mercoledì 30 novembre 2011

Dea muta

E non è per il motivo che voi pensereste, perché Dea s'azzitta anche senza l'ausilio di un cazzo.
Ho il cervello in stand by. Non consumo energie inutilmente. Mi creo bolle di riposo tra una piccola fatica ed un'altra. Sto osservando la gente. Ascoltando un mio mutamento. Assaporando un'attesa. Cercando nuove domande.
Non mi va di fare un cazzo, in breve.
Ho trovato un caro compagno di giochi, lui pensa per me.
Io lo adoro. Voglio stare con lui e rotolarmi sul pavimento freddo vestita ma col culo per terra. Voglio che mi cazzi, mi ammonisca, mi faccia ridere e ascoltare la sua vita di tutti i giorni. Ho voglia di un diverso diverso. Lui è diverso anche dal diverso. Voglio guardarlo negli occhi minuti interi senza battere ciglio; voglio che mi si secchino le pupille e imprimermi quello sguardo di nuovo dentro la testa. Quel suo odore, quel suo calore. Voglio giocare col suo cazzo fino a quando mi viene da ridere perché lui non ce la fa più.
Divento assatanata col mio compagno di giochi, ingorda, golosa. 
Io, non mi riconosco più.


domenica 27 novembre 2011

Essendo parte della natura sto subendo effetti dannosi. Causa, questo clima del cazzo.

S: "Quanto sei bona."
Moi: essì, ma ricorda: ho tre figli, verrai sempre dopo di loro. Scopo solo quando vado in calore. Lavoro tutto il giorno. Ho centinaia di amici/conoscenti maschi. Ma soprattutto, S., ho deciso di andare a fare la barbona! Non prima di essermi fatta un giro per tutte le vie consolari della città facendo la puttana. Sono ancora bona?
Non datemi dell'intelligente, davvero non lo sono.
Le donne del "paese" mi han punita stamattina: sono andata al supermercato ed ho portato il caffè a S. Esco come il solito in punta e tacco molto appuntito. Loro con figli e mariti. Io faccio girare i mariti i nonni e i fratelli con la borsa della spesa e il ciuffo di sedano che fuoriesce. Poco prima di arrivare a casa, mi si rompe il tacco. Zoppicando e ridendo sono comunque arrivata a destinazione. Di camminare in punta di piedi, ne sono capace, anche sui sassi, soprattutto sui piccoli sassi. Ho cambiato numero di cellulare. Essì, Pì, se ci tenevo, un minuto per te lo trovavo, capirai le passioni si sa, hanno la colla. E' verissimo. Non riesco più a pensare ad incontri sessuali. Nemmeno di quelli in cui devi parlare ed ascoltare. Ebbene, non son capace di fare l'amante. Devo fare arazzi e mentre passo un filo da sopra a sotto e viceversa, devo pensare. Farmi venire le rughe. Sono impermeabile. Refrattaria. Parolarepellente. Affido i segreti e i miei malanni al primo sconosciuto, al pazzo, o al cane. E' così che si fa.
Dea torna nei ranghi, che ad essere anonimi, uguali agli altri; passare inosservati è molto più utile alla sua causa.
Ps. Guardate la "cuffia" di questo disco. Bellissima. 

venerdì 25 novembre 2011

News di Dea.

Merkel & Sarkozy: fiducia a Monti. Oh che bel castello marcondirondirondello! ESTICAZZI! Quei due c'hanno un'aria tanto rassicurante, tanto da pucci pucci che mi son rincuorata tutta a 'sta notizia: la mafia 'n c'ha confini, mi son detta!

In Egitto il popolo non si arrende. Domani un'altra manifestazione. Ahhhh! Utopia tutta mia!

Alemanno si ACCORGE che a Roma c'è la MAFIA. Dal vertice la promessa del rinnovo del terzo patto per Roma sicura: 300 carabinieri, 500 militari in più. Prevista l'apertura di 5 NUOVI COMMISSARIAMENTI (maquantocazzocostano?).E io che mentre leggevo "sicurezza" pensavo se ne andasse quel burino fascista dal Campidoglio.


il 28 novembre, alla stazione TIBURTINA (non a Termini, no no! A Tiburtina come fare una pernacchia AI PENDOLARI) CI SARA' L'INAUGURAZIONE DEL NUOVO FRECCIAROSSA. Il treno dei desideri, degli eccessi. Il treno dei lussi. Tanto perché i pendolari ancora non hanno capito che a spese loro 3 merde di coglioni al giorno potranno viaggiarci sopra senza esser disturbati e veloci veloci. QUESTA NOTIZIA E' MOLTO INTERESSANTE PER LA DEA ROMANA! Chi viene con me?


