martedì 30 novembre 2010

Sputaveleno

Non ho un cazzo da dire di interessante.
Non sarebbe da post la mia totale mancanza di argomenti e interessi sti giorni,
se non fosse che uno apre sta cazzo di pagina e si ritrova quel cazzo di post sdolcinato della madonna. Queste poche righe solo per passarlo in secondo piano.

Fanculo.

ps. sono una permalosa del cazzo. Piuttosto impulsiva, quindi chi resta, lo faccia anche peril vaffa, chi non resta mi fa ben 5 cortesie.


cerco, intanto.... una foto adatta.

Ps. la bocca è lo specchio della fica... come il solito, interpretate.



domenica 28 novembre 2010

Ma che cazzo sto a di'?

La mia storia d'amore non ha voce.
Non è fatta di baci e di carezze, né di penetrazioni e di pompini.
Neanche di parole dolci e di schiaffi sul culo.
Non è fatta di rose rosse e di manette ai polsi.
Di caffè al bar, di cene a lume di candela.
Di appuntamenti al Gianicolo di sera. (non se po' senti', ma se deve legge')
Di pomiciate pornografiche lungo una strada.
è un tormento ed una libidine di soli miei pensieri.
E' fatta di attese, di sogni, di pensieri eccitanti e di lettere d'amore.
La mia storia d'amore è solo mia, e lui non lo sa. 
La mia storia d'amore è una storia inventata da me.
La mia storia d'amore, non ha fine.
La mia storia d'amore è una lettera che viaggia senza un indirizzo.
Questi son dolori dell'anima, che non godono delle cure sulla carne.

La mia ora d'amore non avrà mai il giusto spazio su di un orologio.
E io, intanto vivo in quel respiro; in un magnifico sospiro, tutto mio.




Ps1. Ispirata da  amore_immaginato
Foto rubata a  Sogno
Musica copiaincollata da  Hands

Spesso, immagino il modo dei blogger, come una "livella". Non chiedetemene il perché, né il significato, le mie sensazioni sono strane, e la mia bocca non ne sa dare parola.

ps2. ringrazio il lettore misterioso che reputa eccezionale il 90% dei miei post.
Ma chi cazzo è???????????????????????

sabato 27 novembre 2010

Braccata

Qua si attenta violentemente alle mie virtù.
C'è in giro qualche pazzo che mi vorrebbe tutta sua.
C'è in giro più di un pazzo che si sta perdutamente innamorando di me.
Io fuggo, scappo, corro... ma, n c'è niente da fa'.
Faccio appello a voi, ditegli che non s'ha da fare.
Ditegli che non sono un buon affare.
Inventatevi qualche cazzo, perché comincio ad aver paura di cedere davvero.
Che nelle vene ho sangue nero.
Che tanto so amare, ma che un giorno io potrò tradire.
Io non voglio far del male.

Ps. Mi trafiggeranno cuore anima e pelle, stai sicuro.
Ma è te, che amo fin dentro le pareti del mio culo.




mercoledì 24 novembre 2010

Fantasticando ma anche no...

Ero al banco pizzicheria, compravo del Grana Padano, adoro il Grana Padano a pezzi.
Mi sento sfiorare violentemente da uno sguardo.
Mi giro a sinistra e il volto di un ragazzo sulla trentina, vestito in jeans e una maglia a righe di fine lana, di media altezza, occhi vispi intellligenti; era intento a guardare i miei stivali di tacco medio alto,
tacco acciaio, un bello stivale.
Alza lo sguardo e ha dell'impertinente e continua a guardarmi negli occhi, a farmi una specie di radiografia.
Dispettoso e indisponente. Tutto in pochi secondi.
Mi passa accanto... e siamo al pane, insieme a pochi cm.
Mi sta annusando, mi vuole sentire intimidita, forse vuol vedermi arrossita.
Ci riesce.
Arrivo alla cassa, c'è lui prima di me.
Continua a guardarmi mentre la cassiera, una mia conoscenza di ragazzina, mi chiama per nome.
è intrigato ed affascinato, forse anche da quei pochi cm di camicia con i fronzoli neri e trasparenti che fuoriescono dal capotto.
Bella camicia. Ho gusto.
Tra il mio mettere sulla cassa quelle poche vettovaglie e il suo infilare le sue nella busta di plastica, c'è un lungo e articolato discorso.
Occhi negli occhi gli rispondo, dopo averlo ascoltato e osservato:
"Lasciami stare, ho il cuore di puttana. Mi trovi qua solo perché il marciapiede è spazio troppo stretto per me"
I miei occhi san ben parlare, si esprimono bene, tanto quanto i suoi che mi rispondono brillando:
"Giammai, ti farei morire"

