martedì 28 giugno 2011

Dea, colei che ama una sola volta e per sempre.

Perdonami.
Da Te, non si torna indietro e non si va nemmeno più avanti.
Per me non è possibile.
Non ce la faccio più.
Dea vi saluta.
Dea quando soffre non grida; si cerca un angolo per il dolore: muore o guarisce.

domenica 26 giugno 2011

La Scoperta dell'acqua calda

Ho scoperto:
Che gli uomini ci odiano quando parliamo e ci temono quando tacciamo anche mentre li spompiniamo; buona parte dell'orgasmo è dovuta alla quasi sopravvivenza della verga e le sue biglie.
Che l'amore è un sentimento traditore, che dal cazzo sale al cuore.
Che esistono femmine che ammoscerebbero un cazzo anche durante uno dei loro migliori pompini.
Che ho una faccia da porno star e che l'unica nota stonata sono le mie tette non di plastica.
Che la comicità è la mi peculiarità.
Non mi sono mai sentita alla tua altezza, non avrei scommesso nemmeno in un tuo secondo sguardo.




giovedì 23 giugno 2011

Uhm, io Puttana.

Potrebbe essere tuo figlio.
Ma anche mio fratello, mio cugino, il vicino; mio nipote, mio cognato o mio genero.
Potrebbe essere un operatore di call center.
Un conducente di autobus.
Potrebbe essere il mio fornitore o un infermiere.
Potrebbe essere un mio alunno se fossi professoressa.
Potrebbe essere un mio cliente, un impiegato delle poste, l'amico di mio nipote.
Potrebbe essere un qualsiasi stronzo sulla faccia della terra.
Potrebbe essere anche un amico intimo, dotato di un cazzo senza età.
Il cazzo ha età?
Ti lascerà per una più fresca. Lo lascerò prima, per uno più noioso.
Be' poiché io sono limpida, trasparente, zozzona; sono libera, sono scema, io farò di tutto per sentire tutto.
Io sono curiosa. Io ho deciso di farmi corteggiare da un ragazzino, impertinente.
Quel ragazzino ha una sorta di cattiveria che da me comincia a sgusciare, vuoi anche per la buona dose di menefreghismo che ormai impera nelle mie vene; vuoi anche per quella buona dose di consapevolezza o, di mignottismo latente che ora comincia a farsi sentire.
Sarà che pur amando gli uomini, e parecchio, per questo li tengo a distanza e molto; non molti riescono a colpire quella parte per me fondamentale che si chiama cervelletto.
Sarà, che ho sempre voglia di imparare e mettermi alla prova.
Sarà che è un bel po' di tempo che i giovincelli assai noiosi mi strizzano l'occhio e lascio correre.
Lo sto deviando, gli sto facendo venire certe voglie assurde. Gli ho detto di studiare, di studiare tanto, di sbrigarsi a laurearsi, di gettarsi in questo mondo di squali e farsi sentire. Gli sto dicendo che l'uomo ignorante mi fa schifo, che un uomo mi deve saper insegnare e parlare, che di un cazzo ignorante, non ne faccio bisogno. Che mi piace la classe anche nell'esser sbattuta.
Ma la classe che ha innata, di sangue; è solida come fango e non come acqua che si beve.
Non starei qua a parlar di lui e a "sputtanarmi", fosse altrimenti.
Sarà che adesso ho da fare e forse vi dirò che cazzo sta succedendo, o non, succedendo.
Dite pure le vostre cazzate, che io saprò leggere oltre, oltre il vostro limite.
Mi leggeranno persone che mi conoscono, uomini a me molto cari, perderò qualcuno lungo la mia via dell'ammmmmmmmmmmore, lo so.
Ma il mio obiettivo è sposarmi a settant'anni con un mio coetaneo per litigarci, o, al limite, starmene sola con due galline da mandare affanculo: uno al giorno insieme al mio vibratore (che devo ANCORA acquistare), tolgono il medico di torno.
In attesa sempre della visita del mio caro Hands, al quale raccontare le mie puttanate. Ah ah se ho preso da mamma, quella è una fica strepitosa pure adesso!
Ho appena preso il caffè con F., giovane anche lui, ma di trent'anni.
Viene sempre a salutarmi, si ferma con me spesso.
Guardandomi allo specchio del bar con questo caschetto nuovo, mi son detta: "che faccia da troia hai, non ti inculi nessuno più, ma non riesci a vergognarti?" No! Mi son risposta. Guarda come son bella con questi occhiali e le tette su questa semplice maglietta. Si rigirano pure i cani, oggi!
Bha.
Niente foto, niente musica; solo le mie parole, tanto qua non si fa caso a un cazzo.
Baci, falsi e piatti come quelli di una giovane ventiduenne di questi tempi: avara con sé stessa.

mercoledì 22 giugno 2011

Io sono libidinosa.

