venerdì 31 dicembre 2010

Gonfi Auguri.

Donna da letto.
Donna da sesso.
Donna da tavola.
Donna da favola.
La D, è solo dopo il punto.
La D, io non la voglio.
Porgo il culo all'anno che se ne va.
Porgo il cuore a quello che viene.
Anche se, la vita è in mezzo.
In mezzo al dolore.
in mezzo al piacere.
in mezzo al tempo.
In mezzo alle parole.

Prometto meno parole.
Prometto, meno tutto.
I miei saluti, i miei Auguri, i miei baci di petto, di cuore.

Spero solo di riuscire a dormire in mezzo a tutti questi cazzo di botti.
Non mi danno allegria, disturbano la mia fantasia.
La mia parte destra, perché la sinistra è altrove.



giovedì 30 dicembre 2010

Spigoli

Perché mi chiedo, ogni volta che mi sento far parte di un gruppo, poi, tendo a volermene staccare.
Anzi, me ne stacco.
Anzi, mai mi ci attacco.
Fuggo.
Mi dileguo.
Mi sento come amalgamata in un impasto, tutto uguale.
Mi sento legata mani e piedi.
Mi sento soffocare.
Mi sentivo così da piccola, in casa, con tutti i miei fratelli.
Ho vissuto la mia infanzia facendo dispetti.
Disturbando, rovesciando equilibri.
Il capobranco, la femmina adulta, aveva sentito odore di insubordinazione.
Mentre non capiva che non ammettevo proprio il concetto di capo.
Eppure riesco a rispettare le regole del gruppo, che poi non si sa mai chi le stabilisce.
C'è sempre un codice, una lingua, uno stemma, quando fai parte di un gruppo, di un branco.
Non mi piace.
Non mi piace esser classificata, con specie, tipo, categoria, famiglia.
Identificata.
Non mi piace seguir lo stesso passo degli altri.
Eppure, in mezzo alle persone io ci so stare.
Non sopporto il concetto di bandiera, frontiera, razza, globale, moneta.

Sono la figlia di nessuno.
La madre di nessuno.
La moglie di nessuno.
La sorella di nessuno.
L'amica di nessuno.
Non posso essere in equilibrio, infilata in tanti altri equilibri.
Voglio poter amare e apprezzare la diversità.
Legarmi il sangue e basta.
Incatenando ricordi, gusti, sapori, odori, parole, sensazioni.
Voglio poter entrare ed uscire.
Non finire per odiare.
In solitudine, non sola, ma la sola.



martedì 28 dicembre 2010

Ebbene si

Dea, la vostra cara e amata Dea, non ha uno straccio di amica femmina.
Una, che è una!
Non si lega con me. Sono assai strana.
Adoro starmene sola.
Così, di me ci si dimentica.
Non sono poi così brava a coltivar piante, come le amiche.
Non sono una che apre la porta molto facilmente.
Non sopporto molto che si entri nei miei spazi.
Che mi si chieda.
Preferisco esser intuita.
Le vecchie amiche tutte sposate, mezze divorziate, risposate, rinnegate, sparite, come me d'altronde.
Urge un'amica con la quale dire una marea di parolacce.
Con la quale infilarsi in un letto e chiacchierare e spettegolare.
Con la quale piangere lacrime di gioia o dolore
Alla quale poter affidare i miei figli, se ne avessi, casomai bisogno.
Una che fosse disposta ad aprirmi la porta di notte perché fuggo e non ce la faccio più.
Le mie telefonate sono sempre con amici maschi, bello, molto bello, come le uscite, ma...
mi manca quella complicità quasi diabolica, lo scambio di sguardi quando si è in giro.
Il dialogo di parole non parole.
Apro il mio tenero e bastardo cuore. Ora.
Nonché le mie braccia ed il mio culo, se mai ce ne fosse bisogno.
Fino ad allora, maschi, subitemi.


domenica 26 dicembre 2010

Parole in corsa in una strada senza uscita

Sono in totale assenza d'ispirazione.
Assenza di personaggi.
Di emozioni.
L'influenza s'è tritata pure l'aria del mio cervello.
Non sono incazzata, né felice...
Mi sa che lui, un po' mi manca.

sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale

Bello sentirsi soli qua, mentre vi immagino tutti impegnati nelle classiche attività natalizie.
Mentre mi sento inopportuna, mi contraddico e dico:
Senza di "lei", nessuno di voi, avrebbe potuto celebrare quel fausto e sacro Natale.
Diamo a Cesara, quel che è di Cesara.


Foto rimossa


venerdì 24 dicembre 2010

E va bene...

Vagone semivuoto.
4 persone occupano un gruppo di 4 sedili.
Ognuno si cerca lo spazio sperando che nessuno gli si metta accanto, visto che il treno, oggi è VUOTO!
Sarebbe una bella eccezione, se, per caso l'ospite (s)gradito, fosse un po', dico un po' carino.
Mi siedo - premessa - ho un vestitino di lana, corto;  baschetto nero in testa;  cappottino stretto in vita, abbottonato solo sopra, perché è troppo scollato, l'abitino...  ma il fatto che si noti appena la scollatura, mi piace; stivale alto al ginocchio, quelli stile pirata che vanno ora: quest'anno sono andata dietro alla moda, il mio è alto e a spillo.
Tiro fuori il mio pc, visto che devo aspettare un bel 40 minuti prima che parta.
Giro per blog, leggo la posta, mando dei (non) auguri a delle amiche, e comincio a chattare su msn con un Caro Amico.