Sarei uscita da lì dentro e gli avrei lasciato un pezzetto del mio cuore, un susseguirsi di baci, una carezza sul cazzo, un morso sull'orecchio.
Ma non il mio numero di telefono...  dopo che così gentile, mi aveva dato quei punti delle pentole che io ho accettato solo per sfiorargli la mano...

Ps. Il mio cuore ha bisogno di dare, il mio culo ha bisogno d'avere.
A buon intenditor, parole da interpretare.

 Foto rubata alla macchina dell'Amore

lunedì 22 novembre 2010

...

Non fatemene una colpa se esplodo di rabbia e non porto rancore.
Da chi voglio star lontano, io so usare l'indifferenza, che tattica non è ma solo reazione della mia pelle.
In fondo, son poche quelle persone che riesco ad amare, amare.
Non fatemene una colpa se con i maschi, io gioco, sorrido, parlo di cazzo e fica.
Non fatemene una colpa se di alcune teste io ho una vera ammirazione, che poi se hanno un bel cazzo, è tutto di guadagnato per il loro ego e per la delizia dei miei occhi.

Aspetto che chi deve legga e commenti, di loro ho gran stima, come dell'ultimo arrivato.
Benevenuto Carlos, sono pochi gli amici del cazzo che sanno col cazzo giocare, con la mia fica cincischiare.
Questo mondo, in molte parti parlante di sesso, mi sa di sesso non goduto. Io il sesso me lo godo, mi limito  a raccontare quel che dentro ho vissuto.
Mi limito a leggere chi, questo lo sa fare.
Chi il cuore fa emozionare, i miei occhi brillare, la mia mente scopiettare, la mia fica pulsare... come si addrizzano i cazzi leggendo, dentro una femmina si muove qualcosa, si scioglie qualcosa, forse non vi par normale?
Sono pochi a non annoiarmi, e lo dico apertamente.

Io non sono affamata di cazzi. Io sono solo una maledetta amante dei maschi.
Un po' porca e maleducata... ma è un privilegio che mi son guadagnata.
Per chi non gradisce questo mio comportamento e si ferma davanti ad un commento... a fanculo deve andare.
Questo, tanto per precisare.
Non rileggo, non correggo.
Ps. qui non ci si censura, sarò io a sfanculare chi ci prova a sporcare.
Questo è un posto libero, e le persone da me frequentate, hanno da raccontare.
Non meritava un post, ma io faccio quel cazzo che mi pare.
Offesa e delusa, ancora.
Mi darò all'itticoltura, invece della scrittura.
Chi mi ama mi segua!

ps2. e me so' rotta il cazzo!

ps3. per ri-precisare: chi non avesse commentato il post precedente per non disturbare il chiacchiericcio tra me e quella belvaccia di Carlos, qualche problema deve avere.
La Signora qua presente, quando DESIDERA restare in compagnia di QUALCUNO, usa altri mezzi e non la piazza pubblica. Questo è un luogo pubblico e così lo uso.
Anche se, ammettere devo, nella pubblica piazza amo pomiciare e palpeggiare, e se in mezzo si mette qualcuno riesco pure a godere.
Adesso, davvero aspetto chi sa CHI,  e dimostro chi, di mente ne ha da vendere, e anche da sprecare!
I post dedicati, hanno la dedica!