Hai messo i pargoli a letto?
Si! Giochiamo a Cenerentola?

Dico, io mi metto a culo pizzo senza slippino, sul pavimento in ginocchio e tu seduto sulla poltrona ti assicuri che io faccia bene il lavoro. Che pulisca bene le fughe. Ogni mattonella. Sai, ho un'amica un po' perversa, magari gioca anche lei. Tu che fai?
Ogni tanto dammi una sculacciata ed infilami due dita dentro per sentir se sono bagnata, magari muovile fino a farmi godere un po' e poi fermati, insomma mi piaci perverso, io sono una pazza da legare!

Dico, che se poi te lo sentissi un po' duro, strofinamelo sulle labbra e fammelo solo assaggiare, poi ritrailo nelle mutande. Dico che mi viene una gran voglia di succhiartelo. Dico che mi viene voglia di farlo assagggiare pure a lei, magari due bocche insieme sul tuo cazzo. Oppure una sul cazzo e l'altra tra le tue cosce e sotto le tue palle. E se cominciassimo a scoparci noi due? Che so, solo di lingua per cominciare. Mai assaggiata una fica, ma sai che sono curiosa soprattutto di vedere l'effetto su di te? Adora le mie tette, me le guarda spesso. Lei ha un culetto carino, si depila come me la fica, è una cosa buona. Stiamo sempre a parlare di cazzo.

Lo sai che quando scrivo e sto col pancino sul letto mi eccito e mi bagno? Sarà la posizione? Sto pube mi spinge, c'ho una voglia da assatanata. Posso continuare a dormire sola con questi liquidi ogni notte? Mi sta pulsando il bottoncino e un po' mi vergogno perché andrò a godere e mi sembra uno schiaffo alla povertà, perché godo sempre e tutti i giorni sono sempre un calore e vorrei che davvero non fosse la mia fica a farmi innamorare. Dici che sto diventando così zozza?
Perché, dico, non sei qua che me la lecchi? Lo so che non è una domanda da signorina, ma tanto peccato non può esser lasciato solo. Dio che spreco! Santo Iddio ti do' l'anima si, l'anima, l'anima, ma sappimi fottere sto culo che ora sono stanca, devo sentirmi fottere il culo con un cazzo bagnato dalla mia fica. Quelle vene dentro il mio utero fino a sfondarmi e sentire quasi le palle dentro, ma subito dopo il culo. Chissà se riesco, o lo fai tu mentre sfondi, a dare piacere al mio clitoride eretto e gonfio come una cappella? Io intando provo la posizione.

Vieni? Come, quando, dove. Ma vieni?!
Buonanotte.




domenica 19 giugno 2011

Flash

Amare perdutamente una sola persona è una forma di egoismo verso l'umanità e una mancanza di sensibilità nei confronti dell'amato/a: perché caricarlo/a di tanto peso quando puoi benissimo far fare il lavoro duro ad almeno due persone?
Bisogna essere generosi e comprensivi.
La monogamia è per i telecomandi.
Ti amerò, però, per il resto della mia fottuta vita.
A me non servono giustificazioni e non chiedo risarcimenti.
I miei mali d'amore li ho sempre ben curati, a letto.

NB.
Dea non ha signori, né padroni.
Non ha madre né padre.
Dea non ha un dio, né un presidente né un capo e manco una religione.
Dea non ha partiti, non ha patria, non ha confini, barriere e nemmeno una bandiera.
Dea ha un solo dio: Il Cazzo; beneamato, sacrosanto e beato Cazzo!
Dea crede solo nell'amore e nel sesso.
Dea non crede nella pace, perché Dea non concepisce la guerra.
Dea è un'indefessa peccatrice.
Dea non ha bisogno di leggi.
Dea non si fotte nessuno che sé stessa.