Ecco che arriva lo scassacazzi!
Chi poteva scegliere come COMPAGNA DI VIAGGIO?
ME!
Sistema il suo armamentario sul portabagagli sopra, e già me urta visto che vuol DAVVERO sistemarsi.
Si siede e già noto il suo sguardo da pesce fracico che vuol fare il furbo rimorchione.
Attacca la pippa con la partenza anticipata del treno (i treni, soprattutto questi, SONO SEMPRE IN RITARDO, ma oggi il macchinista, ha deciso di partire un minuto prima), gli rispondo a mono silabi, visto che ho da fare (maleducato).
Chiudo il pc, e mi chiede informazioni sul pc, ma gli dice male, perché io di pc, NON NE CAPISCO UNA MAZZA.
Alché, il simpatico signore, infelicemente, mentre due zingari scendono dal treno, mi dice:"questi non sentono niente, so' impermeabili", mentre con la testa accenna un bel paio di "NO".
Passi, che hai piazza venezia in testa, circondata da giardini, incolti e PURE TINTI DE MARRONE TERRA.
Passi che sei 'n burino... (gli abitanti di intorno Roma, non si possono sentire quando parlano, senza offesa, ma... ), anche io ho i miei limiti: se un bel ragazzo, maschio, simpatico, intelligente, mi parla il burinazzo, mi cala la libido :(.
Ma, ti prego, deficiente... quella degli zingari ipermeabili, davvero, le ha battute tutte.
L'ho salutato, mentre scendevo, dicendogli: buone feste. Per chi mi conosce, sa cosa voglio dire.

Andate avanti, che io resto indietro.
Per ora, mi vado a mangiare un bel po' di pesce e zucchine fritte.

Ps. non auguri con tanti baci sensuali a tutti gli Amici/che (poche)
Prendiamo per il culo il mondo, mentre pensa di prendere per il culo noi.





giovedì 23 dicembre 2010

Gelosia

Da wiki:
"La gelosia va considerata come parte integrante della mentalità umana. Un partner non geloso, è sospettabile di non interesse nella relazione. La gelosia, se manifestata in modo non eccessivo, può solo portare ad un rafforzamento dell'unione. Inoltre, il partner che "subisce" la gelosia dell'altro, suole sentirsi protetto[senza fonte]. In sintesi, la gelosia non è assolutamente da identificare come qualcosa di negativo, bensì come ulteriore dimostrazione del sentimento affettivo di un partner verso l'altro. Nel caso invece in cui la gelosia si porti a livelli eccessivi, non saremo più davanti alla da tutti ben conosciuta "gelosia", ma ad un presentarsi sempre più insistente di patologie mentali e/o mancanza di fiducia. Tali mancanze sono da ricondursi a traumi precedenti, infantili e non, e/o altre cause da rilevare nel soggetto. La gelosia va quindi intesa come paura di un'improvvisa fine della relazione che porterebbe a sofferenza per il partner che la dimostra. È bene che il sentimento in questione si riveli in entrambi i partner, cosi da permettere una miglior gestione comune della gelosia, e anche una maggiore comprensione da parte dell'altro, dei comportamenti da questa derivati."


Ecco, non sono malata!
Anche se prenderei la sua zoccola e la sbatterei al muro infilandole le unghie dentro gli occhi?
Anche se le metterei un tappo da damigiana al culo?
Anche se al solo pensiero di loro insieme mi viene una sorta d'istinto omicida?
Rientro nella norma, anche se la cosa mi fa inorridire.
Dico.
Provare gelosia è umiliante?
Dico, a chi lo pensa: sticazzi!
Sono un'insicura, una imbecille.
Gelosissimamente,
vostra Dea.



Chiedo venia per la qualità della foto...
che non c'entra un cazzo, ma piace molto ai miei amici.

Ps.C'ho il febbrone, la tracheite e mi tocca lavorare... l'imprenditrice comunista de stocazzo.
AAA cercasi ragazzo, le femmine, sanno tutto loro.

martedì 21 dicembre 2010

Macchia

Non è vero che il primo amore non si dimentica mai, come non è vero che non si dimentica il primo bacio.
Cioè, lo ricordi come ricordi un sacco di mille altre cose, e una come me, che si ricorda tutto, quegli eventi sono una normale routine.
Non mi danno nessuna sensazione.
Nessuna scossa.
Nessun sorriso sulle labbra.
Nessun pulsare di vene.
C'è una cosa che non si dimentica mai:
il primo schizzo di sperma sulle papille, e poi, se è anche buono...

Quel giorno, mentre tu eri intento a togliere il mio odore/sapore dalle tue labbra e sulla tua lingua; in cui cercavi di togliere ogni traccia di peccato, di me, avrei dovuto infilarmi due dita in gola e vomitare.
E ancora vomitare.
Anche se, sentii quel liquido attecchire alle pareti della mia carne.
Scavarmi come acido e insinuarsi nella mia Anima incredula.
E dall'anima, i segni, non si tolgono.
Sapete qual'è la macchia che mai e poi mai se non subito trattata riuscirete a togliere da un abito?
Quella di sperma.
è come inchiostro. Ti timbra.
E' peggio del sangue.
Del vino rosso.
Delle ciliegie.
Le fragole.
Il caffè.
Una macchia che entra nella trama, pare che concepisca vita dovunque essa si sparge.
Una macchia indelebile.