ps4. e me so' ri-rotta il cazzo!

domenica 21 novembre 2010

Il Sangue

Ho voglia...
Di insudiciare un muro col mio respiro.
Di sentire pelle sotto le unghie.
Di assecondare le mie cosce che si divaricano.
Di sentire il pizzo prezioso che copre le mie labbra, impregnato di caldi umori, scivolosi umori.
Di sentire le mie aureole aggrinzirsi, i miei capezzoli indurirsi.
Di dita violente insinuarsi nel mio ventre, sentirle umide sulla mia bocca.
Di succhiarle quelle dita salate, di leccarle e morderle.
Di dividere in sillabe un nome con la bocca e la lingua, mentre gira e rigira golosa dietro un orecchio.
Di mordicchiare lobi e labbra.
Di sentirmi dire amore, mia calda troia.
Di sentir sentire.
Di sentir succhiare e suggere.
Di sentir godere.
Di sentirmi venire.
Di sentir gioire.
Di sentire un cazzo tenero diventare turgido.
Di sentire un cazzo turgido diventare morbido.
Di leccare quella cosa che appiccica e al buio luccica.
Di sentire negli organi una verga potente impregnato di voglia impellente.
Di togliermi un pelo sulla lingua.
Ho voglia di perdere la testa.
Di abitare in una bolla, scopando, amando, godendo.

Che mi sbatta il cuore.
Che mi tremi il culo.
Che mi si gonfino i seni.
Che mi scoppi il clitoride.
Mi si bagni la fica.
Che mi si accapponi la pelle.
Che mi scenda saliva dagli angoli della bocca.


Non sono ispirata, sono solo accaldata.
Doccia!





Foto rubata alla Macchina Dell'Amore



Sconnessamente

Le cicatrici che prudono, stanno dentro.
Ho un corpo da amare, che non è capace d'odiare.




sabato 20 novembre 2010

Il senso del pompino

Fa che io possa concepire ancora amore,
col tuo schizzo di succo di cazzo diretto al cuore.





venerdì 19 novembre 2010

Non titolato pensiero

Riparami le spalle dal vento
penetra le mani nel cuore
sospirami parole d'amore
e fa che il tuo cazzo duro, mi coccoli il culo.

giovedì 18 novembre 2010

2 minuti

Vorrei vederti adesso.
Come sei vestito sopra e sotto.
Annuserei l'aria che trasformi col tuo odore.

E non è necessità di scopare.
E non è necessità di passione.

E' solo necessità di cosa normale.

Due soli minuti per leccarti le labbra.
Sentire come hai trasformato ogni sapore.

e sentire la consistenza del tuo membro
Baciarlo come si bacia un amico.Leccarlo come si fa con un gelato che se non ti sbrighi si squaglia.

Hai presente come si muove la lingua tutt'attorno al cono?
Ci si attorciglia, si sbriga, prende in sulle papille ogni goccia che cola.

è aquolina, adesso...
2 minuti, per pulirlo come si fa con lo zucchero sulle dita.
Lo lecco bene lo zucchero, mi danno fastidio le dita appiccicose.

Sarebbe il mio amorevole buongiorno.

Tutto un condizionale. 
Ho l'impressione sia stato inventato per alimentare i desideri.
E intanto i minuti son diventati venti.

Ps. ti presterei la mia bocca e le mie bolle di saliva, invece di regalarti queste parole.


mercoledì 17 novembre 2010

A casaccio

Pagine senza numeri, né capitoli.
In disordine, ingiallite, stropicciate.
Pagine al contrario, scritte da più mani.
Pagine messe a caso per creare un racconto che non ha né capo né coda.
Pesante, gravoso... impegnativo, troppo.

Ho il diritto di morire, per riposare, non pensare, non soffrire.
Ho il diritto dovere di vivere, per ripulire quell' inchiostro che ha di macchia e non di scritto. E se ci penso... è meglio che non ci pensi.
Mi sento un gomitolo di vene e ossa.
Un fiore tra le macerie.