Abbiate la compiacenza di non rompermi il cazzo.





venerdì 17 giugno 2011

Scorci

C'è chi vive di ricordi e chi vive per collezionarne altri.
Avrei gradito assai la mia insonnia stanotte se non avessi avuto un fastidio alle gambucce, vedete a cosa serve un fidanzato?
Trovo sempre il modo di allietare alcuni scompensi, se così si possono chiamare e mentre stanotte ero intenta ad amarmi, cullarmi e mentre mi godevo l'umidità e la frescura dalla finestra del bagno; mentre ero quasi arrivata a rivedere dio, ma soprattutto a sentirlo, sono stata interrotta da alcuni rumori... bha, torniamo a letto e ascoltiamo musica.
E mi tornava in mente F. e la sua assoluta volontà di tenermi a distanza.
E mi tornava in mente M.
E mi tornava in mente H.












giovedì 16 giugno 2011

Vicini di bottega e le mie volgarità

Che c'hai oggi? Ti vedo nera!
No, so' triste e stanca!
Ah ci credo!
E' che mi serve un fidanzato da spupazzare almeno almeno per un mese.
Te capisco.
E' che sto a dieta e mi serve un po' di movimento. Vado e vengo a casa a piedi, ho eliminato il sale e un po' di zozzerie, lo spritz solo una volta la settimana, devo anche scopare tanto... almeno almeno, una volta al giorno.
Mamma mia, io non ce la faccio una volta al giorno, so' troppo stanca la sera.
Uhm scema, per la dieta se fa questo ed altro.
Ahahahah!
Dovesti dargliela almeno una volta al giorno per essere bella PER GLI ALTRI.

Donnine semplici, donnine solari, donnine educate, io ho un serio problema: non sono volgare, io penso volgare, ad esempio... questo è il pensiero che mi passa mentre sto su un autobus quasi vuoto ed un coglione burino coatto di periferia mi sfiora col gomito insistentemente: "abbi la compiacenza di non toccare la mia pelle, deficiente testa di cazzo merdaccia secca, limortaccitua e di tutto il tuo quartiere popolare del cazzo!" mentre mi scanso schifata.

Oppure a una femmina sulla sessantina la quale ci tiene a farmi sapere la sua età ad alta voce mentre scippa il posto ad un rifugiato politico eritreo che si stava sedendo, sta vacca di merda: "uh e mi dice anche la sua età brutta ameba? chissà cosa ha insegnato a quei poveri coglioni dei suoi figli. La mattina prima di truccarsi e imbellettarsi la faccia, si ripulisca dalla merda putrida, l'anima!"

Oppure a 4 che stanno seduti sulla metro con davanti una ragazza IN EVIDENTE STATO DI GRAVIDANZA senza offrirle il posto: "Bha pure un prete faccia da culo non si alza, dico io ma la avete vista?" risposte vaghe e il prete magnaccia con occhi chiari non si alza sta merdaccia!

Oppure a una incinta di pochi mesi che rivendica il posto urlando con una faccia da deficiente dico sottovoce ma mi sentono tutti: "ma se prendi il cazzo lo devi grida' per forza, non se vedeva!"

Be' stare sul cazzo fa parte della mia natura. Insomma quando sento di stare sul cazzo a qualcuno per quello che sono davvero ho una specie d'eccitazione tipo: sentire il suo sputo sul mio clitoride nonché le sue dita massaggiarmelo mentre è gonfio, mentre mi infila nella fica un dito, un dito che mi tocca un punto che non so come si chiami perché lo chiamerei con tutto l'alfabeto e l'ho scoperto da sola masturbandomi un giorno con un oggetto fallico, non era un vibratore: il mio amico ancora deve regalarmelo ed io mi vergogno di andarlo a comprare perché quel burino del sexy shop me pare deficiente. Quel giorno ho avuto un orgasmo spaziale, ho persino pisciato, si dice non sia pipì anche perché sempre, per bagnarmi e masturbarmi a dovere, faccio la pipì e anche quel giorno la feci prima.

