lunedì 23 luglio 2012

Pensando ai miei pensieri.

Cosa penso quando guardo i miei capelli lisci e ricordo i miei boccoli con i quali mi divertivo ad infilarci le dita dentro?
Cosa penso, secondo voi, quando guardo la mia pelle che invece di seccarsi e tendere al basso diventa sempre più tesa e liscia senza imperfezioni se non qualche capillare dovuto al mio lavoro?
Cosa penso, invece, quando vedo i miei seni morbidi attrezzati da due capezzoli che ancora come due girasoli guardano in sù ancora verso il sole?
E quando vedo la mia pancetta e penso che ha portato dentro tre vite e le ha cresciute per nove mesi, senza marcarsi di nessun segno.
Cosa mi passa per la testa, la sera, quando arrivo a casa dopo ore e ore di lavoro e sono stanca morta tanto da non reggermi in piedi da farmi la doccia quasi addormentata, mentre fino a qualche anno fa avrei retto 25 ore di lavoro di fila.
 Le mie occhiaie, sempre le stesse. Nessuna ruga intorno agi occhi, alla bocca.
I miei occhi che non vedono più e fanno scherzi da pagliaccio. Forse non hanno retto tutte quelle lacrime acide di dolore, di delusione, di rabbia intensa e di sconforto. Mi dicono sia successo perché uso il pc. Mi dicono che siano stati  l'età ed il lungo allattamento. Io continuo a pensare quel che penso io. Il dolore lascia i segni e non solo cicatrici visibili. Qualcosa, invece, sparisce. Migra. Va da un'altra parte. Ti lascia. Si stanca. Si annoia. Fugge.

Non serve che tu veda chiaramente tutto. Distraiti, tu, che per una vita hai già visto. In un tempo che non ti spetta, campa per eccesso, per dispetto. Cammina che non hai bisogno di far finta di non vedere. Perché non vedi. Non sarebbe da te, passare oltre.

Le mie ciglia, ancora come trent'anni fa, vanno su con il solo tocco dello spazzolino del mascara. Lunghe, nere.Una piccola tenda arricciata sulle palpebre. Un drappo nero che non sa di morte, ma di gioventù ingabbiata nelle pupille lucide, sempre. Sempre intente a rivedere i ricordi.  Il sipario si apre e chiude a sua discrezione e basta poco, anche un pavimento diverso. Una scanalatura nell'asfalto. Un odore. Una parola detta da altri.
E quando guardo mia figlia, che pensa, fa, gioca, parla, mangia e si comporta spesso come me?
Chi sono? Cosa ho fatto? Cosa devo fare? Cosa ho pensato e detto in tutti questi anni? Mi ha vista? Ascoltata?

Penso che sono più dolce e più calma. Penso che tutto mi ha levigato. Penso che tutto non ha fatto che affinare il mio pensiero di bambina. Lo ha raffinato e sono diamante ed ogni luce, anche quella della notte, svela una mia parte migliore, peggiore, me stessa. Sono finalmente matura. Adulta. Ho paura di non esser mngiata in tempo, di seccare, marcire, ammuffire come un'albicocca nella fruttiera sulla tavola.
Non penso più a nulla e sento il sangue. Provo ad amare e a fidarmi nel farlo. In fondo, è  ora di raccogliere i frutti e ben poco posso fare per rimediare o, per togliere.
Mi metto comoda.
Voglio amore tutto per me.
Voglio sfavillare in un abbraccio. Esplodere di gioia. Sentirmi sbocciare. Vedere le vene strette sulla mia pelle da un laccio fatto di braccia a mani. Stordirmi di rumore di baci le orecchie. Che il mal di testa si impadroni di me come dopo il pianto liberatorio di una bambina consolata per la paura di un sogno.
Un' inestimabile parola d'amore mi percuota il cuore per sempre.
Che sia il ricordo dei ricordi dopo la mia morte.

9 commenti:

pisolo973 ha detto...

buongiorno tesoro..
Non lo so se sei più matura, bisognerebbe viverti, ma cmq sembrerebbe di si.
Sicuramente sei migliore, te lo avevo già detto...mi pare!!

L' amore migliora tutti....giusto??!
baci

carlos ha detto...

A Dè, ma che dice er nano? Nun lo capisco, me pare solo che te sta a slinguizzà per benino...

E smackette

Bad Hands ha detto...

'cidenti... lo immaginavo già dal titolo che questo era un post complicato...
mmmm... più dolce??? ^^
bacio.

electricblue ha detto...

Che tu possa esplodere in quell'abbraccio! Che le parole che desideri ti colpiscano il cuore
lui saprà accogliere il colpo. Accomodati dunque ed accogli chi arriva per dare, d'altronde
perchè rimediare... perchè togliere?
Forse le gocce d'acqua saranno fiumi in piena e forse, come la carne risponde alla carne, il sentimento risponderà al sentimento.
Il tuo vivere ti sarà testimone.

un abbraccio
(Perchè i baci, questa volta, devono venire da qualcun altro)

Dea ha detto...

Nanaccio, mi stai vivendo con la tua fortuna di non vedermi ahaha.

Carlos, slinguazza pure bene, mi pare.

Hands, tu non mi trovi più dolce? cattivo!

Electric, ma baciami pure tu!

electricblue ha detto...

Non me lo faccio dire due volte cara!!

facciamo 3 o 4 OK?

Milk ha detto...

"Sono finalmente matura. Adulta. Ho paura di non esser mangiata in tempo, di seccare, marcire, ammuffire come un'albicocca nella fruttiera sulla tavola".
È il cosiddetto orologio biologico? :-)))
Ahò, scherzo, Dea. Levigata come sei ora, probabile che un amore percuota il lungo resto della tua vita.

Kamala ha detto...

anch'io ho questa tremenda paura di ammuffire, di marcire prima di aver vissuto abbastanza......
ma te tesoro sei ancora tanto giovane......hai ancora tanta carne da mettere sul fuoco!!!
Secondo me dai 40 ai 50 sono gli anni migliori per una donna, il guaio è che spesso non li sappiamo vivere e li buttiamo nel cesso...Bacio

thule22 ha detto...

il senso del tempo che passa...certo.. ce ne accorgiamo da molti elementi...l'aspetto fisico, la consapevolezza di non poter più fare certe cose, ma resto convinto che ogni età può e deve essere vissuta al meglio ... mi viene in mente una stupenda canzone..."..i desideri non invecchiano quasi mai l'età...".
E noto, con piacere, che anche tu non smetti di desiderare il meglio per te...