mercoledì 27 aprile 2011

Oggi ho visto di bello in me solo la mia fica.

Eh si, perché come voi maschi ammirate quella turgida verga, immagino, quando lo maneggiate, io guardo la mia carne bagnata e lucida, e ne vedo la perfezione, e mi chiedo a chi mai fosse venuto in mente un disegno così.. e ammirandola io la coccolo, la bagno ulteriormente e la vizio.
Ho voglie continue ed improvvise e solo poche volte riesco a soddisfarle.. poche per me che sono una che di godere non se ne sazia mai. Ricordo nei nostri dialoghi quando ci chiedevamo cosa avessimo fatto, quante volte ti ho risposto: "ho goduto due volte oggi, ero sempre bagnata e scivolosa".  Le dita me le tira la mia fica. E non sempre di cazzo ho voglia... godere da sola è egosistico, fai tutto quel che cazzo ti piace e quando ti pare e dove ti pare.
Ah... mentre lì sotto godevo, mentre strusciavo di continuo l'umidore delle mie labbra, mentre ho dovuto tappare la bocca al lancio del mio mugolio, t'ho pensato seduto su una poltrona a guardarmi fare sconcerie sul mio corpo... mi auguro ti piaccia il mio giochetto sui capezzoli e le mie dita infilate nella mia bocca prima di giocherellare col mio piccolo e sodo bottoncino. Mi auguro ti piaccia vedere le mie dita fradicie uscire e lubrificare il tutto per rendermi l'orgasmo più che soddisfacente, direi spettacolare. Chissà che faccia faresti o, che cazzo avresti in mano da offrire alla mia bocca.
Sogno, mi scopo, ti penso e te lo dico.

Ed ora gliel'ho detto e mi vergogno sempre un po' quando mi confido con lui... questa cazzo di complicità fatica a venire, più lenta di me, che son ben lenta.




venerdì 22 aprile 2011

Niente, nulla.

Terrificante il mio non aver parole... si celebra il funerale dell'alfabeto nella mia testa e si osserva in religioso silenzio la semplice consapevolezza d'esser stupida.

Vecchi scatti, d'un paio d'anni fa: si è fermato il tempo così ero e così sono, chissà cosa diventerò.
Sono in preda a nostalgia e malinconia.
Grazie per avermi fatto capire che c'era qualcosa che non dicevi, anche senza avermi detto che stavi dicendo qualcosa che non volevi dire. L'incertezza è il sale della vita, ma di una cosa ero certa: non avresti mai voluto farmi piangere. Da oggi, grazie a te, il mio miglior pregio sarà il cinismo, e non la libertà.
Ave oh dea di noi miseri passanti che mai t'avremo e mai ti voremmo, tu che sei una misera puttana senza prezzo, perché prezzo non ha, la stupidità.
Lieta di conoscervi, miserabili,  onorevoli e onorati pezzi di merda. Conserverò vita per il rancore, per il dolore.
Che Iddio non mi perdoni, che ho già Io, perdonato me stessa.



Auguri ai passanti.




mercoledì 20 aprile 2011

Crisi d'identità.

Vorrei poter conservare il mio corpo così com'è, con qualche kiletto in meno. Quando muoio voglio presentarmi dal mio caro diavolo in sottoveste nera di seta con spalline sottilissime. Lui si che è giusto, se prende tutti gli scarti di dio che mi da tutta l'aria d'essere un borghese del cazzo. Sto in fissa per gli uomini di sinistra.
Non ho un cazzo da dire, voglio solo poter riuscire a non sentire niente.
Altra angolatura, più da spupazzare.
Forse forse dovrei vergognarmi... ma, forse forse, me so' rotta le ovaie di vergognarmi.




martedì 19 aprile 2011

Senza culo esenza tette, senza.