Che io sia puttana o volgare; che sia una signora in tacco 12, che io sia anarchica o comunista, razzista e classista; che io sia bastarda e stronza; che io sia generosa e dolce; che io sia una giustiziera metallara; io sono sempre la vostra Dea.
Amatissima e godutissima dea dalle grandi tette e dal clitoride come un cazzo, sempre eccitato e sempre dritto, perché amo fare tre cose nella vita: cucinare, fare sesso, e baciare.
Aggiungerei un'altra cosa: amo vendicarmi con l'indifferenza.
Ps. quando nei commenti vi allargate, non vi rispondo... la confidenza toglie la riverenza, checcazzo!


martedì 14 giugno 2011

Chi non ha tempo non perda tempo.

Sono in vena di decisioni drastiche.
Ci metto sempre troppo tempo a capire.
Mi spiace, mi scuso, come dire: vaffanculo!

Ps. sandalo cattivo. Non è lo scandalo che portavo domenica.
Quello va indossato nuda








lunedì 13 giugno 2011

Un giorno qualunque.



E vorrei vedere, tutti i giorni sono giorni qualunque, ma quando ti accade qualcosa di diverso tipo un sasso sotto i tuoi tacchi o sotto la pianta, fai caso che fosse stato un giorno qualunque.
Non era diverso da nessun altro sabato, ma quel sabato lo avevo cominciato in modo diverso, volendo tornare tra i sampietrini della mia trastevere, dal mio vecchio amico Roberto (quello a cui non l'ho mai data, quello che ancora mi chiama"passione mia"), il quale, mi aveva invitata per un caffè dopo esserci rivisti su fb. Misi un paio di scarpe altissime nere, col tacco a spillo; caddi rovinosamente su quei sampietrini e ancor prima, quando ricevetti quel messaggio sul cell:"ti vengo a trovare". Fb, la grande cagata che uso per sputare, quella che uso per diffondere musica seria, quella che usavo per dimostrare amore, ma ora non più. Ora la uso per gridare nonostante mi si cancellino commenti a iosa quando mi oppongo al regime, quando sono dura e cruda, quando dico la verità vissuta da una persona normale senza fronzoli (citazione di Inneres, oltre a pura, adulta e anarchica... quel ragazzo mi sta irretendo, affascinando, quel ragazzo mi sta sorprendendo... ), la persona normale che vive sto paese con occhi normali e non viziati dalla tv e dai giornali di gossip e dalla pubblicità di merda a suon di tette e culi (mai CAZZI) dei cartelloni. Tornavo nella mia Trastevere, il posto in cui crebbi, in cui mi intostai il culo sui ciaetto, sui piaggio si e lo specialino del mio amico Marco, nonché mio fidanzato ottimo pomiciatore. Mi lasciò per la mia migliore amica, grande scopatrice già a 15 anni. Ho perso cazzi e grandissimi cazzi, ma è stato meglio così.
Il posto in cui imparai a fumare le mie marlboro rosse, che, per potermele permettere (1.650 lire) andavo a fare le pulizie ad una vecchia signora, due volte la settimana dopo esser uscita da scuola, il mio caro e vecchio Liceo Virgilio nel quale scelsi il classico e l'anno dopo il linguistico sperimentale... non ne finii manco uno. Il virgiglio, sacca di studenti di ogni colore politico: comunisti (zecche, fascisti, finti fascisti, ricconi, poracci, cattolici, e noi, quelli dediti alle grandi marche.. ora mi riconosco anarchica.). La via, la via della lungara in cui risiede ancora il carcere, quella via in cui ti sentivi arrivare le 50 o le 100 lire di chi usciva glorioso dopo aver scontato anni o mesi. La via, in cui tutti fumavano spinelli, in cui c'era il gruppo dei tossici... io me li guardavo, li osservavo e mi dicevo: è vero che ho i genitori separati ed una madre che mi odia e mi caccia ogni due giorni di casa; è vero che ho un padre che se pure mi ama mi ammazza di schiaffoni ogni giorno, è vero che non sento di avere un futuro splendente su sta terra, ma, attaccatevi al cazzo, io non ho nessuna intenzione di sfrociarmi, rovinarmi e limitarmi la libertà per un buco.. era meglio pomiciare, strusicarmi col pube sui cazzi ritti dei miei tanti findanzati, che, si alternavano tra i miei amici fino a quando arrivò quello serio che mi voleva sposare, ma che poi decise di lasciarmi per una mezza troia bionda cocainomane, ma prendeva la pilloa e faceva ottimi pompini, io no... non era tempo dovevo arrivare a questo qualunque giorno per imparare ad ingoiare sperma delizioso, buono e gustoso, per imparare a leccare palle e cazzo con dedizione e soddisfazione.
Torniamo al post:
quel giorno qualunque, ha deciso dopo una misera chiacchierata, di strapparmi l'ultimo respiro, di farmi spirare tra le sue labbra. Questa è la sensazione che ebbi, questo capii quando ripensai alle sue parole: "tu sei mia devi dirgli, sei mia." Continuavo a leggere solo una parola, continuavo forse a far finta, continuavo forse solo a non leggere, a catalogarlo come uno di quei tanti deficienti che si atteggiano a maschi super, a Dominanti del web, continuavo a non capire cosa volesse dire
Ora a distanza di anni, mi manca quel suo cazzo. In realtà quel sapore m'ha fregata e stregata.E per favore, non leggetemi noiosa; non leggetemi come una romanticona, come una fessa qualunque che non fa altro che pensare ad un uomo impossibile.
La qui presente intende solo dire che... non ve lo dirò mai.
Ho pianto tanto stanotte, ero senza respiro, continuavo a pensare che, come dice Lui, è ora.
E' l'ora.
Ti racconterò ogni particolare, ti racconterò ogni respiro, ogni sensazione.
Ti racconterò come e quanto avrò goduto, ti racconterò come un qualsiasi altro uomo, si fotterà la mia anima ed il mio culo. Ti racconterò il suo sapore. Tu sai, già.