Ho tanto bisogno d'Amore.
Di un giorno migliore.
Di bere vino rosso fino a delirare.
Di pungere pupille.
Di sentirmi un muro freddo alle spalle.
Di suggere un'Anima migliore della mia, e che dal cazzo sia!


mercoledì 23 novembre 2011

L'anonimo nel cuore

Ed è stato come un segno del destino. Essì che anche io qualche volta voglio parlare di destino, fato, fortuna, tanto per non darmi sempre meriti colpe e responsabilià quando mi succede qualcosa di bello o brutto, tanto perché voglio pensare che qualcuno si prende la briga di pensare per me, di fare qualcosa per me. Eccheccazzo, ogni tanto voglio pensare di riposarmi, di non fare un cazzo e di fa fare qualcosa a qualcosa che non esiste. Fortuna, questa, di saper immaginare e fantasticare.
In virtù di ciò, di qualcosa che non esiste, ho pensato che lo scricciolo, questo ragazzo, il nuovo barista; fosse arrivato ad allietare i miei tanti caffè. Ha il fare anonimo, silenzioso. Educato sveglio e svelto, sa il fatto suo ma pur apparendo umile e composto gli si legge in faccia il carattere. Lo guardo spesso con la coda dell'occhio. Non credo avesse pensato d'entrare nel cuore dei mille clienti qua, credo lo abbia escluso da subito. Non so perché ho 'st'impressione. Lui non sa però cosa è successo a me, prima che lui arrivasse. Non sa cosa mi ha colpito e che cosa avrei visto in lui e che cosa avrei fatto e detto per questo. L'unica sua imperfezione sono quei 4 o 5 cm in più ed il suo capello corto. Rispetto all'originale. Ma il trapianto di sguardo è inquietante, pauroso.
"Mo', 'sto ragazzo è bravo, rimane ve'?"
"Si, si credo di si, piace tanto anche a me"
"Digli quel che t'ho detto, faglielo sapere, mi raccomando!" Mentre il ragazzo era intento a pulire il braccio dai fondi del caffè.
"Certo, che glielo dico: L, tizia ha detto che sei forte!" Con un sorriso mi ringrazia, io gli strizzo solo l'occhio e me ne vado contenta.
Del segno del destino con cui ho cominciato il mio bel discorso, non ve ne farò parola, né ora, né mai. Fatto sta che guardarlo mi commuove. Fatto sta che quando gli chiedo qualcosa nelle mie pupille scende un velo di tenerezza e lui, nemmeno sa chi e cosa ringraziare per questo mio raro modo di essere; non sa nemmeno se deve ringraziare, visto che mi conosce poco e non sa quanto io sia spinosa con la maggiorparte degli avventori del bar, nonché vicini di bottega.
La vita, in molti casi, si può definire vita.

ps. un bacio al lupo solitario: Fra. Grazie.




Difetti

Date una "schicchera" ad una pentola vuota e sentirete il rumore del mio cuore.






Quest' Uomo, riesce sempre a farmi incazzare. Se mi amate, incazzatevi pure voi! Sempre CHE abbiate capito il significato di INCAZZARE!

martedì 22 novembre 2011

Io lo so fare

Si devono ringraziare i genitori stronzi.
Io lo devo fare con Mamma, una stronza algida donna, ma  solo con i figli che per lei erano il solo mezzo che aveva per legare un uomo. Tant'è che la scelta dopo papà la fece dannare, lui è morto adesso, dopo trent'anni di relazione e lei non è riuscita che a convivere con lui due o tre giorni, ogni tanto; vacanze che strappavano alla famiglia, di lui. Ad ognuno il suo gioco. Ad ognuno il proprio merito. Io la devo santificare, però. Io lo sapevo, l'ho sempre saputo, cosa e chi fosse mia madre. Me ne sono accorta guardando una mia fotografia quando avevo appena 6 mesi. Adulta, già a sei mesi.
Mi usava per testare l'amore di mio padre dicendogli d'ogni mia marachella ed io d'accordo con lui, ovviamente un accordo non accordo non detto; fungevo da mezzo e lui per dimostrare alla sua femmina che per lei avrebbe anche ucciso il suo stesso sangue, puntualmente, mi riempiva di schiaffi, di botte. Lui si era sfogato, lei era appagata, io me ne fregavo tanto che avevo calli sulla pelle; ormai il dolore nemmeno mi scalfiva più. Io mi prendo uno schiaffo ad occhi aperti. Io non ho più paura di niente! Non ho voluto affezionarmi a quella donna, sapevo che una volta stanca di lui, avrebbe messo fuori anche me. Quindi non facevo che pensare al mio futuro, per molti da sbandata; invece, per me, da libera, zingara senza regole, una tavola di regole da scrivere solo per me, questa era la mia fortuna.
Ci si abitua fin da piccoli a ragionare col dolore, a farci patti. A sfidarlo. E così con ogni mia "passione" io ragiono. Io non voglio che mi sovrasti, che mi droghi. Così mi ci faccio il bagno, mi ci sporco le mani e la lingua, la annuso, la sento, la respiro. Come con ogni cosa che mi piace, d'impatto, ad esempio. Ho i periodi di cibo strano. C'è stato il periodo dello yogurt, quello bianco, quello che mi prepara il mio barista, lo fa in estate perché è gelato, continua a farne perché glielo chiedo. Adesso, dopo mesi di pranzo e colazione con quello, sono satura stanca ma non nauseata, mi ha lasciato un buon sapore, lo rivorrò, ma non so quando. C'è stato il periodo delle mie caramelle. Ne ho fatte acquistare ad ogni esercente qua da me, non ci credete? Ne ho comprate a decine, centinaia. Da chi a 10, chi a 5 centesimi l'una.
Adesso ho la fissa del sapone in pezzi, quello verde. Ne compro ogni volta 4 o 5 confezioni da due. Lo scarto, lo faccio seccare. Lo riduco in scaglie, per lavare in lavatrice e ci lavo ogni sorta di cosa, anche il pavimento. L'odore qua dentro t'entra dentro il cervello, lo sento quando apro la porta, sono felice ed appagata quando lo sento. Mi piace. So già che fine farà, perché ho già preso d'occhio un'altra marca.
La passione per le gallette di riso, ma un certo tipo, sono di una marca particolare, sono rettangolari e buonissime ed ogni Tanto c'è un chicco di sale, potrei farne una pubblicità e venderle anche ai cinesi. Ne compro 2 o 3 confezioni al giorno. Siamo in piena passione ancora, niente mi distoglie da questo gustoso cibo.
C'è un'altra cosa adesso che m'appassiona.
è una cosa che mi piace ascoltare, vedere. Una cosa che mi piace mangiare, bere. Una cosa che mi piace respirare ed annusare. Una cosa che mi piace toccare. Stanotte l'ho ascoltata, 'stamattina lo stesso. Sto cercando la stecca. Sto lavorando sui miei sensi. Quindi uno ad uno verrà smagnetizzato, corroso. Verrà violentato. Siamo in piena degustazione, quindi adesso voglio il totale silenzio. Voglio rumore che mi aiuti a sentire solo quel suono. Voglio acutizzare il tutto. E finire.
Perché io, non posso avere voglia di morire ogni volta che  m'è dentro. Tentare di spirare. L'ultimo sguardo a quel colore e morire. L'ultimo struscio sulla mia carne viva e sparire, viaggiare tra purgatorio ed inferno e paradiso sputandogli.
Non è saggio!
'stamattina "Faccia da psichiatra", di fronte a me seduto sulla metro, deve averlo capito cosa ho in mente.. Dopo averlo sentito guardarmi da un po', ho cominciato a fare la perversa. E 'stamattina non erano solo le calze ad aiutarmi, ma anche due occhi truccati a dovere, come il mio stile mi insegna. Era tutto a posto. 
Non mi toccate, che non è salutare.
Non c'è musica, c'è solo quel respiro tra una frase e l'altra. è tutto mio, nelle orecchie arriva prima al cervello con una corsia preferenziale.
Devo insegnare questa pratica a mia sorella.