Oggi, ho il diritto d'esser triste.



Foto e musica, rubata a Hands.


martedì 16 novembre 2010

Magic moment

La mano intorno alla mia vita, stamattina.
Ho sentito il calore della sua mano, attraverso la lana del mio cappotto.
Un tipo assai simpatico... un tipo particolare, con una storia da raccontare.
E poi odia berlusconi, sta classe politica di merda.
Il che ha giocato subito a suo favore.

Ho osservato il suo gustarmi ed osservarmi per un bel po' di tempo, senza mai accennargli uno sguardo più lungo di un secondo. Senza mai dargli importanza.

Mi succede con molti.
Mi piace sentire il loro cazzo diventare rosso , arrivargli in gola.
Perché, in tutto questo gioco, io uso le mie provocazioni.
Ha perseverato fino a pochi giorni fa, in cui, ci siamo trovati in pochi, e l'ho salutato sentendo la sua voce amica, quel mattino.
Un balzo e me lo ritrovo seduto accanto a me.
Il caffè offerto al bar, prima di andare ognuno per la sua strada.
Nessun numero scambiato, tutto affidato alla casualità dell'incontro, quasi certo, del mattino successivo.
Non ho niente di speciale, se non la mia presenza.
Sono una semplice bella donna di 41 anni.
Mai nella vita mi son sentita così accerchiata da sguardi maschili.
Mi stupisco, perché devo ricredermi: gli uomini esistono.
Io adoro il corteggiamento, io amo gli sguardi voraci e gentili.
Amo chi sa trovare il mio tenero, dietro questo guscio. Lo rispetto.

è stato il calore più forte mai provato negli ultimi tempi.
Rossa in viso... mentre scherzando gli dicevo:" Che fai tocchi? Ce stai a prova?"

Si si, son la peggio, ma me lo posso permettere.

A breve uno scatto.
Click!
Chi s'accontenta, gode.



domenica 14 novembre 2010

Rimando

Ho il sangue africano.
L'umore di un vulcano....


a chi mi conosce... lascio lo spazio per 2 rimette.
Continuate pure.... e che finiscano per "ano"... mentre io vi metto il mio seno. ;)
La foto l'ho rubata qui, in cui c'è tanta poesia dedicata alla mia carne, è ciò che la riempie.
Ho bevuto qualche bicchierino di rosso in più, oggi. Non sono più abituata;
la mia, tanto cara mascolinità, mi sta abbandonando.

Invecchio, coprendo morbidamente le schegge delle ossa rotte.
Il mio male, non deve mai essere dolore per nessuno.

Ps. Sono delusa...
ps2. Mondo, tutto... vaffanculo! Questa è poesia.
Ps3. ci sono post, come questo, che rileggendoli a distanza di ore, ti fanno sentire un'idiota.
Mi darò all'ippica.
 




venerdì 12 novembre 2010

Il mio lato migliore

E adesso corteggiami se ne sei capace.
Perché ho voglia di sentir sofferenza.
Perché la mia fica ha bisogno d'affetto.
Non sono più capace di innamorarmi da un pezzo.
Non ho esaurito la voglia di divertirmi, di vedere il mio potere attraverso altri occhi...
che non sono mai stati i tuoi.
Io e il tuo cazzo, dobbiamo parlare.
Io e te dobbiamo litigare.

Se quel che ti ho offerto non è stato sufficiente, adesso, io t'offro il niente.

Ps. E che il tuo sacro membro sia santificato.

Ps2. mai nessuna lingua sarebbe capace di legger le tue vene, come la mia, spogliata della vista, ti leggerebbe come un alfabeto Braille.
Il mio scopare, è simile al mio mangiare: sono solita fare la scarpetta, con pietanze meritevoli... il meglio, sta nel fondo del piatto, sempre.
Succhierei la tua anima, fin a sentir il dolce del sapore di una goccia di sangue.
Ma io di te, adesso, non ho fame.

mercoledì 10 novembre 2010

Astratta_mente.