PS. la serie delle tette imperlate non è finita, questa è gentilmente dedicata a
Inneres Auge: la bomba che ha detto 4 volte si e che alla prossima elezione lotterà per un'enorme astensione sperando in una sua collaborazione. Adoro le nostre chiacchierate da te sempre interrotte in un certo modo; non si sa il perché io mi trovi adesso a parlarne, ma forse ricordo che tutto cominciò quando tu mi chiedesti se potevi farmi una domanda un po' personale. Oggi ho parlato di quel passato, mi auguro di poterlo fare nei tuoi occhi neri, profondi. In quel cervello c'è qualcosa che spezza ogni forma.
Ricordo, che con Lui tutto cominciò per una mia domanda, una richiesta.
Vi saprò dire, gente!

Hands, cortesemente: mi metti un po' in ordine sto post con queste righe? mi metti la foto in fondo come facio di solito? Non posso postare col nuovo editor e questo vecchio è una merda assoluta, non riesco a fare un cazzo. Grazie infinite. Ora bestemmio!



Post lungo, ma c'è chi ama leggermi, per uno strano mistero.





venerdì 10 giugno 2011

L'Amore

Credo di poter esser capace di parlare d'Amore.
Amo i miei figli, ho avuto passioni cocenti e storie d'affetto e sesso. Amo a mio modo mia madre, mio padre che non c'è più; amo i miei fratelli in un modo strano, da troppo lontano. Amo la musica, gli amici, pochi pochi. Amo a mio modo il mio lavoro, alcuni miei clienti. Amo me stessa molto più di chiunque altro, tanto da mettermi da parte se per caso servisse. Se ti fai un buon pieno d'amore, puoi resisterne senza per un po', ma solo un po'.
Credo che la più bella froma d'amore, la più vera, spesso si rivela mettendosi da parte, levandosi dai coglioni.
E così ha fatto lui, lui che mi ha amata più di chiunque altro al mondo. Lui che ha sofferto di gelosia fino a pinagerci e farsi stringere lo stomaco, lui che ha sempre ben saputo, vuoi per un sacco di leggi e educazioni impostaci, vuoi per un sacco di altri motivi, che non avremmo avuto "futuro". Ha preso il volo e se ne è andato.
Ora, dopo tanto pensare a ciò che s'è dato, penso che per me sia il momento di pensare a quanto s'è ricevuto e si restituisca in qualche modo, perché son satura, gonfia di rabbia e forse pure d'amore, che, ricevuto in quel modo ora, la sua mancanza mi fa sembrare una tossica in piena crisi d'astinenza, perché sentirsi amati è la droga più droga che esiste e per tale motivo manco riconosciuta, per questo manco vietata.