Ho una macchia nel sangue
Una malattia cronica.
Un virus eterno.
Una bruciatura sulla pelle.

Si è aperto un varco, una grotta, un posto in cui soggiornare per sempre.
Un tempio.

Ps. e porto con me la vita, la tua vita del cazzo.
Ti voglio vomitare.





Foto rubata a Dolcepricifessa

lunedì 20 dicembre 2010

Scazzi su scazzi

Qua dentro non c'è nulla da leggere.
Niente da guardare.
Nulla di interessante.
Niente di piacevole.
Poco di dolce.
Assolutamente, niente di eclatante.

Non servono commenti del cazzo!



domenica 19 dicembre 2010

Curiosa_Mente

Non so se considerare la mia parte maschile gay, visto lo smisurato affetto che ho per il cazzo.
O considerare lesbica  la mia parte femminile, vista a curiosità che ho per certe femmine.
Considerare, invece, la mia intera parte, una goduriosa e porca persona.
Oppure, solo e semplicemente una mente curiosa, un corpo dedito al piacere.
Tutti i discorsi sul limitarsi sul sesso, m'hanno sempre annoiata e fatta vomitare fin da piccola.
Non son mai riuscita a capire, perché la gente, volesse limitare il suo piacere e le sue sensazioni, basandosi solo su un proprio gusto... o, semplicemente, da un pensiero comune viziato, distorto, religioso.
Ho sempre deriso la religione, e chi, della religione mi parlava.
Io amo il maschio, il suo cazzo, le sue vene che lo irrigano, la sua forma che mi riempie.
Il suo seme divino.
Amo, smisuratamente strofinarmelo dovunque.
Amo succhiarlo.
Amo il pelo del maschio, il suo petto, le sue mani, le sue braccia.
La sua barba sulle mie gote.
La sua testa senza capelli.
Le orecchie che odono diversi rumori.
Le sue cellule di diverso sapore.
L'odore che inebria le mie narici.

Amo la sua forza, la sua dominanza, il suo cervello diverso dal mio.
Adoro farmi scopare, leccare, accarezzare, schizzare, da un maschio.
Mi sento realizzata, davanti ad un maschio.
Mi sento IO.
Ma.
Ma, c'è nella mia mente una strana curiosità:
baciare una donna.
Sentirne la finezza dei suoi capelli.
La sua voce sensuale.
I suoi occhi lacrimare.
La dolcezza delle sue mani.
Il gonfiarsi del suo clitoride, come succede a me.
Strofinare i capezzoli, innescando scintille.
Strizzarli con le dita.
Affondare le mani, sui suoi cuscini di carne.
Guardare dentro la sua fica il formarsi di quel nettare diverso dal mio.
Leccarlo e assaggiarlo.
Sentirla bagnarsi sotto le mie attenzioni.
Vorrei leccare una pelle che sa di profumo dolce e di oli.
Umori, che sanno di cazzo preso.
Scoparla, come faccio con me.
Ungermi di umori, tra le cosce.
Sentire il suo giocare in punta di lingua, sulla mia fica.

Ps. prestami il cazzo, però.
Che le tue vene mi soddisfino.
Che la tua verga mi stanchi.
Che il tuo sperma mi riempia l'esofago.
Che tu possa assistere, allo sfinire dei tuoi sensi.

C'hio guardo con gli occhi tuoi, di galantuomo, tanta eleganza.

... mentre il benpensare, sconvolge il mio buonpensare.





venerdì 17 dicembre 2010

Freddo

Mi fanno male le tette, da morire.
Mi fanno male le dita.
Mi brucia la pelle, il calore del mio sangue pare voglia proteggermi e scotto.

Tremo.
Ho brividi.
Capezzoli d'acciaio.

Non ricordo di aver avvertito mai il freddo così, mai.

Mi mancano baci.
Mi mancano mani sulla schiena.

Ps. parami il culo dalle intemperie.



... e intanto, nevica.

giovedì 16 dicembre 2010

Regalo di natale

A tutti coloro che mi vogliono bene e tollerano (schifosa parola) il mio scassamento di cazzi, annuncio oggi stesso, in questo istante, che... non mi vedrete più incazzata.
Che sarò una mummia.
Che vedrò e farò finta di nulla.
Che non vi degnerò più del mio sacrosanto vaffanculo.
Che non mi permetterò più di dire quello che penso e sento.
Avrete davanti a voi, l'amica perfetta.
Quella che vede, schiatta, e non dice nulla.
Poi va al cesso, se mette a piange, e ritorna su come nulla fosse.
Le mie lacrime, sono divine...!
Quella non gelosa, quella che se ve toccano non fa una piega.
Quella stupida che non capisce un cazzo.
Indifferente.
Stronza.
Silenziosa.

Uno.
Due.
Tre.
Prova!

Glaciale,
Dea.

Ps. mezzo culo, mezza Dea.


Incredibile ma vero.