lunedì 21 novembre 2011

Fosse che fosse

Che la vittima avesse trovato il suo carnefice?
Se fossi gazzella, vorrei essere pappata da un leone, non certo da un gatto, o peggio, da un branco di avvoltoi.
Fosse che fosse che è la preda che sceglie il suo predatore?
E adesso?
Scappo, che devo salvaguardare la catena alimentare.
La natura.
Mia cara gazzella, non sempre quel che appare è; non sempre quel che non appare non c'è!




domenica 20 novembre 2011

Ci risiamo!

Lui è diverso, mi dissi. Sarà solo diverso il suo modo di farti del male, mi son detta dopo averlo guardato negli occhi nell'intimità, mentre sdraiata sul pavimento con lui sopra, scendevano verso i capelli, lacrime. Un uomo che ha sofferto per amore, non farà altro che cercare riscatto. Non farà che cercare vendetta sulla pelle di un'altra. E tu, Dea, così spavalda, tu sei la vittima perfetta. Tu li salverai tutti dalle loro insicurezze, tutti. E' dalle tre e nove minuti che giro come un fantasma in casa. Nessuna risposta al mio sms di ieri, quello della buonanotte in cui gli dico che gli voglio bene e che se la vita m'avesse abbandonato in quelle ore di sonno, lui avrebbe dovuto saperlo, questo pensiero. Che non cambia ora.
Ho visto l'alba.
Mi manca la mia amica X.
Non dico nulla all'amico del cuore, o stavolta, mi si incazza.
Mi sono addormentata vestita, con una musica ed una voce graffiante nelle orecchie:" devastami, DEVASTAMI. D E V A S T A M I".
Sono devastata. Sconfitta. Debole. Fragile. Distrutta. Persa. Delusa. Sola.
"Ma sono le sei e quaranta, che stai a fa'? Oggi è domenica! Te sei malata!" Mi dice mia sorella.
"Mi faceva male la schiena. Lavo i piatti. Non avevo più sonno" Le rispondo.
Ora, sono le sette punto dodici; mi faccio la doccia. Vado al supermercato e l'amico S. mi coccolerà come fa sempre guardandomi dal fondo del corridoio. Mi offrirà quella "mollica" di Grana quando gli chiederò il solito mezzo chilo, di cui la metà dovrà esser grattuggiata. E lui, me la offre sempre come fosse un fiore quella scaglia pregiata, perché sa quanto a me piace. Mi corteggia e vezzeggia. Mi lascerò raggiungere tra gli scaffali del vino come fa sempre e  mi lascerò abbracciare e consolare senza che lui sappia niente del mio turbamento. Stavolta, però,  mi farò stringere forte arresa, lì in mezzo alla gente strana di questo quartiere, che, già ha fatto parole e chiacchiere su una presunta storia.
Mi lascerò consolare dall'amico Pì, che verrà a trovarmi questa settimana dopo più di 5 mesi che rifiuto un incontro con lui. Niente sesso però, sono Dea. Imperturbabile ed egoista. Troia manipolauomini. Sono bella e simpatica ma i pompini non si fanno così. Non si beve sperma alla cazzo! Clara vuole riposo. Io, invece, voglio solo vendetta, la tremenda vendetta. Ordunque a lui, al Sig. S.M.C., do il merito di star per rendere felici alcune persone alle quali ho spudoratamente fatto del male. Persone alle quali sto veramente sul cazzo (che è nella mia natura di troia). Ché in tanti hanno sbavato dietro al mio culo e io ho allontanato con uno schiocco di dita dopo aver giocato senza regole, ho giocato in modo sporco. Io sono sempre stata cattiva, chiedetelo a mamma.
F. F. F. G. U. M. S. P. (di sicuro dimentico qualcuno), ragazzi miei, sarò triste 'sti giorni. Consolatemi, ma non mirate al mio culo, che vi darei un calcio nei coglioni. E non parlatemi male di lui, perché potrei sputarvi in faccia veleno.