Che cos sto dicendo? Nulla, sto solo soffrendo. E adesso t'affacci tu, che forse sai e comprendi che forse metti un po' d'ordine, che forse hai bisgno di avere e di sentire.

Oggi ce l'ho solo con dio e tutti i suoi angeli di merda. Oggi ho solo voglia d'eser sbattuta e e amata, succhiata e goduta, spogliata e sopraffatta. Oggi tremo, oggi ho paura, oggi vorrei solo distendermi su un letto nuda, ed esser accarezzata, violentata da tanto amore e voglia.

Oggi sono stracolma di umori, ho la bocca sempre colma di saliva e una voglia immensa di baci strozzastomaco, oggi ho voglia di farmi fottere il culo per bene, perché lui per il grande amore lo fece con delicatezza, sapendo che era la mia prima volta, o forse, sperando di poterlo fare con violenza, ascoltando il mio dolore, ho voglia di dare dolore con Amore.
Non ho una foto decente oggi... o forse la devo ancora fare, quella decente.


mercoledì 8 giugno 2011

Mi arrendo.

Ho perso.
Ho perso.
Ho perso.
Ho perso.
Ho perso.
Ho perso.
Ho perso.
Ho perso.

Hai vinto!





martedì 7 giugno 2011

La (non) utilità di un blog.

A cosa serve un blog? o meglio: perché uso il blog? A quale scopo?
Credo mi serva per fare ciò che faccio normalmente con più intnsita. Musica e parole, estratti di corpo e insieme un sacco di lacrime. Piango spesso in giro, molto spesso, forse mi nomineranno la ragazza con la lacrima sulla metro.
Mi serve a leggere, a guardare la gente quand'è vera, la stessa gente che non mi donerebbe mai un cenno di qualsiasi sentimento, la gente è diventata avara.
Mi serve per soddisfarmi, per istruirmi. Per farmi adulare, amare, sputare. Per farmi ciriticare, spulciare, spogliare.
Mi serve per conoscere e leggere uomini che mi fanno pulsare il clitoride, le tempie, il cuore.
Mi serve per scoparci, per scambiare battute ed incazzarmi. Mi serve violentarmi il sangue avere delle scosse.
Mi serve per sentire che esisto e che non ne sono l'unica consapevole.
Mi serve per dar sfogo alla mia rabbia.
Io ho bisogno di raccontarmi di scoppiare di essere io dovunque ma ahimé m'è concesso solo qua, totalmente.
Tutto mi ispira, mi fa sentire, sentire.
Mi rammarica, ma allo stesso sono felice del fatto che tutto rimane qua, una sorta di pianeta al mondo sconosciuto, un parlare segretamente, quel segreto che un giorno sarà svelato, un mondo di cui mi sento parte, perché qua si dice la verità; i blog sono come la livella... nessuna istruzione, nessuna bandiera, nessun documento, nessu livello si istruzione, nessuna classe politica e non. Nessuna razza, nessun credo. è tutto pultio e puro. E tutto rimane così.
Odio la gente, perché si intromette non parlando, non esprimendosi, non sa spezzare una catena, cambiare un comportamento, alla gente di fuori che poi siamo anche noi, piace questa schifo di normalità creata dagli altri e non parla e non grida. Ma devo ringraziare la gente con la quale mi confronto e mi scontro e me ne sento sempre uscire perdente, diversa.
Un blogger, che fuori da qua non m'avrebbbe manco guardata, se non per le mie generose tette sempre al vento, ha capito chi fossi e come esserlo. Dico che spesso a causa sua mi sento infallibile, ma sempre meglio di sentirsi una nullità solo perché hai idee diverse e libere rispetto a un branco di polli, cazzo i polli riescono a farti sentire la loro merda.

Cazzo, quant'è lungo! Non voglio correggere né far nulla. Solo dedicare due parole a chi si rifiuta di commentare i blog solo perché vede due persone parlare, santiddio quanto poco coraggio. A chi si ferma quando qualcuno vi sa leggere per bene e vi risponde con veeemenza, perché è così che si discute: ci si incazza, io bollo e scotto, io grido, io non sono una signora, no!
A quelle persone che si sentono 'sto cazzo e stanno nel loro alto livello di cultura e allora gente come me viene a priori scartata. Sarà, ma io rispetto la persona e non tutti i suoi vari pezzi di carta, divisa o conto in banca, sarà che me ne fotto della vostra superbia, sarà che me ne fotto a prescindere.

