domenica 23 settembre 2012

Ecografia

E' che l'amore è un fardello. Una zavorra.
L'amore ti nasce dentro. O forse ce l'hai dentro da sempre. E' un puntino. Un forellino. Cresce. Ha bisogno di farlo. Ha bisogno di essere riempito, smaltito, partorito, espulso. Deve riempirsi di rabbia e gelosia. Deve essere parlato cantato pianto sofferto litigato. Deve essere contraddetto. Nutrito. Sotenuto. Abbandonato. Educato e lasciato. Ripreso.
Il guaio è questo: io l'ho dentro come una palla in mezzo allo sterno. Cresce a dismisura e diventa un mostro perché stretto. Costretto. Detenuto senza una giusta causa. Afflitto. Accusato. Arrabbiato. C'è stato l'incanto e lo stupore. C'è il dolore della perdita senza l'abitudine. C'è un respiro mozzato. Un coito spezzato.
Sta tutto dentro e non riesco ad esplodere.
Non riesco a parlare.
Avremmo dovuto viverci accanto almeno un giorno. Lavarci i denti uno dopo l'altro e forse condividere una doccia e un paio di caffè. Avremmo dovuto uscire di casa ognuno con il suo lavoro in testa. Darci un bacio al bivio. Avremmo dovuto fare una spesa insieme. Avresti dovuto suonare al mio campanello una o due volte. Aspettare che io aprissi dopo aver chiesto chi è e senza nemmeno essermi infilata un paio di pantaloni, averti aperto la porta felice.
Avrei dovuto aggiungere un piatto alla mia tavola e diviso il mio cibo con te.
Avremmo potuto cantare una canzone a due voci. Avrei dovuto salutare il vicino con te accanto. Il vicino curioso. Avremmo potuto bere vino e poi sdraiarci sul divano davanti ad una televisione. La quale mi sarebbe solo servita per guardarti guardare altro e con quali occhi.
Camminare scalzi verso il letto.
Ti avrei spogliato e aperto le mie lenzuola offerto le mie carezze e un bacio sulle tempie.
Coperto fino al petto e toccato la fronte.
Tutto merita un inizio ed una fine con libro in mezzo scritto.
Niente è eterno ma ha diritto ad una causa della fine.
Ma decido di abortire un sogno. Di strappare un libro. Di bruciare una distesa di grano non maturo, che non sarà mai farina né pane.
A volte t'ho pensato con le mie chiavi in tasca e subito dopo al loro peso.
Aggiudicato, questo è un amore che non lo è mai stato.

8 commenti:

minnelisapolis ha detto...

così intensamente. così. ogni immagine mi ferisce. i condizionali mi lacerano sempre il cuore, il ventre. i condizionali sono sempre aborti di sogni. e non solo di quelli.

Kamala ha detto...

spesso non ti capisco.....ma questa volta sì...

Inneres Auge ha detto...

Questo è un amore complicato.

Dea ha detto...

sono troppo triste per poter profeire parola.
grazie a voi tre che vi site fermati sotto questa valle di lacrime e merda.
a presto.

electricblue ha detto...

Bugiarda sei.... specie con te stessa....

electricblue ha detto...

mi riferisco al chiudere.... non mi sembra, non lo sento.... non ora. Non da queste parole. Purtroppo, forse!

D

pisolo973 ha detto...

pesante, pesante..
ultimamente mi lasci senza parole..
Ogni commento sembra inutile...ti si può offrire solo solidarietà..ma serve poi??!!

t' abbraccio...

LaSedia ha detto...

Il bello di un amore che non lo è mai stato è che non si smetterà mai di amarsi, non essendosi mai amati.
Resterà sempre così.
(che culo, aggiungerei).