Lo scatto prima di dormire.
 




venerdì 18 novembre 2011

Cazzo!

Quanto non sopporto quando non si chiamano le cose con il loro vero nome ed in questo caso sono molto infastidita dall'aggettivo altisonante, politicamente corretto, gentile ('nsomma) che si dà al nostro nuovo, di ZECCA, governo: I BANCHIERI! Bha.
Tanto per precisare, vorrei dire la mia un po' infastidita da quella foto che campeggia ovunque e che raffigura tante facce a parer mio tranquille, senza mordente e senza un accidente di emozione che gli sia passata per il sangue. Ecco! Ordunque, vorrei dare l'aggettivo giusto, o perlomeno sensato, nei miei (in)sensati pensieri e le mie accurate conclusioni (cazzo dico?) e lo chiamerei senza alcun dubbio: IL GOVERNO DEI CRAVATTARI!
Tutto ciò mi induce a fare una riflessione: son finiti i mignottai, i papponi, il circolo delle puttane in parlamento ed è giusto arrivato il tempo di esaudire un mio sogno; un mio desiderio; di togliermi finalmente una curiosità, di investire, di tentare la via del BORDELLO. Ché gli voglio far guerra a 'sto governo, ché non ci sto a non far fruttare adeguatamente il mio potenziale e quello di tante mie amiche. Ché non ci sto a perdere il mio primato, che mi dà fastidio che mi si rubi il mestiere, perché la vera banca, quella più naturale, quella che davvero ti dà gli interessi risiede nella femmina; la femmina che ha tanti buchi in cui nascondersi in momenti cupi;  la femmina che almeno ti coccola, non ti mette nel culo neanche un dito, se non a tua richiesta, che il denaro lo sa far circolare. Ecchécazzo.
Chiunque volesse far parte del mio team mi contatti, femmine amiche; che la rivoluzione gliela facciamo noi a 'sti stronzi! Non c'è bisogno di cv, tanto che noi lo sappiamo fare anche da bambine, 'sto mestiere. Se ci stesse quella come me, la grandissima troia che la fica te la fa solo annusare ché lo fa per il solo gusto di inebriare e ti fa tornare a casa dalla moglie contento e felice, che ben venga.
Buona giornata, che Dea oggi gli delira anche il culo, perché c'ha un'insana voglia di sesso sconvolgente e per strada con il suo pennellino: il ragazzo che la contempla mentre la bacia e la tocca fino a farle sfiorare Dio, e 'n esiste, lo so, e per l'appunto è lui, ora. Per un po'. Per quel che si vuole, per quel che durerà. Per quel che non sarà o sarà. Non mi importa, tanto che voglio succhiargli il cazzo perché m'è venuta sete, e un bisogno fisiologico non sta lì tanto a pensare all'amore.
Che amore sia, mentre mi fotti sangue e culo, gioia mia!

Comunicazione non urgente.

Il precedente post è rientrato in bozza che necessitava di alcune correzioni.
Chiedo venia a chi avesse già partecipato alla discussione, ma la qui presente ha sentito l'urgenza di effettuare una riflessione... strano ma vero.
Buon we, grandissimi impiccioni!
ps. chi trova un amico trova un pozzo d'acqua, che de 'sti tempi mi sembra oro.

mercoledì 16 novembre 2011

Dea tutta panna..