I miei occhi, sono come due fori sulla faccia.
Io sono un frutto caduto troppo presto dall'albero.
Sono stata tolta da mani curiose, dal becco di un merlo intento a nutrirsi.

I miei occhi sono incavati nella testa, è come se quel merlo, lì, avesse trovato il dolce,
il buono, il midollo nutriente.
A volte mi guardo allo specchio, ed entrare nei miei occhi, mi fa quasi paura.
C'è una strana e sconcertante profondità, un vuoto.
Come vortici nell'acqua, risucchiano.


Ps. ho sonno, voglio dormire; sono stanca, devo riposare;
ma se avessi il solco della tua schiena sotto la mia ingorda lingua, senza dubbio mi darei da fare.

In te, è impresso il peccato, dove sporcare tatto, gusto e olfatto.


martedì 9 novembre 2010

C'est la vie...

C'è un posto nella testa che si chiama memoria, che non serve solo per i numeri, i recapiti telefonici, le strade, le scadenze.
Credo che questo posto risieda un po' dapperttutto nel corpo: nella pelle, sulla lingua, dentro le narici, diluita nel sangue.
Ci sono cose, luoghi e persone, che meritano quel posto, chi più ampio, chi meno, ma meritano il loro giusto spazio  nella vita, e il loro spazio vitale nel mio corpo.
Quel ricordo che ti prende d'improvviso quando vedi uno sguardo simile, un'altzza, un passo, senti un odore, e un sapore.
Quello che ti fa fissare un palo d'acciaio dentro la metropolitana e ti fa distrarre dal punto in cui devi arrivare, ritrovandoti alla fermata successiva e ridere per poi tornare indietro. Subito dopo ti fa bere una lacrima.
Ti fa pensare ad un incontro casuale, fortunoso, fortuito; ti fa pensare ad una visita improvvisa.
E quello ti fa pulsare e battere il cuore;
il ricordo, spesso serve per farti sentire d'esser viva, di avere una storia da raccontare, anche se, non ti serve raccontare.
Non si può far parte della vita di chiunque e sempre, non si invade il suo spazio vitale, equlibrato.
Si può eternamente far parte dei suoi pensieri e ricordi.
E forse, quelli a volte si incontrano ma nemmeno se ne accorgono, forse è quel brivido che provi all'improvviso, come sentire le due anime che si sfiorano, si baciano e si lasciano andare.
Non c'è spiegazione e non la si deve trovare.
Adesso, sotto questa pioggia, io vado a ricordare una giornata di sole. Un sms, un capitombolo, le calze rotte, il bacio più desiderato e più succoso dei miei primi 40 anni.
Il resto di quei poco più di 60 minuti.
Ti lascio lo spazio per ricordare, per mettermi in un angolino della testa; e che sia prurito, ogni volta che ti penso.
Ps. per esser sempre presente, bisogna anche saper mancare.

Ps2. le decisioni del cazzo, le devo sempre prendere io, è 'na condanna!


lunedì 8 novembre 2010

L'appuntamento

... 2 giorni prima scelsi le calze.
La mattina del fatidico giorno, feci una doccia e come sempre misi la crema, per rendere la mia pelle, già molto liscia, un petalo più sensibile.
Volevo sentire le sue carezze, quel suo modo di toccare, unico, pieno d'attenzioni.
Un tocco deciso, dolce; un tocco pignolo. Mai un pezzo della mia pelle è stato trascurato dai suoi palmi.
Mi accarezza e poi si aggrappa, mi accarezza e si incastra.
Mi accarezza ed io mugolo.
Lui mi bacia mentre parla con la sua bocca nella mia; mentre con le dita sulla mia pelle, scrive un libro erotico di lussuria pura che ha dentro e si sente che aveva solo bisogno di pagine che potessero assorbire, per bene, quell'inchiostro.
Sa parlare.
Sa sentire.
Sa ascoltare.
Sa vibrare del mo vibrare.
Sa bere dal mio grondare.

Sa pulsare del mio piacere.

