ore. Lui lo sa, lo sa bene.
Dal lavoro a casa. Da casa alla doccia. Dalla doccia al vestito leggero. Dal vestito al trucco. Dal trucco ai capelli lasciati selvaggi. Dai capelli allo smalto sulle unghie dei piedi. Prima lo scuro sangue, sopra il bianco lucido. Dallo smalto agli orecchini. Dagli orecchini al sandalo. Dal sandalo alla camminata verso l'appuntamento. E lo saluto e appoggio i miei fiori scippati dal mazzo regalatomi dai colleghi gentili e dal "capo". I fiori del "capo". La cena il vino e i fiori. Romantico compleanno. Un saluto formale e voglio entrare come una puttana in macchina. Da buona cittadina mi allaccio la cintura. Non resisto quando lo guardo negli occhi. Mi viene voglia di baci. Del sapore della sua saliva. Del suo cazzo. Ha tutto il suo odore buono della giornata intera. Sono felice che non abbia inquinato quell'essenza. La mia pelle attira carezze sulle gambe. E le cosce, ed oltre, e si sente cosa ha provocato l'attesa.
Via. Via da questa gente. C''è la fila del venerdì sera al semaforo. Si sfrutta il tempo. Un bacio tira l'altro come le ciliege. La mano torna sul corpo del reato. Ma c'è tessuto e si sente meno l'effetto umori.
Se vuoi tolgo gli slip.
(Silenzio)
Se vuoi li tolgo... davvero.
Sì... toglili!
Mi sollevo pochi centimetri accompagno quel perizoma rosso e riesco a non farlo incastrare sui tacchi e mi giro dalla sua parte e come un rituale in mezzo a tante macchine tocca il punto debole.
Allargo le gambe e apro il mio cuore.
Si accerta come fa sempre che sia ancora così colante di voglia per lui.
E' un assassino. E' cattivo. Mi piace in modo assurdo. Sfiora. Accarezza. Infila le dita. Io guardo. Lo osservo ma sono posseduta. Educata e posseduta. In quel momento non ho né un passato, né un presente, né un futuro. Ho un tempo indeterminato di estasi e ringrazio il traffico, il caos. Ringrazio tutti i deficienti che girano in macchina, che inquinano. Che sprecano. Ringrazio un dio che non c'è mai e decide d'esser lì con me.
E' questo ciò che considero normale. Che vorrei succedesse ogni giorno. E' questo che l'abitudine uccide. E' questo che scompare. Svanisce il desiderio. Maledico ogni giorno lontano da lui. Come glorifico ogni secondo che passo accanto a lui. Un secondo, sette anni di grazia. Sette anni di delizia. Di sublime pensiero. Di memoria sulla pelle. E' per questo che niente è normale con lui e niente so e voglio sapere o pensare di sapere, ogni giorno.
Ti scopa 4 volte l'anno come una puttana.
Io sono una puttana da quattro volte l'anno, forse.

Ho bisogno di fare qualcosa di matto, di mattina. Adesso.

Personaggi:
Grassetto: il popolo.
Corsivo: La sottoscritta.
Tutto il resto: La sottoscritta. La narratrice un po' acerba. Il popolo che l'ha un po' deviata. E Lui, che l'ispira sempre.



6 commenti:

The Cunnilinguist ha detto...

Passione pura e deliziosamente oscena :-)
Bello

Estrella_Marina ha detto...

Mi piace. Assai assai.

Bad Hands ha detto...

una per stagione se ci pensi... :)

Anonimo ha detto...

scopare una puttana è un'abitudine, scopare quella puttana è una necessità. forse, nel primo caso 4 volte sono poche, nel secondo anche troppe e troppo pericolose.
mi chiedo: una puttana da 4 volte all'anno che puttana sarà?

ovo

Dea ha detto...

Cunny, bacio, bantornato! :)

Estrella, mi piace che ti piaccia. :D

Hands, in effetti è così!

Ovo, tesoro! glielo chiederò. baciO!

electricblue ha detto...

Bellissimo questo racconto! Mi complimento.... Mi tornano ricordi...
Io di osceno non ci trovo nulla, anzi trovo tutto IRRESISTIBILE!!! Forse l'accenno all'abitudine è un pò banale, ma in genere, la verità e la realtà lo è sempre.

un bacio