Io sono una timida e vergognosa donna.
Non sono pudica, ma molto timida.
Arrossisco per un atto di indifferenza, nei miei confronti.
Arrossisco per un giudizio gradevole e spiacevole.
Arrossisco quando mi sento due occhi puntati addosso.
Arrossisco quando mi si fa un complimento.
Io mi vergogno d'esser guardata mentre mangio, pur eccitandomi la cosa.
Ricordo, a scuola, la faccia bollente, e le orecchie bordeaux, alla critica di un professore.
Quando mio padre scoprì che ero fidanzata.
Quando, un amico, di vecchia data, mi disse che mi voleva nel letto con se.
Quando, per la prima volta, spedii la mia prima foto un po' osé, per fare poesia.
E ogni qualvolta, in cui mi devo riprendere, sfido me stessa, sfido quell'inutile vergogna, che mi vuol piegare.
Sfido la mia autoipercritica verso me stessa.
Vorrei eser perfetta, nonostante età, e figli allattati per anni.
Vorrei sempre essere all'altezza di una domanda da fare.
Sempre all'altezza di capire.
Vorrei poter capire ogni cosa, mentre, invece , spesso, non capisco un cazzo.
A volte, mi chiedo perché, son soggetta a tutti i complimenti che ogni giorno ricevo, a volte, non credo di meritare.
Spesso da uomini, e mi si dice, che è solo un tentativo di arrivare al mio culo, o alla mia fica.
Bhè, sicuramente è vero, ma, non vedo molte donne corteggiate in giro, forse, da mia madre qualcosa ho preso.
Ho una mamma stupenda, e da infante, ho sempre voluto essere come lei, ma non certo per il suo carattere.
Ho messo, da parte, qualità caratteriali, mentre son cresciuta con quell'orgoglio e consapevolezza, e sicurezza, che spesso, devo nascondere...
la gente sa odiarti fino a farti male.
Non parlo volentieri dei miei figli, della mia famiglia, delle mille vicissitudini.
Sono cose che ti formano, cose che non serve dire, cose che fanno di me quella che sono, apprezzabile o meno.

Non arrossisco, davanti al desiderio di me, quel desiderio che alimento.
Non arrossisco nel mostrare un qualsiasi sentimento, mentre conservo gelosamente, l'intimità che esso provoca. Mentre lo proteggo con le unghie da occhi e orecchie, che non saprebbero capire, che darebbero una lettura arida, asettica.

Ho sentito il mio sguardo trasformarsi.
Ho sentito il mio corpo plasmarsi.
Ho visto impazzire occhi, davanti alla mia spregiudicatezza.
Avrei voluto i suoi occhi anche dentro.
Questo, è il mio lato peggiore.
Quando dimentico d'esser umana, e orgoliosamente, sfodero istinto e impulso come un animale. Mi sembra d'aver sfuggito ad una cattura.

E questo era solo un pensiero, di mattina, mentre arrossivo per un pensiero, di Un pensiero, di quel pensiero, che, forse conoscerò.
Quanto mi sento banale, ma quanto, tra un po', vorrò leggere la mia banalità.

Ps. Per favore, ignorami.



Foto rubata a Hands

mercoledì 15 dicembre 2010

Quello che non so scrivere...

Potrei parlare di questo paese che mi sembrava volesse dormire, che la gioventù che sempre difendo, adesso comincia a darmi ragione.
Le mie proteste, le mie incitazioni, le sento ascoltate.
C'è una protesta, c'è un sussulto, e su questo io, ho finalmente una sensazione di soddisfazione.
Non sarei capace di fare una guerra, non potrei prendere una pala in mano per sventrare fino all'osso questo sistema che ormai sembra un cesso pieno di merda che ormai stracolmo strabuzzza da tutte le parti.
Potrei parlare di quel finto fantoccio del nanetto infernale e dei suoi accordi col porco pastore "tetesco".
Potrei parlare di questa politica che mi fa vomitare, che mi fa ridere e piangere, che mi fa vergognare:
divento rossa ogni qualvolta ne sento uno parlare.
Mi sembra di vedere tanti poveri maiali cercar di annaspare in una buca piena di soldi, come affamati.
Pensare che nelle loro teste c'è un bagliore minimo della loro fine, un po' mi fa godere.
Potrei parlare di tutti quelli che non hanno fiducia, che mi rispondono: questo è, e tanto non cambia un cazzo".
Potrei parlare di tutta quella gente che, ancora si mette in fila per andare a votare il prossimo ladro porco che gli sfilerà soldi dal portafoglio usando suo figlio, usando la sua fatica , usando la sua testa riempiendola di baggianate...
potrei parlare di questa schifosa tv, dei giornali.
Potrei parlare di quelle donne di merda che, fanno parte di quella politica.
Io sono molto incazzata.
La mia città mi tratta male.
Ormai qua è tutto cazzi e manganelli.
Quelli che vorrei vedere infilati nel culo di ogni coglione che colpisce chi protesta e manifesta anche per lo stesso coglione che la mazza dovrebbe darsi in testa.
La mia città alimenta la mia rabbia, anche se, ogni tanto gli accenno un sorriso:" mo' so' cazzi tua e di tutti i porci che m'hai portato qua, troia!"

Potrei parlare se ne fossi capace.
Per ora mi godo scontri nella mia città.
Mi godo manifestazioni.
Mi godo giovani che parlano come da tanto non sentivo più fare.
Mi godo quello che potrei e vorrei fare.
Mi godo il mio parlare.
Mi dolgo solo di non aver fatto nulla fino ad adesso.
Mi dolgo di non aver strillato nelle piazze.
Un giornalista, poco tempo fa, in un intervista mi disse, quando gli manifestai la mia ignoranza mentre parlavo di bersani metallaro e di tutti i suoi amici seduti sulle poltrone di pelle:" lei, signora ha molto da dire, e lo sa dire". (forse mi aveva guardato troppo le tette)
Ed io ci provo, cavalcando un'onda.
è un mondo di merda, ma ci fu chi disse che, dalla merda nascono i fiori.