E penso che avrebbero dovuto chiamarmi Susanna, i miei, cazzo. Ho sempre avuto questo sguardo accattivante fin da quando ero in fasce, ecco perché mammà ce l'aveva con me: già sapeva che l'allieva sua aveva già imparato senza che lei le insegnasse, aveva negli occhi la seduzione e aveva capito, la regina di casa, che io, avrei fatto peggio di lei. O tutt'altro. Susanna tutta panna, tutta morbida e deliziosa; tutta curve e felicità.
E (lo so che ' n s'inizia con la "E" una frase dopo il punto, ma qua le regole so' mie), io non ho voglia nessuna di stare a pensare alla politica e ai mercati alle assicurazioni e alle obbligazioni; non c'ho voglia di pensare al gossip e all'attualità; né che tra un po' il treno sarà vuoto la mattina, solo perché mica avranno aumentanto le corse; ma solo perché ci saranno un sacco di licenziamenti.
E così accade che anche 'stamattina ci rifilano il treno con due vagoni, dico ben due vagoni, vuoti, non utilizzabili poiché senza luce e riscaldamento (tacciloro) e 'sta presa per culo dura da anni senza una spiegazione, senza una riparazione; col beneamato consenso dei pendolari che si incazzano sì; s'accalcano per andar a lavorare pagando l'abbonamento e prendendosi cazzi nel culo senza consenso; perché si sta stretti e si sta male ma poi finisce sempre a tarallucci e vino e sti infami di trenitalia continuano a pensar alla tav; e ai servizi minimi stigrancazzi e questo la gente lo sa ma continua a prenderla nel culo PAGANDO. Manco le puttane sappiamo fare, ché si dice sia pure un lavoro semplice. Non è pensiero mio. E accade che dea si incazza ma è preceduta da un omone che strilla e basta, che davanti al capotreno indietreggia, che strilla e basta e io cerco di farmi sentire sotto il fischio di quel ciccione nano (non me fa pena il lavoratore che subisce e fa subire, che mi porta un treno così in un posto così e fa pippa) del capotreno, e niente risposta, cioè si sente anche a disagio ma quando io insisto per far aprire quei vagoni con il codazzo dietro di donne incazzate ma sempre DIETRO, lui sale e parte, e io mi incazzo perché ho dovuto subire due uomini e perché ho dovuto prendere il treno cinque minuti dopo; essì solo cinque, ma questo fa tutte le fermate ed io odio il coito interrotto, odio un treno in corsa che si deve fermare, quello prima invece prende corsa ci mette un quarto d'ora ad arrivare alla meta e la prima fermata la fa a corsa ben tirata, ahhhhhhhhh un orgasmo. Ecco perché voglio quel treno, voglio quello e pagando posso e devo scegliere. Sarà per la prossima volta, perché ce lo rifileranno quel treno; prometto che farò aprire quei due CAZZO DI VAGONI, l'ho promesso a mia figlia!
Quando ormai triste e sconsolata arrivo alla mia stazione per prendere la metro vedo arrivare il mio amico F.. Oh F. lo adoro perché lui adora me fin dal nostro primo incontro sul treno, alla prima fermata che fa il mio treno preferito. Perché lui mi coccola e le coccole le facciam subire a tutti e mi cinge la vita e mi tocca e si consola e il suo cazzo reagisce ed io vergognosa mi ritraggo e gioco. E lui continua avvicinandosi e parliamo ad alta voce, e giochiamo complici e alla fine non facciamo mai nulla, ma la mattina ci consoliamo. Gnappo, forse sotto di un cm da me, Gnappo, che ma'rriva dritto dritto al culo quando sta ingrifato e fa lo sbruffone con gli occhi quando mi sta davanti al seno, che io rido e arrivo giocherellando al lavoro, che almeno la giornata è meno cupa. 
F. gli dico, si scopa poco tesoro. Lui mi guarda e mi dice di star zitta che la gente guarda.
Vabbè, damme 'n bacetto e buon lavoro.
Te, cara mia c'hai un bel compito, mi dice. Damme retta, 'n me piaciono solo le tue tette.
A F. tesoro mio, c'ho un compito è vero, i figli lo richiedono arduo il compito, ma t'assicuro che in tutto questo la Signora 'n se fa manca' niente, ché dovessi rinfacciarlo a 'sti pori figli il sacrificio. Ennò, devono vedere che non mi immolo, seppur far il culo per loro è quasi piacevole; devono sapere che non mi sono peso, perché così non è; devono sapere che anche nella merda, uno ha da pensa' prima a sé stesso, che non si può amare nessuno prima.
Mamma mia, se ti scarico addosso tutta la voglia che c'ho de 'st anni, t'annego. Mi dice F.
Maddai che so' pochi mesi, gli rispondo.
E io vi dico buongiorno, che mi devo massaggiare il seno 'stamattina e avvolgermelo con pura lana vergine (ancora esiste qualche rimasuglio di buona lana) calda, che si ricomincia coi dolori da adolescente, quando fa freddo. Bha, cazzo de femmina, sono.



lunedì 14 novembre 2011

E mentre le femmine d'inverno si coprono

Dea che fa? Tanto per non apparire scontata, tanto per farli chiacchierare a vuoto 'sti maschi, mi scopro, ovvero: calze in bella vista e vestiti sotto il cappotto sempre corti, sempre in ghingheri perché l'inverno a me m'intriga. Perché mi intriga far le cose di nascosto, da fuggitiva. Mi intriga smuovere le coscienze e soprattutto quelle del cazzo! Mi piace distrarre dalla letture dei quotidiani la gente. Mi piace il genere maschile e il suo stupore, la sua ingenuità. Perché non li voglio sentir dire che l'ormone gli si sveglia d'estate quando ci scopriamo; perché ogni stagione ha le sue scopate. Allora è anche bello farli un attimino ingrifare la mattina prima di andare a lavorare, che comincino a pensare che l'inverno non è fatto solo di routine e di lavoro. E così mentre mi siedo, s'alza l'abito e si scorge il pizzo della calza e me ne accorgo subito perché il culo si poggia sul freddo sedile (mi fa schifo) e capisco che sto dando spettacolo, mentre ascolto Fear Factory nel mio piccolo dispensatore di musica. Di fronte ho un signore che allibito ascolta lo schitarrare e penso che non riesca a fare scopa tra il mio abbigliamento e il mio taglio di capelli, con la musica maledetta che ascolto. Mi guarda e  riguarda e io faccio finta di nulla. Anzi, le mie dita tambureggiano sul palo di ferro il ritmo di Final Exist . Faccio per coprirmi passando la mano sul vestito dalla vita fino al culo con delicatezza, con disinvoltura; ma la calza rimane fuori ormai e ci appoggio la borsa. Seduto di fronte a me alza la testa un 40enne, ottimo viso ed occhi svegli, ma ricurvo sul quotidiano. S'alza e lo sguardo e compiaciuto e mi guarda anche in faccia mentre lo guardo negli occhi per pochi secondi: l'impresa m'è riuscita, distrarre una coscienza, ci ho provato, sono tornata sulle note. Lui scende alla sua fermata. Che cazzo c'ho in testa? Berlusconi e le sue finte dimissioni? I porci riciclati? Monti che mi sta sul cazzo? La rivoluzione Islandese taciuta dal mondo? C'ho una serie di notizie e tutte mi dicono che è quasi giunta l'ora dell'estinzione totale, che ci sarà una guerra mondiale, ci sarà la fine del mondo, ci sarà un papa negro, una donna presidente degli stati uniti, dico che non c'è più religione (meno male). C'ho che non ci sono più le stagioni, penso che è ora di smettere di pensare. C'ho in testa che due persone non riescono a star insieme più di due anni, o meno, per via del denaro; quello che pare compri l'amore; che conduca ad una stagione d'austerità e risparmio anche per il povero cazzo e la sempre più disinibita Clara che fa tutto gratis per il solo piacere di rendere questo mondo migliore, come dice l'Amico Hands.