... si avvicina il momento dell'appuntamento: mezz'ora prima della chiusura.
Ci piace così, ci piace l'idea di chiudere i battenti per il piacere di godere. Per lasciar fuori doveri e vincoli, conti e clienti. Pensieri e parole.

Mi avvicino allo specchio. Rinfresco la mia pelle con acqua fredda.
Mi spoglio completamente, indosso quelle calze con i soli tacchi.
Infilo il cappotto ed una sciarpa grande di lana, mi siedo allo sgabello con le gambe accavallate.
Faccio finta di non aspettare e mi distraggo sui conti della giornata.
Nel frattempo entra un cliente, quello più assiduo, e con lui ho una mezza discussione, ma in testa ho solo la mia nudità, la mia umidità.
Lui entra e mi trova nel pieno del discorso, e non sa come sono "abbigliata".
E' una cosa normale, sto per uscire, il cappotto ci sta.
Mi saluta normalmente davanti al bancone.
Sa già cosa deve fare: abbassare la serranda e chiudere la porta con le chiavi che io gli ho lasciato attaccate.
Sa che deve guardarmi con attenzione, perché mentre lui avanza, io indietreggio, parlandogli normalmente e guardandolo come un pasto da gustare.

Il suo membro scalpita sotto i pantaloni.

Lo sento ed io divento più cattiva, più affamata.
Sa che di lì a poco spegnerò le luci, e l'unica luce sarà quella dei lampioni di fuori che filtrano attraverso i vetri coperti dalle saracinesche non proprio discrete. Ma il bello, è il cercare un posto fuori dagli occhi altrui, un angolo per l'amore, per il peccato da consumare... tra odori e profumi. Il suo spicca come il pepe sotto il mio naso. L'eccitazione sale e  l'animale femmina che è in me comincia il suo rituale, la sua danza di respiri affannosi, mugolii, parole, sospiri.

Lo voglio assaggiare, ma lui vuole assaggiare me, e mentre mi abbraccia per sentir il morbido mio corpo accanto al suo, incastrato al suo, scopre un corpo caldo e completamente nudo sotto il cappotto.
Sta pregodendo, ed io godo.
Apro il primo bottone.
Poi piano il secondo.
E poi il terzo.
Scendo dalle spalle il tessuto, che sa scendere come l'avessi addrestato.
Scivola svelando la mia strana impudicizia.
Non sono mai stata così scostumata, in vita mia.
Così spigliata, così brava a spogliarmi, credo.
Era una mia vecchia fantasia, chiusa in un cassetto.
Ora, devo aprire quei foglietti stropicciati, lì dentro.
Ne ho una vasta collezione, ho tanta fantasia e tanta curiosità.
Il maschio merita, all'uomo spetta.
Credo sia stata la prima volta in vita sua.
Mi piace che mi si ricordi piacevolmente.
Soprattutto in ciò che riesco meglio
Continua?
Vi farò sapere.


A(d)Dio... che non è il mio

"... diventi sempre più bella, cara"
Voci di donne, amiche (?).
"Grazie", rispondo, "al cazzo", penso.
Leggo in quelle frasi, come una sorta di celata cattiveria, come dire:
"Sarai pure bella e bona come er pane, ma 'n te se pierebbe manco un coglione, per quanto sei stronza"
E nella mia passerella mattutina, la stessa poesia, la interpreto negli occhi di chi incrocia il mio passo; il mio andamento da saccente; da super cazzona; da miss stocazzo:
"Girate dall'altra parte, non so' roba per te!"


Quanto odio camminare sui marciapiedi. Mi sembrano creati, per recintare le pecore


E intanto, distendo i miei nervi mentre maledico dio:
 "mio caro, io sono morta da un pezzo, rivolgi i tuoi fulmini su un'altra testa, per favore"


domenica 7 novembre 2010

Regina dell'aria...

... era tardi, una strada deserta. Sola. Vestita di tutto punto.
La musica nelle orecchie. Sola. Nessuna paura, niente mi spaventa ormai.