Buon mondo, gente... vado a riempirmi le tasche di fatica, e di soddisfazione.
C'è chi mi chiama imprenditrice, chi mi chiama capitalista.
Io so solo, che, ogni giorno mi faccio un culo come una capanna.
Io so solo che, potrei trovarmi nella merda in un nano secondo.
Io so solo che, tutto mi aspetto, e che, di mettermi a novanta a coglier cicoria,
non m'ha mai fatto paura.

NB. Queste sono le mie schifosissime mani con la mia immancabile rossa.


martedì 14 dicembre 2010

Noia infame

Questa mia vita, mi sta diventando noiosa.
Sono troppo stabile, troppo abitudinaria.

Ps. Passa da me, per un gelato d'inverno.


lunedì 13 dicembre 2010

Vaffanculo!

Che si fotta dio e tutti i suoi santi.

Mi sento una merda.
Io sono una cogliona, di merda.

Non servono commenti!

Sangue freddo, di mattina. Semmai il mio sangue riuscisse a raffreddarsi: mio figlio non vuol tenermi per mano, perché le mie mani scottano, dice.
Sola, finalmente sola.
Una mia conquista, la solitudine.
Avevo paura del buio e della solitudine, adesso, è la mia complice perfetta.
Adesso il buio è mio fratello.
Mi sbeffeggio, mi schiaffeggio e mi coccolo sola.-
Credo d'aver spezzato la mia linea del destino, rotto qualcosa.
Non so in che punto, non so tornarci, questo è il maledetto istinto.
Ti porta senza pensare, ti guida senza ragionare.
Perché sono tanto stupida?
Gli stupidi andrebbero puniti severamente, non ci si può permettere nessun grado di stupidità.
Ed io pecco, e persevero, e continuo imperterria nella mia imecillità.
C'è sempre pronta una lama per me, quella che ti spezza in due la spina dorsale facendoti sentire il midollo ridursi in tante cellule sparse, quando per caso il mio viso accenna un sorriso, ad una soddisfazione.
Come arrivare ad un traguardo e finire in un burrone, semmai un traguardo, nella vita, esistesse.
Ho imparato ad arrampicarmi, dicevo a mia figlia, anche sugli alberi.
Sui muri a secco come su quelli lisci.
Sugli specchi, no!
Ne faccio sempre un dramma.
Non fatemi caso, guardatemi ed ignoratemi, semmai vi riuscisse, perché il mio passo attira cani, vecchi, bambini, donne, vermi e piante.
Io sono figlia del nulla, il nulla che ti pesa come un vuoto.

Ps. il mio sangue non riesce ad abbandonare quella goccia.
Mi ricorda che t'Amo sopra ogni cosa, ogni cosa.
Che io sia maledetta, per sempre, nei secoli dei secoli.
Amen.

E ora, vi lascio alle vostre faccende, gente.
Il mio peggio, deve ancora venire.
Dea.


Ormoni allo sbaraglio.

C'è chi coltiva la passione nella musica.
Chi nel proprio lavoro.
Chi si sente sé stesso quando è in famiglia.
Chi si scatena con la sua squadra preferita.
Chi fa fuoco e fiamme per un suo idolo.
C'è la donna che si sente realizzata quando diventa madre.
Quella quando si fa suora.
Una quando fa carriera.
L'altra quando gira il mondo.
Una, facendo shopping.
Ognuno ha un suo modo per esprimere sé stesso.
Io, godo di me stessa, quando mi dedico alla mia passione più forte:
il sesso.
E allora è come ballare una musica con tutti i muscoli e gli organi.
Mi sento una scienziata.
Mi sento una laureata.
Scopro, negli occhi dell'altro, la mia specialità.

Ps. amo ogni tua forma da riempire e svuotare.
Amo contemplarla, ammirarla, amarla.
Amo, sentirmi sgorgare tutto il tuo essere.
è quella la mia cultura: assorbo ogni tuo sapere, ogni tuo mangiare.
La tua religione, nel tuo divino sapore.
Romantico pensare al DNA, incatenarsi.
Ne voglio sentire il rumore.

NB.
Ringrazio, di vero cuore, tutte quelle menti abitate e intelligenti che, si fermano qua, leggono, riflettono, e spesso commentano le mie cazzate celebrali, semmai di cervello fossi dotata. Ne ho sempre di più il forte dubbio. Non mi sento alla vostra altezza.

Mi inchino.
Dea







sabato 11 dicembre 2010

Era ieri

Il vizio di non riuscire a mentenere niente, contenere un'emozione.
Gridare la rabbia, la delusione.
Offendere, sparlare, sragionare, partire come una freccia contro quel tronco e svuotarsene la testa, frantumando ogni piccola sensazione negativa.
Un bollore. Un fuo acceso, che scintila ed ogni scintilla ti punge e brucia, quindi scatto.
Non ce la faccio, ci provo sempre, non riesco a smussare questo carattere.

Ora, senza forze... torno ad irrigare il cervello.
Ora senza forze... torno a ricordare lo sguardo limpido.
l'amore vero che sentivo e sento
Quella unica complicità
Quell'amicizia senza limiti e tabù.
Quei lunghi momenti passati a chiacchierare, quasi ad occhi chiusi mai annoiati, di tutto!
sport, lingerie, sesso, musica, amici, vino, figli, amori, scuola, strade, cazzate di vario genere e lacrime d'amore, per la lontananza, e per voler stringere quella vita, quasi tua.
Le discussioni chiuse con uno e più vaffanculo, stronzo/a, aspettando chi cedesse prima. 