"Ma come cazzo sei venuta a lavorare stamattina? Ma quanto sei bona!! Famme vede' le calze e famme tocca' 'sta pelle!" Mi dice l'amico nonché lettore del mio blog.

"Ma sta' bono! Mi vesto sempre così, anche se ammetto che oggi sono di nuovo dalle parti di quella stazione che lui frequenta, lo vedo e magari ci scappa qualcosa di buono, matto!" Gli rispondo seduta sul bancone mentre sbircia e tocca le calze.

"Ma se c'hai le cose tue!" Si ricorda che l'altro giorno m'ha portato il caffè, quando alla sua richiesta d'offrirmi qualcosa, accettai un caffè vista la pressione bassa e la testa che girava.

"Ma quanto sei scemo G. ! Ma che esiste solo la fica?!

"Ammazza quanto sei porca! Mi tocca anda' a lavora' arrapato, per colpa tua, vedi d'annattene va'!"

E anche stamattina una calza m'ha tradita, che m'è scesa nel bel mezzo dello scorrere della gente fuori la metropolitana, 'sta cornuta, e non capisco il perché visto che il silicone è sano. Forse perché ho dimenticato di ungermi le cosce 'stamattina. Mi viene da ridere, ma non riesco a pensare di non divertirmi anche in quell'ora da pendolare, da viandante, da robot ormai dedito al consumo, di sesso, nel mio caso.
Buon inizio, gente... ché io ancora devo cominciare a far fruttare 'sta giornata, anche se, un buon lavoro l'ho già fatto: sentirmi me stessa, ridendoci.
Non andrò molto lontano da quel mio pensiero fisso, oggi.

domenica 13 novembre 2011

Piccola Dea cresce.

Sto imparando a far finta di non capire; tanto se capisco, mi dicono che non ho capito un cazzo.
Beneamato mondo, vado a perder tempo dormendo.

sabato 12 novembre 2011

Io vado a letto...

Mi spoglio e abbraccio il cuscino, a pancia sotto. Metto i capelli da una parte, voglio il collo sempre scoperto e le spalle, anche. Indosso spesso solo una maglietta e gli slip. Passeranno pochi minuti prima dell'apparente morte; minuti in cui penserò e mi scende spesso una lacrima, quando penso. Per fortuna poi dormo; non sogno, dormo profondamente 5 ore e mi sveglio riposata. Voglio essere un gatto, adesso e andare dove mi porta il pelo per farmi accarezzare.
Si accettano coccole, parole, sussurri, carezze e baci. Niente sesso, solo coccole... almeno fino all'alba.
Vostra stanca Dea.