Giocatevi questa data, oggi 19 4 20 11.
Piangere? Forse non ho pianto soltanto, mi si è lacerato lo stomaco, non il cuore, qualcosa di tagliente m'è entrato dentro, ma pian piano come una lametta ha tagliato, ha insistito, e si sa, il dolore lo senti subito dopo perché brucia e ti senti la pelle gridare aiuto. Fa male, ma il dolore poi passa, capisci e stai già guarendo.
Essì sono fatta così, soffro e rido come i matti, senza un minimo di vergogna, senza pudore e come pare e piace a me, non ho paura dei giudizi... soffro anche per un cane che vaga solo, mi commuovo, come mi commuovo quando ricordo. Ecco non sapere mi distrugge, mi debilita mi fa pensare troppo, mi fa immaginare cose che non esistono. Non so e piango. Non so e allora penso che in tante stronzate che faccio nella vita ne possa aver fatta un'altra e non essermene accorta, tutto qua.
Ci sono sempre delle cause per delle ragioni che ad altri potrebbero apparire stupide, lo so, io comprendo, anzi non comprendendo accetto, mi va bene così:: "M.sei brutta, rompi i coglioni, n te sopporto, sei odiosa, non mi va di parlare con te, mi hai anuseato, non ho più nulla di nuovo da raccontarti, né nulla di diverso da sentire da te, mi hai detto tutto, ci siamo detti tutto.. basta M". Dove sta il problema? Non c'è! O meglio, ha già la sua soluzione, altrimenti non si presenterebbe: Sii quella che vorresti essere e non quella che sei. In fondo sei sempre tu. Certe cose, nella tua testa sono come la linea dell'orizzonte, infinite, non ne vedi la fine... ti piace così, anche portarle avanti solo di stupide parole, ti fa sentire bene, e non pensi mai alla sua fine. Lo so, sono un po' ingenua, un po' stupida, un po' bambina in questo, ma ho bisogno del mio lato infantile, ludico.
Sto piangendo e non smetto di vomitare lacrime oggi, brute notizie ed una cosa che non m'aspettavo, che non ha deel tragico, ma guarda caso proprio oggi, insomma cara devi piangere ancora, non devi smettere, le lacrime ti fanno bella, hai sempre qualla malinconia negli occhi hai sempre quella dolcezza, quella fragilità che si tocca, piangi e cresci. Non ce l'ho von dio non ce l'ho con nesuno, non ce l'ho con me, non ce l'ho con lui.
Sono sempre stata strana, ero sempre sola da bambina, mi nascondevo dietro le porte e parlavo sempre con gli occhi a terra, sempre rannicchiata. Mai mangiato le unghie. Sono stata grassa e non ho mai mancato di ficucia a me stessa. Mi sono sempre chiaramente detta in faccia le mie belle parolacce, sempre. Io che mi vergogno di tutto, ma mai di sbagliare. io che non saprei darmi un nome che il mio, ma per arrivare a sapere, senza usare nessuno, io posso anche ricorrere a un piccolo sotterfugio, chi non lo farebbe per un grande affetto? Questa è l'ennesima mia dimostrazione di affetto, io che d'affetto sono stata orfana, che non so cosa sia e nemmeno cerco, non sapendo cosa mai fosse stato. Ma forse gli animali conoscono l'affetto, e io mi comporto come loro. Non abbiate mai pena per me quando dovete essere feroci e crudeli, cattivi o sarcastici, nessuno si faccia mai il minimo problema nell'esternarmi critiche. So essere cattiva quando voglio esserlo ed è giusto che io lo sia, quindi che si faccia lo stesso male che provoco, a me.
Si può smettere di voler bene ad una persona? No, Mai.  Non so cosa ho scritto, questa è casa mia, questo mi va di dire, questo leggete o no. Devo andare al cesso a piangere, se non vomito tutto sto male, troppo male.
Era Dea.

Kam, piangere in piedi sulla metro stracolma con un paio di jeans e un tacco 12 elegantemente pacchiano davanti ad un ragazzo molto carino, un tipo quasi anonimo che si gira per non violare la tua intimità, non ha prezzo. La gente si chiede cosa tu possa avere, e forse pensa ad un lutto o alla fine di una storia d'amore. Mentre io piangevo per la perdita del mio vecchio nick.. un nick? Si, sono la tua peggior amica.

Tutto passa... mentre ti squarcia. Mettice una toppa.

domenica 17 aprile 2011

Una Dea?

Ecco da un po' di tempo mi sento un po' giù, una capra.