Rimaniamo sempre sul discorso: ti accerchierei il cazzo con tale delicatezza e fermezza con le labbra mie turgide stracolme di saliva. Un pompino fatto con una bocca fatta come una fica, una fica che ti risucchia con tutta la sua passione, con tutta la sua voglia di farsi fottere. Voglio sperma che sa di materia grigia, che sa di cattiveria, che sa di forza.

Quanto mi stanno sul cazzo quelli che chiamano con lo sconosciuto.

Buongiorno amici. Sono in piena maturità fisica e celebrale, sono in piena esplosione e fioritura, sono nella mia piena facoltà di amare con anima e corpo, per un attimo, un'ora o un'eternità... non si sa e non voglio sapere.




Kristoddio, anche la cucitura spessa dei miei jeans mi eccita da impazzire. Devo rimediare, soffocare.. godere.

domenica 5 giugno 2011

Oggi piove, ammetto di non saper dar titoli.

Ultimamente non reagisce più alle mie parole allora tento con delle domande e conoscendomi sa che non mi arrendo, conoscendomi sa che conosco la sua curiosità e conoscendomi sa che conosco la sua curiosità, ma conosco anche la sua arguzia e intelligenza e, conoscendomi, sa che io continuerò imperterrita sapendo che conoscendolo lui conosce la mia tenacia e testardaggine, quindi lui continua col suo silenzio. Se avessi un cavetto usb dal cervello al PC. riuscirei meglio a spiegare quel che non riesco nemmeno a dire.
E il mio amico continua. E io continuo.
Tutto questo mi porta ad assottigliare i discorsi, a diminuire le parole, a farne un concentrato senza toglierne il contenuto, cosìcché ciò che arriva spesso gli frizza sotto la lingua e magari gli rizza pure il cazzo. Magari. E tutto continua, mentre io lo osservo nel mondo, mentre lui osserva me che mi vivo questo suo modo di opporsi ad un mio schifoso modo di fare, perché ben riconosco i miei limiti, e perché lui, me li mette sempre davanti giocando alla caccia al tesoro.
Perché, io mi chiedo, tutto questo lo vedo come un qualcosa di positivo invece di vederci, magari, tutto ciò che ci vedrebbe chiunque altro: "gli hai rotto il cazzo, non ti si incula di pezza, deficiente".
Perché io ci vedo in questa sua scelta una lusinga? Non degnarmi di uno sguardo, non è forse un non VOLER fare qualcosa e non un NON fare qualcosa?
Si, mi piace vivere sui miei castelli, quelli fatti con le carte da scopa, quelle vecchie, quei castelli erano duraturi.
Smetterò di parlargli, smetterò di mandargli occhiate. I miei monologhi si sono ridotti all'osso: magri, scarni; liofilizzati di sentimenti e sensazioni. E' una di quelle persone, poche, che riesce a starti tanto sul cazzo da odiarla; da odiarla tanto da riuscire ad amarla per quell'odio che ti tira fuori; che si sa, o almeno io so: l'odio funge da limo.

Sintesi di tutto ciò:
Io ti Amo.

Sottosintesi:
Non serve che tu mi ami. Io sto bene. Tutto è nella mia normale anormalità.






La schiettezza di un uomo:
Mi piace la tua testa, il tuo corpo, sei intelligente (?), simpatica, stronza, autonoma, siamo sulla stessa lunghezza d'onda, abbiamo caratteri diversi, ci piace la stessa musica, sai parlare, amare e scopare... c'è solo un piccolo e serio particolare: esisti davvero (io voglio stare tranquillo).
La risposta?
Passeggio leggiadra e tranquilla, nell'attesa della tua venuta, oh Messia.
Guardate che su questo io ci rido davvero, guardate che la fantasia dei maschi supera la nostra, guardate che loro sono più masochisti di noi, e guardate che a me piace da morire, guardate anche, che sì, amerei follemente avere un uomo"fisso" ma quale uomo accetterebbe una convivenza non convivenza? Nessuno, e allora sono realista: ci gioco, ci scrivo e ci desidero sopra... perché di mangiar solo cazzo non mi interessa, perché mi piace sentir sapore di cervello sul cazzo; lo conosco, ormai!