Umidità fredda. Ogni tanto una macchina. Sola.
Io che tutto il giorno non avevo fatto che pensare a lavorare, aggiustare, sistemare.
Che tutto il giorno non avevo fatto che parlare con la gente, che mi sentivo parte di un sistema...
parte di un'umanità, mi sentivo un niente, mi sentivo fuori da ogni pensiero di ogni persona a me conosciuta.

Ho invidiato chi sa farsi amare, chi sa farsi sentire, chi sa chiedere, scendere a compromessi...
se fossi un po' più malleabile, un po' meno presuntuosa, un po' più umile.
Forse se non fossi così, non avrei pianto lì da sola.
Insomma, se anche tua madre, non riesce a sopportare i tuoi occhi, chi mai si prenderebbe l'onore di capire la tua anima?

Rassegnarmi non è da me. Forse, sto troppo bene con me stessa, con le mie convinzioni, con il mio amore impossibile. Forse, questa, è solo una bella consolazione.

Forse, non so nemmeno io chi sono.

Alla fine, io sono solo parola... e la mia carne non è che l'involucro di ciò che non esiste.
Lo dico sempre di lasciarmi in pace: io non sono mai paga, mai soddisfatta, mai contenta, in ognuno trovo l'appiglio su cui appendere la mia cattiveria, la mia insofferenza.
Quello che desidero, e che mi strizza l'anima, è ciò che non posso avere.
Meglio indirizzare le forze verso ciò che magari non desidero, ciò che escludo a priori, ma che potrebbe rendermi felice... meno dannata, più serena... se questo, riesco a concedermelo.
Mi sforzerò d'esser più intelligente.

Ps. ti darei il culo, oltre all'anima.


Foto rubata a Sogno


giovedì 4 novembre 2010

Io chiedo..

A mia madre...
con tutti i paesi che c'ho nel sangue, con tutti i paesi che ha visitato, per quale cazzo di motivo m'ha fatta nascere in un paese così di merda?

Io la escort non la so fare, io so solo lavorare, e rendo piacevole il mio lavoro, perché lo so fare.
Non voglio dipendere da nessuno, non voglio essere l'impiegata di nessuno, non voglio esser la mantenuta di nessuno... ma questo, in un paese di raccomandati, burocrati, zotici, schifosi, non è possibile.

Ringrazio sentitamente la presidente, onorevole, della mia regione... una donna, per l'appunto!
Le donne, che di donne, non capiscono più un cazzo.
Vaffanculo Italia... c'è rimasto solo il vino di buono, pe' 'mbriacasse!

mercoledì 3 novembre 2010

Comunicazione agli utenti non udenti...

Questo blog rimarrà chiuso fino a nuovo giramento di ovaie al contrario.
Che il mondo si fotta e mi baci il culo... in fianco a destra!
Io Sono una bastarda...
qualcuno mi paga sempre le pene che mi fa passare un altro, ma è sempre un bel pagare.
Orevoirrrrrrrrrr...
l'effetto della birra.


martedì 2 novembre 2010

A Lui.

Avrei milioni di parole da scrivere ed imprimere, qua, oggi.
Ma non me ne viene una, una sola azzeccata.
Sono sicura che sai cosa ti regalerei, cosa non ti direi a parole, ma con un solo gesto.

E come ogni giorno, ti penso, e come ogni giorno ti cerco, ti sento. 
Non ho mai provato un solo secondo di noia, con te, in tutto questo tempo.
E davanti a cotanta fantasia, cotanto carattere, cotanta mente, io...
mi inchino; ovviamente lo faccio sulle ginocchia, Dio mio, che sei solo uno.
Sei nato nel giorno dei morti, e per me sei stato la Vita.
Era è e sarà.

ps. mi commuovo sempre, quando ti penso intensamente, pur pensando a te come qualcosa di erotico, sensuale, perverso, amoroso, sessuale.
Dio salvi la mia anormalità.
Buon compleanno, Hands.
Non potevano mancare gli auguri in questo mio ennesimo diario.

Ubriachiamoci...!