La mia autostima ha perso un po' di lucidità, sarà che il mio amico non risponde più alle mie mail da mesi ormai. Sarà che tutti i miei sforzi, ultimamente, risultano vani, non riesco a concludere nulla. Sarà che sto di merda per un sacco di motivi.
Ho molto bisogno di poche cose, stupide cose. Stupide per voi che avete tutto, io per scelta non ho mai voluto tanto, mi mancherebbe il senso del desiderio, mi mancherebbe la voglia, perderei la mia rabbia.
Mi sento abbandonata da tutti nel momento in cui davvero ho bisogno, ma tutti han sempre creduto che io non avessi mai avuto bisogno di nulla.
E invece? Osservate il mio corpo.
Capelli lisci, lo sono diventati per farsi accarezzare senza inceppi.
Pelle liscia: bisogno di carezze.
Udito fine: bisogno di sussurri.

Se fossi uno strumento sarei sicuramente un basso.
Se fossi un paio di scarpe, sarei sicuramente un decolleté nero.
Se fossi un indumento sarei sicuramente una sottoveste.
Se fossi un cibo in scatola sarei sicuramente tonno.
Se fossi verdura sarei cicoria.
Se fossi una bevanda sarei caffè
Se fossi un animale sarei un serpente
Se fossi una favola sarei cappuccetto rosso (perversa)
Se fossi un dito sarei il medio.
Se fossi un piatto sarei spaghetti aglio olio e peperoncino, ben fatti.
Se fossi un nome sarei sicuramente... il mio.
Se fossi un difetto, sarei sicuramente dolce.
Se fossi una parte del corpo, sarei gli occhi.
Se fossi un senso, sarei tatto.
Se fossi una materia scolastica, sarei la ricreazione.
Se non fossi io sarei dio.
Se fossi 'na brava donna starei a stende i panni.

Quando sei nato, dio stava facendo l'amore con venere ed ha nascosto la sua voce nella tua bocca. il peccato è nelle tue corde.
Ps. Sto diventando pigra: ho voglia d'esser spogliata. Ho voglia d'esser scopata.




 
 


Cosa cazzo vorreste leggere di me? Cosa c'è che non vi va più bene?


mercoledì 13 aprile 2011

Letture

Ho letto, stamattina, che la scuola sarebbe tutta da riscrivere, dai libri di testo alle assunzioni dei docenti. un gruppo di parlamentari del pdl tra cui spicca la super cervellona GABRIELLA CARLUCCI, avanzerebbe la richiesta di una commisione di inchiesta: i testi scolastici sarebbero parziali, cioè COMUNISTI colpevoli di indottrinare, plagiare e gettare fango su BERLUSCONI.
Dal canto mio posso essere utile al REGIME, quindi comincerei a valutare, altresì, altri tipi di informazione subdola, strisciante, antiberlusconiana.
Comincerei, ovviamente, a rileggere per bene nell'ordine:
  • Il vangelo
  • La bibbia
  • Tutte i foglietti illustrativi di medicine e cosmetici.
  • La pubblicità delle offerte dei supermercati.
  • Opuscoli distribuiti in chiesa la domenica (i comunisti so' fiji de 'na mignotta).
  • Cartellini attaccati agli abiti
  • Le insegne dei negozi ed ogni pubblico esercizio (messaggi subliminali anagrammati)
  • I biglietti dei treni e servizi pubblici.
  • Tutti i contratti apertura conto bancario e postale.
  • Modalità d'uso e ingredienti dei generi alimentari.
  • Le scritte sui detersivi.
  • E in ultimo i miei buoni consegna e le mie ricevute fiscali.
  • A vostra completa disposizione mio unico e solo SIGNORE, SILVIO BERLUSCONI.




domenica 10 aprile 2011

Si volta pagina...