Vi stanno annoiando le mie tette, ve'?

Ps. Se passi da ste parti, me lo RI-dai quel bacio?

Ho trovato il titolo (so' tarda): Chi mi ama mi segua... a distanza di sicurezza, chi tampona, paga sempre!

giovedì 2 giugno 2011

Dopo un post da condominio popolare, qualche cazzo lo devo pur dire.

In tutto questo gran parlare politico di destra battuta dalla sinistra di Pisapia che tutto se porta via, che tanto da gioire e festeggiare poco ci sta, mica s'è presa tutta l'italia (appunto la "i" in minuscolo) sta fantomatica sinistra amica della destra amica del centro, una sinistra che sinistro c'ha solo l'aspetto, basta si guardare i suoi rappresentanti. Dico che di tutto questo e di politica nulla ne capisco, ma un cazzo veramente. Perché nel mio mondo, di diplomazia, di far politica poco c'è spazio. Con la regola " un palmo dal mio culo" non se sbaglia mai, e quel palmo lo si avvicina solo a letto, che di rispetto ed educazione mica tanto mi piace parlare.
E da un discorso passo ad un altro. In fondo getto parole, getto pezzi di corpo mio e pensiero in questo mondo di mezzo che forse mi par più vero del vero.

Facciamo finta che io non sappia riparare una spina, stappare un lavandino con un pappagallo. Mentre scrivo mi chiedo a cosa mi serva un uomo, mi serve solo per l'amore, mi serve solo per parlare con un mondo che non è il mio, e possibilmente a letto. Ho imparato l'arte di arrangiarmi e tirarmi fuori da ogni guaio. Come potrei far sentire un uomo io? Mi chiedo dopo che ricordo che mi fu detto che non ero stata capace di crescere suo figlio perché non avevo pretese, non gli chiedevo la luna, la quale, se io gliela avessi chiesta ,forse forse una stella al suo posto m'avrebbe portato, ma almeno ci avrebbe provato Insomma, mea culpa, mia odiosa colpa di non voler pretendere se non quello che pnsavo meritassi, che volesse darmi, che pensasse io avessi bisogno: amore e complicità, un baratto. E' così, insomma, se mi trovo a dover far qualcosa che sia poco consono ad una femmina (che poi vorrei sapere cosa è consono ad un maschio cosa ad una femmina), mi ritrovo puntuamente sola e a dovermela sbrigare, da sola. Insomma, stappo cessi e lavadini, attacco fili e chiodi, infilo viti e l'abilità nello scopare diventa sempre più condita ed interessante.
Mi chiedo oggi, di cosa ho bisogno, e forse avendo bisogno di tutto, è come non aver bisogno di nulla.
Non voglio niente, grazie-;ma  magari dammi quello che non hai saputo dare, quello che ti riesce meglio dare, che forse col baratto diventiamo una perfetta azienda famigliare.
Sai di cosa ho bisogno ora? Di una lingua.

Ps. Vedo spesso tette esposte sui giornali, tette finte e pure vere, ma nessuna tetta mi fa l'effetto che la mia stessa fa a me. Mi piace assai questo scatto, da l'idea della forza e della consistenza del mio capezzolo, il capezzolo che mi sembra diventato assai scandaloso de sti tempi, segno evidente che in giro c'è pornografia e non sensualità.
Bho, questo è quel che penso e lo dico.

Ringrazio gli amici maschi che m'hanno dato il culo. Dico che le femmine, mio caro Hands, so' poco coraggiose e pure poco ironiche, mi dispiace per te. Ringrazio Mariska per aver aderito a quel libro che è la risposta figa, a fb.
Aspetto Monica.
Confido nelle altre.
Questo spazio virtuale, spesso è cosa seria, spesso uno spazio ludico, spesso entrambe le cose insieme.

Quando mi beccate in qualche errore grammaticale, per favore, me lo fate presente? Mi urta davvero non sapere quando sbaglio. Grazie!