Noi ci ascoltiamo, anche da lontano.

Lui è vivo e cattivo dentro di me, sempre.

Ti chiedo scusa.
Io senza di te, non so stare.




Stracazzo di post

Non mi passerà mai.
Devo sentirmi dentro le sue braccia.
Devo versargli le lacrime addosso.
Odio quella cagna puttana.
Mi fa schifo il pensiero di lei che lo tocca, lo bacia, succhia la sua saliva.
Le sue gambe larghe da vacca che vogliono accogliere quel cazzo che ha amato e ama me ancora.
Quella faccetta da troia innamorata, falsa innamorata.
Merda di donna (?)
Il suo culo messo a disposizione delle sue mani.
Mi sembra di sentire i suoi orgasmi arrivare, le sue urla di piacere.
Quella sgualdrina immonda!
Vorrei vederla inculare da 4 maschi come una ninfomane lurida!

Brutto bastardo!
Io sono una lupa, la solitudine mi cura; lei una cagna, il cazzo è la sua medicina.
Lei ha un cuore, io ho solo sangue!
Continua ad ubriacarla di sperma tuo. Con il mio benestare!
Falle il culo largo come un pozzo.
Sbattigli il cazzo in bocca come una zozza.
Sporcala di sborra fino a marchiarla come un animale.
Falla godere, mentre ricorderai quante lacrime abbiamo versato insieme.
Ricordarai quella doccia, quella pizza insieme.
La nostra birra bevuta a mezzi.
Le sigarette scambiate.
Le risate che solo con me riesci a fare.
Il mio accento.
La mia timidezza.
Le mie carezze a te ad occhi chiusi.
I miei baci sul tuo petto peloso, morbido.
Il letto sporco dei miei orgasmi e i tuoi.
L'amore che ha inondato quella stanza e quella finestra aperta che tutto ha goduto.
Ricorda i miei baci ai tuoi piedi, e i tuoi ai miei.
La mia guepiere bianca, come una sposa.
Le tue mani coprire ogni spazio della mia pelle.
La tua lingua assaporrmi come un ingordo, affamato, di me, solo di me!
La ricordo fin dentro l'utero.
Le tue dita infilate nella mia fica, mentre i tuoi occhi ammiravano quel fiore che tu chiami delicato, quel fiore che tu chiami raro.
Rircoda i miei occhi, sempre.
Tu, ti sei preso la mia verginità.
Non sono stata tradita tra le cosce, il cazzo lo lascio libero, sono stata tradita nell'anima.

Chi s'approfitta del mio malessere, non può che campare cent'anni di agonia.
Hai toccato il mio dolore, il mio nervo scoperto.
Una cagna di un canile pubblico, questo sa fare, accontentare un cazzo abbandonato.
Senza mezzi termini,
Dea!

Per dovere di cronaca mi sento di dire che qua, io, non parlo con un marito o fidanzato o compagno, io, sto parlando con un Amico.
Un amico con il quale ho avuto il piacere di scambiare ore d'amore, di sesso.
Oltre all'amicizia, all'affetto, alla stima di uno per l'altra e viceversa, alla complicità, l'amore, c'è anche del sano sesso, quando quelle poche volte riusciamo a vederci, un sano e cattivo sesso.
E per questo, io, mi sento il diritto d'esser anche molto possessiva.
Sbagliando, ma, il sentimento non sbaglia mai, può peremettersi tutto.
Tutto ciò rimarrà nel tempo, ci scanneremo, forse, ci faremo del male a parole, ma mai rinunceremmo l'uno alla'altra.
Mi leggerà, e leggerà la mia furia.
Sono felice di donargli la mia furiosa passione per lui.
Questo è il mio strano modo d'amare.
Ho poche passioni nella vita: me, i miei figli, Hands, il mio lavoro, lui e la musica.
Oltre a me, che vengo prima, tutto il resto non ha differenza di posto, o grado, sono passioni che vivo sempre, ognuna completa l'altra. Me lo gestisco nel cuore.
Il mio impulso non è evoluto, rimango un animale.
Amami così.



Foto e musica rubate a Sogno

Avevo per un po' riportanto dentro un paio di post, tra cui questo.
M'è parso disonesto non mostrare il mIo lato migliore:
La chiarezza!
Quindi che ritornino al loro posto. Queste son le pagine di un cactus. Di una Lupa.
Di una perla nera
Ho una lingua tutta mia, e mi piace veder gli altri intimidirsi e vergognarsi per un tale grado di volgarità, che ovviamente in bocca loro, non sarebbe tale. Volgare può permetterselo d'essere chi, l'educazione ed il rispetto, fino in fondo conosce, come me. Mentre mi muovo come una sporca borghese, una signora del cazzo, oso sproloquiare, mi si permette. La gente ama chi ha coraggio
.

venerdì 10 dicembre 2010

Troia di mente

08/12/2010
Morto un cazzo se ne fa un altro.
Logorato un collare, non ne voglio un altro.
Amo essere la Sua cagna, leccaculo e leccacazzo.
Amo sentirmi tutti gli altri cani sbavarmi dietro al buchetto e alla mia fica sempre bollente. Lo è, per l'immenso desiderio che ho di Lui.