venerdì 11 novembre 2011

Io sono una bambola

Sono inquieta ehh! Irrequieta!?
Si pensa che qualcosa sia cambiato. Dove? Come? Cosa?
No! La dea non cambia mai, ma siccome è sensibile e comprende il momento di crisi, capisce che bisogna cominciare ad aprire poco il rubinetto delle parole. Il risparmio è la prima forma di guadagno. Ci voleva qualcosa che m'insegnasse a ragionare, prima di parlare. Essì, forse è il suo cazzo ben dato a farmi capire. Il santo e sacro cazzo e la mia voglia di scopare bene e per bene. Forse l'unica cosa che conta. Amore, amicizia, serenità. Cazzate, io voglio scopare bene e sentirmi una bambolona che fa pompini, una bambolona alla quale la fica pulsa quando lo vedo da lontano pensando al bacio, a quel rito che non farà che portare le sue mani sul mio corpo, nonché il suo membro dentro ogni mio buco. Tappandomi, ridandomi la felicità tanto agognata.
Non sono per nulla ironica, non sto scherzando, non sto giocando con le parole, come spesso mi si accusa, davvero. Me ne frego di una certa serenità. Sono solo una lussuriosa femmina e voglio quel mio giocattolo tra le mani. Non riesco ad incontrarlo, e non parlo solo fisicamente.
Ho deciso, quindi, di escluderlo per un po' dalla mia vita. Perché io son cattiva quando voglio, cattiva. Forse una di queste mattine andrò a svegliarlo con la colazione in mano e gli prenderò il cazzo dritto in bocca, uscirò con la bocca piena del suo cazzo e andrò a lavorare soddisfatta, mi manca questa cosa, mi manca farlo di mattina prima del caffè. Davvero lui mi fa venir voglia di vederlo dormire. Io voglio vederlo dormire, lui non vuole ch'io lo veda dormire, lui vuol vedermi, forse, dormire, ma io amo svegliarmi prima di lui per coccolare lui e il suo Scirocco. Cazzo due generosi non dovrebbero mai incontrarsi, ecco cosa succede. Mi sto deconcentrando: dovevo escluderlo dalla mia vita, due minuti fa. Cazzo, cosa mi fa un cazzo! Penserò all'atmosfera natalizia. Nel frattempo sarà dura l'astinenza, perché mi astengo dall'usare un altro cazzo io, ve lo giuro, n ce riesco. Mi affeziono ad un cazzo. Oddio lo lascio in pace almeno fisicamente, ma per lui nutro amore, devozione, simpatia, affetto, amicizia. Nutro rispetto. E poi, porca puttana, dove vado  a prendere un cazzo così stronzo? Adesso come la metto col prossimo che non saprà regalarmi orgasmi a sciami come il suo? Oddiooooooooooooooooooooooo! Dovrò fingere? Dire la verità? Mandarlo affanculo? Rimarrò sola aspettando che il suo pendolo decida di aderire a clara?  Perché lui il suo cazzo lo fa lavorare e lo sfrutta tutto. Mica entra solo! Va dentro e fuori; sul clitoride. Mi viene addosso, dentro, sopra, sotto. Ha un cazzo factotum.
Passate un buon we, nel frattempo ravanerò tra i capillari del mio cervello, ragionerò con Clara subito dopo passato il barone rosso, le chiederò d'esser clemente, d'esser giudiziosa, d'esser meno esigente.
Vi farò sapere cosa abbiam deciso.

giovedì 10 novembre 2011

I'm X Woman

Pensavo un attimo al mio carattere che in verità non è carattere o forse non avere un carattere definito significa carattere.  
Dopo alcuni avvenimenti, dopo alcuni atteggiamenti, dopo alcune critiche e molte di queste positive, vorrei solo dire che qualsiasi cosa voi pensiate di me non è la giusta e che io, sono semplicemente una mutante... non ho imparato a volare solo perché non ne ho voglia.

Ps. Metto la mia faccia, è una sorta di provocazione contro chi pensa che una donna si debba vergognare per aver dato mostra di sé con seno culo e fica; dando sfogo ai pensieri normali di una femmina, una persona con mille voglie che le passano per la testa. Per il disprezzo profondo che ha per chi fa questa politica, per le idee contro, soprattutto, il comune pensiero di questo paese "immarmellato" in un sistema stantio; pensando di limitare lei per prima, il proprio cervello. Non ho veramente bisogno di dimostrare di averne; c'è già abbastanza gente intorno a me che lo fa e anche bene. Io ascolto, leggo, consolo, semmai mi impiccio. Ingombro, aiuto, sgombro. A ognuno il suo: io una faccia da cazzo con due occhi che parlano e due tette infinite che esprimono amore, superbia, sesso, abbondanza, generosità, sfrontatezza e paraculaggine. E diciamo pure la corruzione e mettiamoci il peccato, il santo e beato peccato inventato per la mia beneamata soddisfazione.
Parlo sempre di me? Non conosco essere, nell'universo, del quale io sia più innamorata! Non conosco essere, nell'universo, che mi stia più sul cazzo, che la medesima.

domenica 6 novembre 2011

E se non hai niente da dire non c'è nulla da ascoltare che il tuo silenzio, Scirocco.