... o meglio, si va in quel giorno in cui  digerivo un tradimento, una fine; ero lì che pensavo che una cosa così non sarebbe successa per anni, che non dovevo più pensare a nessuno, che lo ringraziavo perché aveva messo fine ad una storia senza futuro... anche se penso che il futuro di una storia sia il minuto dopo il minuto in cui ci sei stata insieme e non inteso come un mettere su una storia a tempo indeterminato, una coppia stabile. io stavo vivendo la storia come una affamata di amore, ne avevo bisogno: io quando ho fame d'amore voglio manguare e non progettare, mangiare. mangiare la sua amicizia, le sue attenzioni; mangiare il suo desiderio, mangiare ogni  secondo dei suoi pensieri. le carezze, le carezze ed i baci. la preoccupazione e la vicinanza. Tutto questo è stato un passato/presente/futuro. Che dialogo, ci fu, tra anime. Ho mangiato la sua anima e masticata; come ho intensamente gustato quella sua lingua, i suoi occhi limpidi, i suoi sorrisi, i suoi capelli corti, biondi; la sua pelle bianca, il suo pelo morbido, pulito e il solletico che mi faceva sulla pelle. Ho sentito il suo cuore tra le mie mani, l'ho sentito sotto la pelle che batteva il ritmo per il mio. L'ho sentito battere come una campana soffocata, come un leone in gabbia e poi come un martello pneumatico, impazzito. Allo sbaraglio eravamo, zingari. Credo d'aver sentiro il suo amore schiaffeggiarmi mille volte. Credo che m'avesse amato pure più dei suoi stesi figli in alcuni istanti, credo che avesse avuto dei momenti in cui dimenticava quello che era per essere quello che sarebbe stato. Ho amato tutto questo, amo ancora tutto questo.
Sono tornata in quella panchina a ricominciare a pensare quel che mi apprestavo a pensare. Ho pensato male di girarti intorno, F. mi sono distratta un attimo, da questo mondo.
A presto...
ora, io sono un po' spaesata; quando agito la testa, dopo, barcollo un po'. E' anche la mia pressione bassa e tutte le cose assurde che mi tocca sentire dalla gente. Ancora mi stupisco davanti a certi giudizi delle persone; ancora, nella mia testa malata, penso che la gente capisca davvero chi sei. Non lo accettano, non ti vedono per quel che sei, ti vedono attraverso i loro soli occhi. E' sempre più marcata sulla mia pelle, la scritta: prodotto fallato di questa società. Di questa SOCIETA', in attesa d'esser macerato.
Nel cuore passeggi sempre, tu. 
  



sabato 2 aprile 2011

Oggi, faceva caldo.


Sentivo tirare la camicia di seta sul mio seno. Ho abbassato lo sguardo cercando i due bottoncini incriminati con pollice ed indice alzando poi gli occhi osservando coloro che come me si trovavano sulla banchina ad aspettare la metro, ce ne erano di persone. Due piccoli bottoni, io respiro comodamente ed il viso lo dice chiaramente, mentre 4 occhi godono e i loro padroni lo dimostrano apertamente. Mi piace guardare la gente, la gente che mi sta intorno.
Mi trovo a parlare e i discorsi dopo un minuto mi suonano come quel fruttivendolo che col megafono elenca tutto ciò che vende e tutti i relativi prezzi: insopportabile.
Non ho voglia di raccontare storie lunghe, non ho voglia di raccontare e di scrivere; di sentirmi osservata, letta e criticata. Potrei raccontare di lui che m'è caro, che di me non sa fare a meno, e che forse s'è un po' intestardito, perché quando un uomo non si sente amato ed adorato si sente spaesato. No no non ho altri uomini, non faccio sesso con nessuno, io. Non cerco nulla. Voglio solo qualcosa, quel qualcuno, ma non v'è pericolo, niente sesso con nessuno. Sono solo un po' stanca e il sesso richiede fatica, richiede un po' di energia e richiede passione che ti cuoce il cervelletto.

Non voglio uscire a cena, non voglio fiori né regali dispendiosi di tempo, non voglio più niente. Io, non ho la forza di volere. Sono circondata da sguardi, sono circondata d'affetto, sono oppressa da un sentimento, mio solo mio; voglio solo questo: che continui ad opprimermi lo stomaco quando lui mi manca. Perché, mi sa mancare.
Sono nata un po' così fredda, così scazzata, così incostante/scostante, così distaccata e menefreghista. Ma quando mi capita una cosa così, mi sento punta da spilli ogni minuto.
Parlami di te con quella voce e descrivimi, mentre cammini e il tuo respiro accompagna le tue parole, anche come hai allacciato le tue scarpe stamattina. Non perdere tempo nell'aspettare la mia risposta quando mi chiedi come sto, ma chiedimelo sempre. Chiedi, parlami tu. Tanto lo sai: quando ti sento, io sto bene.
Ho perso quel messaggio in segreteria, quello che ascoltavo stesa sul letto, di notte, prima di dormire con la voglia di baciarti gli angoli della bocca.
A volte penso a noi come a una cellula scissa.