Ho sofferto tante volte per amore, sono sempre stata tradita.
Il problema serio è sempre stato il solito: la paura di dirmi che, il cazzo aveva tirato da un 'altra parte, non pensando che, a me non fregasse nulla di questo, ma il fatto stesso di avermelo nascosto, come per offendere la mia intelligenza.
è ovvio e scontato, che io pensi di scegliere il meglio per me, ed è altrettanto ovvio, sapere che, c'è chi la pensi come me, e che  tenti di arrivare a quell'osso, come ho fatto io, con la sola differenza che, una volta che qualcuna ci arriva, si prende solo il mio avanzo. Un'eredità.
Tutto passa, perché so che esiste Lui. Io. Me.
Sappiate, cari maschi, che ogni rara volta in cui mi concedo,  è solo per consolarmi della mancanza di quel mio Dio, che tutto mio non è, materialmente!
Devo appagarmi, e Lui lo sa.
Siete un'estemporanea soddisfazione.
Non siete un cazzo nessuno!
Mi si può scopare testa e fica, ma non mi si può scopare l'Anima.

Anche se sono così brava da far pensare che così è.
Non ho mai messo a disposizione il buco del mio culo a nessuno.

Con tutto l'amore che posso.
Dea, la Sua!
Puttana.
Bastarda.
Cattiva.
Maledetta.
Dannata.
Sfacciata.
Devota.
Infedele.
Volgarissima!
Sua.

ps. Non son io, la bella modella.
Appena avrò quel collare, perché lo avrò, ci metterò collo e culo.



Foto rimossa...

giovedì 9 dicembre 2010

Lacrime

Vorrei poter avere il mio spazio per soffrire.
Piangere.
Piegarmi in due dal dolore.
Vorrei scavarlo fino in fondo con le unghie.
Guardarlo in faccia.
Offenderlo e ucciderlo.
Vorrei piangere gridando, strillando a bocca aperta.
E graffiarmi la faccia, affondare le dita sulle guance e sui miei seni.
Mettermi in ginocchio, e poi col culo per terra senza ritegno, e morire.
Piangere fino a non poterrne più, fin quando la testa ti scoppia.
E invece devo scoltare un figlio.
E poi un altro.
E intanto mi gonfio come un malato di cirrosi, di lacrime.
Le ho tutte sugli angoli degli occhi.
Devo versarle, bagnarmene i vestiti, asciugarmele sugli occhi macchiandomi le mani di mascara.
E invece, le ingoio e scoppio, e muoio.
Io devo piangere.
Cè il lavoro.
I clienti.
Mia sorella da ascoltare con le sue vicende.
Poi mia madre al telefono.
Ed io cerco il mio angolo buio, il mio posto piccolo piccolo dove raggomitolarmi per piangere.
Io ero vaccinata e adesso,
soffoco.

Voglio lo spazio per soffrire.
Un modo per guarire.

foto rimossa...

lunedì 6 dicembre 2010

Non so cosa cazzo scriverò!

Sono stata sempre più matura di ogni mio coetaneo, anche oggi, mi vedo più matura di donne più grandi di me.
Ma quando per caso mi distraggo, e, sento che mi manca l'infanzia, sento di avere il diritto di viverla, anche oggi, che a chiunque parrebbe un'eresia; il mio stato d'animo cambia, il mio passo, il mio appprendere, il mio sorprendere, il mio sorprendermi.
Questo mio lato, amo condividerlo con lui.
Mi tratta da bambina, poi dalla migliore amica, poi da femmina, poi da puttana, poi da donna, poi da stronza... ma mai, da deficiente.
Mi capisce e comprende, mi mette alla prova, mi incita, mi vuole bene!
Ho sempre avuto l'impressione che non avesse mai voluto perdermi, ho sempre l'impressione che lui mi ami come ama sé stesso.
Qualsiasi cosa io gli chiedessi lui me la direbbe, qualsiasi, ma mai, una bugia.
Si gode tutti i miei stati d'animo, che in una giornata possono essere innumerevoli, sono una folle, che conosce la sua follia, che non se ne fa una malattia.
è meraviglioso potersi sentire sé stessi con una persona, ma con un maschio, è stupendo. in lui c'è  tutto quello che ti piace fare con una persona... l'altro sesso, per me, è il mio completamento, lui per me è me.
Il meglio del me.
Non ho mai voluto toccare il cielo con un dito, ho sempre amato le nuvole, perché le immaginavo adattarsi ai miei desideri. Il cielo, è un contenitore, astratto.
Senza forma né sostanza.
Lui è la mia nuvola, che sia d'acqua, di fumo, che sia una nebbia fitta.
Non cercavo un padre, un fratello, un amico, un marito, un fidanzato.
Ho avuto, ed ho un po' di tutto.
Quando non vuoi niente, in verità, tu sola sai cosa e quanto vuoi... ti vergogni di dire che vuoi tutto, che sei ingorda, che prima o poi te lo prenderai.
Non so se augurare questo tipo d'esperienza a qualcuno, perché, è come aver raggiunto un punto di non ritorno, bello, ma uno di quelli raggiunti prima del previsto.
Se vogliamo parlare di tempo.
Tutto il resto,  non riesce ad attirare la mia attenzione, se non  per un periodo, quello in cui lui so che non sta poi così bene; il momento in cui devi farti sentire felice... che ti fa male il solo pensiero di fargli capire che stai male senza di lui... pur dicendoglielo un sacco di volte, che ti manca.
Si si, gli fai capire che non dipendi da lui, che non deve sentirsi mai con quella sensazione di averti abbandonata. Perché così non è, ma vallo a far capire ad una testa... che non sia la tua!
Sensibilità acuta, di questo soffro, e non lo dico per apparir migliore, ne son consapevole.
è come quando sai che tuo figlio ha la febbre: gli salteresti nel sangue pur di prenderti tutta la sofferenza, e dimentichi, magari, che tu ne hai una più grande, che per te è grande, ma per lui potrebbe essere enorme.
Vorrei mangiare la sua sofferenza, sputarla in un angolo, schiacciarla come un insetto immondo, e lavarla con acqua bollente.