Premessa.
La sottoscritta mette titoli alla cazzo, come pensa alla cazzo. Non c'è ordine di pensieri nella mia testa scombussolata da 40enne. Non cercate di capire, tanto che basta leggere. Ovviamente parlo con chi ha interesse a farlo. Questo è il mio muro su cui scarabocchiare. Parole come murales: tanto per sporcare, gridare soprattutto con me stessa. Agitarmi per poi calmarmi.
Ieri ero seduta ad un capolinea d'autobus e tre tizi (mia figlia sostiene che fossero di più), credo che avessero voluto far luculliano pasto di me. Lei ingelosita li ha redarguiti, li ha maltrattati mentre io sorridevo. Avevo visto uno di loro che forse pensava di riuscire ad attrarre la mia attenzione con un adirivieni verso il suo suv di fronte a noi. Stiamo ancora a questo. Ero lì con i Carcass alle orecchie (track: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 , 9, 10, 11, 12), un album di 12 pezzi consolatori. La 2 e la 4, la mia libidine. Il fantastico mp3 fatto apposta per una zingara come me che non deve aver pesi inutili che la sua libertà da rispettare. Là dentro ci infili la musica che vuoi quando vuoi e hai solo bisogno di un piccolo pc, quello che entra in ogni mia borsa, accanto alla mia pochette di cosmetici (pochi), al mio portafogli senza soldi dentro, senza bancomat o carte di credito. Un caricabatterie universale dotato di cavo usb. Uno slip (spesso un perizoma di un colore a caso, tanto non mi frega più di coordinare ai miei reggiseni/paracdutisexy niente, spesso ci abbino Clara nuda soprattutto di inverno che con le mie fighissime calze ci fa una bellisima figura e sta fresca fresca). Un paio di autoreggenti. Le chiavi. Gli involucri delle mie caramelle e delle sigarette (si spesso ri-fum sigarette). Cartine, tabacco, filtri.
Ogni testo era come una colonna sonora (DEA MILF METALLARA, che buffa cosa, che buffa etichetta, tanto che nell'mp3 c'è anche la sua di musica, che non è metallaro). Il tizio brizzolato, capellone mi guardava ed io alzavo la gamba mostrando le mie calze ed il mio tacco rivolgendogli l'interno del piede pulendo il tessuto dello stivale nero alto fino al ginocchio mentre fumavo e succhiavo una delle mie pip. Mi sentivo una perfetta puttana: "coglione, se tu mi vuoi, devi pagare; pagare denaro, quello che non hai". Non era brutto ma evidentemente deficiente. Ho corteggiatori d'ogni genere. Non mi considero bella, ma una figlia di puttana che sa ben conciarsi, molto spesso. Tant'è vero che in questi giorni non faccio che guardare il mio corpo allo specchio con una certa aria di schifo; è inesorabile il tempo, quello con cui ancora non riesco a dialogare tanto mi sento senza età nella testa. Ma evidentemente passa incurante il pezzo di merda. Riconosco solo la strana bellezza del mio viso; un carattere da invidiare e un certo fascino da faccia da cazzo. L'anima cattiva impressa negli occhi. Penso che l'odio sia un sentimento nobile. Quello che si dirotta solo verso alcune persone meritevoli di tanto. Io, ormai, sono arrivata al cinismo, all'indifferenza, al menefreghismo, al disprezzo. Ragioniamo, non ci capiamo: vaffanculo testa di cazzo!
L'asettica impassibile dea che per una pena d'amore soffre il tempo di degenza di una puerpera in ospedale: tre giorni. Dopo aver vomitato, sputato quasi sangue. Dopo aver sudato e tremato.
Sputato ingiurie e bestemmie. Ascoltato amore e dolore. Quando non ti senti che niente; non ti senti che un mezzo per popolare la terra; non ti senti che un lievito.

Ho la volontà e la tenacia per compiere mille, duemila, tremila passi in nome di qualcosa di sconosciuto. Barcollando anche dal dolore. Con mille dubbi, ma con la sola certezza di saper tornare indietro senza pentirmene e senza tante chiacchiere nel caso in cui capissi d'aver sbagliato. In nessun caso avrei perso tempo ma, guadagnato in salute. Ho guardato i suoi occhi in una fotografia ed è stato come toccare una coperta di lana d'estate: pungeva. Ho comprato un abito morbido, uno di quelli che s'addice ai nostri gusti. Molto spesso simili: bianco e nero, tutto o niente. Molto strani, entrambi; molto stronzi noi due.
Fotografie, le mie; sempre ambientate in posti ricercatissimi: tubi, macchinari o muri sempre decadenti.
La mia vita è un cantiere senza una data di fine lavoro. Voleva essere una originalità la mia battuta. La sarebbe stata in un paese qualunque del mondo, non in Italia. Se ci penso. Ma ormai l'ho detto e tolgo la fotografia. Peccato, avevo una bella boccuccia da pompino

Ps: Se t'avvicini alla mia anima, devi essere pronto a mettere le mani in un nido di serpenti: il veleno t'è più utile d'ogni medicina.



                                                         No Love Lost - Carcass


giovedì 3 novembre 2011

Vorrei evitare di scrivere cazzate

Non avendo un umore stabile anzi non avendo umore in questo momento di noia prima di dormire in cui miriade di pensieri mi passano per la testa come schegge e si sovrappongono e incastrano quando non fai che fissarti su una situazione e fortunatamente per una volta almeno non vuoi avere ragione anzi speri d'aver torto marcio di essere un'idiota una visionaria decido di tacere e questa cosa la reputo intelligente e se arrivo io a dire che è intelligente state pur certi che è una cazzata detta per non fare una cazzata non mi va di pensare più a un cazzo e allora gente non tornerò che tra pochi giorni o mesi chissà è ora di cambiare un po' di carte in questa tavola che mi sembra assai appesantita da scartoffie dico solo vaffanculo alle mie teorie che fortunatamente stasera non metto in pratica quanto sono ridicola quando leggo e rileggo le sue parole e sono infantile quando guardo la sua faccia ma è così bello sciogliersi ogni tanto e togliere quel broncio che hai dalla nascita mi manca il suo cazzo la mia chiave per il paradiso quegli occhi in cui incontro lucifero e la sua bocca da puttana
buonanotte dovunque tu sia forse leggerai passando forse ti riconoscerai in queste parole ma forse invece ti riconoscerai in quella cazzata che non ho voluto scrivere

mercoledì 2 novembre 2011

Culo e camicia...

Scambio di ruoli:




Camicia... Culo...




Auguri gattaccio nero. Con te, un'assoluta complicità senza mai fine e soprattutto, senza un fine e senza mezzi che li possano giustificare.