Stavo scrivendo una lettera privata, invece la pubblico su queste pagine che sembrano le pagine della puttana, alla mercè di tutti.
Ma in fondo, di tutti o di nessuno, fa lo stesso.
Purché non siano solo mie.
Bonne nuit al mondo astratto, questo, che respira e forse, vive più di quella gente sconosciuta per strada.


Ps. Ti devo il culo!


Con tutto l'odio che posso.

Mi sento una perfetta deficiente, cogliona.
Quando sto così, mi sento male da morire.
Mi vergogno.
Evitate commenti del cazzo, non sono in grado di controllarmi.
C'è poco da ironizzare su uno stato d'animo simile.

Non mi pentirò mai di nessuna mezza goccia di veleno versata oggi.
Sono stata tradita, ma lo sapevo, me la sentivo al culo.
Mi son solo permessa di star male.
Tutti son utili, e nessuno è indispensabile...!
Sono felice per una testa di cazzo che sapeva tutto, e forse godeva alle mie spalle.
Che per essa sia l'ultima soddisfazione della sua vita, e son felice di augurarglielo, perché è giovane...!
Non ho mai preteso la fedeltà, ho sempre preteso la fiducia... la verità di cui io son capace, la limpidezza con la quale mi rapporto, la sincerità con la quale affronto.
Buona vita, e buon divertimento.
Torno al mio lavoro... e oggi si stira con vapore fatto di lacrime.

Ultim'ora a sangue freddo!
Sta di fatto una cosa: quel che succede intorno a me, me lo cerco, me lo merito.
Oggi, mi sento una merda, speriamo almeno di aver soddisfatto quelle gentil lingue che mi hanno dovuta subire, ma, mai mi cambierei con loro, la correttezza è altro.
E io, sono corretta nel sangue, non ho bisogno di maneggiar parole.
Sono fin troppo senza mezzi termini, fin troppo aspra, e fin troppo cattiva quando dico quel che penso.
C'esta la vie, in fondo, io son Dea.

Estigrancazzi!








venerdì 3 dicembre 2010

Soddisfazioni

Ringrazio sentitamente tutti i miei clienti, pazienti.
Forse sono conveniente, forse brava, o forse né uno é l'altra... o forse entrambe le cose?
forse son speciale...
yes i am.


giovedì 2 dicembre 2010

Bassa marea

Io sono da curare.
O sono deficiente, o sono troppo intelligente, e nel secondo caso... è peggio.
E intanto una valanga di fango nero mi travolge.
Non so sia merda altrui.
Tutte le mie cattiverie risposte ad altrettante cattiverie, mi inghiotttono in un vortice melmoso.
Che poi voler fare contro tutti, forse nemmeno cattiveria, è! Credo!

Mi adatto a questo clima, al susseguirsi di guai, nuotando come una sirena, respirando ogni tanto l'aria di questa terra, come un anfibio.
Forse sopravviverò, forse no.
Questo poco importa.
Forse la bella, ancora la devo giocare.
Per chiunque di voi avesse avuto a che fare con me, sappia, che quel che sa e percepisce, che legge, è solo un granello di sabbia.
Sono un'erbaccia difficile da estirpare... anche se, quando ci provano, provo un immenso dolore.
Attenzione a non farmi male. Sarebbe come farlo allo specchio in cui vi osservate.
Ho lasciato un buon seguito, anche se non sembra, anche se, viene messa in discussione la mia educazione ai miei figli. Sempre.
Sarà quel che deve. A dio, che per me sono io, l'ardua sentenza.
Mi serve della fortuna da investire.
Saluti.
Dea.

Ps. la patata non è la mia. Pur avendo una bella fichetta, non riesco ancora a pubblicarne il ritratto... ci sto lavorando sulla mia timidezza.

mercoledì 1 dicembre 2010

Insensibilità

Non so come ci si arrivi.
Non so se ci si è.
Non so, se, ho represso questo mio lato per anni.
L'uomo, un oggetto.
Oggetto del desiderio.
Oggetto sessuale.
Strumento di piacere.
Strumento per il mio ego, che pompato, mi serve, per usare altri maschi.
Pur pensando che, tutte le lusinghe hanno un solo scopo, quello di sbattermi come una troia, io assecondo...
sto al gioco poi, da stronza, mollo e mi giro da un'altra parte.
Ah si! Datemi dell'insicura o della spietata, non farebbe differenza.
Fra poco più di non so quanto, si presenterà un galantuomo ed io tirerò fuori la coduzza.
Non sono più incline all'affetto, o forse, mai lo sono stata.
Sono pressoché annoiata e non disgustata.

Ps. Forse, la mia pelle, ha solo assorbito poco amore, e tanto ne ha restituito.
Sono giunta alla posa.
Tu passa da me e lecca il fondo di questa bottiglia, in cui c'è amaro, dolce e salato.
In cui, c'è la mia morte.