domenica 31 ottobre 2010

Cin cin

Occhi limpidi di ghiaccio, trasparenti, lucenti.
Occhi ripieni, ricolmi, rigonfi, di passione ardente, cocente, bollente.

Occhi color dell'acqua.
Occhi potenti e prepotenti.
Occhi furiosi e ingegnosi.

Occhi indecenti e sognanti.
Occhi sensuali, perversi, ingordi, golosi, lussuriosi.
Auguri agli occhi più belli che io abbia mai visto, perché in quegli occhi mi son persa.
In quegli occhi mi son tuffata.

In quegli occhi mi son guardata, scrutata, osservata, ascoltata, sentita.
In quegli occhi ho goduto con l'anima in fiamme, mentre sentivo il suo colare di ghiaccio nel mio sangue bollente.
Perché in quegli occhi ho visto l'amore.

Tu sei la passione, tu sei la vita.
Tu sei sulle dita, una voglia infinita.


Sei nei pori della mia pelle.

Nel pulsare ritmico dei miei polsi.
Auguri, mio Sogno... realizzato.
Dalla rete, nella rete delle mie vene, per sempre.



venerdì 29 ottobre 2010

Le mie zozze i (a) spirazioni

1-1... cazzo al centro.




martedì 26 ottobre 2010

Pillolina

Entra puritana ed esce puttana.
Entro puttana ed esco puritana.


Chiacchiere dal mio fornaio, guardando la gente.
Per la cronaca: la patata non è la mia.


lunedì 25 ottobre 2010

Lu Ma Me Gio Ve...

... stasera, come ogni giorno feriale, alle ore 20.00 circa, mi riaffaccerò curiosa alla banchina di fronte della metro. Avrei un attimino bisogno di guardaro negli occhi. Solo negli occhi.
Mi ci fisso e guardo ogni tizio che gli somiglia. Molto spesso mi ritrovo addosso, mentre indaffarata osservo, uno sguardo incuriosito, o uno di qualche provolone che pensa d'aver rimorchiato.
Quando la mia ricerca non ha dato nessun esito, ci rido e mi sento tanto imbecille. 
So bene che non lo vedrò mai da quella parte, ma vallo a spiegare a questa testa.
Mi chiedo continuamente cosa farei se... per caso, lo vedessi.
Forse, anzi, sicuramente, non farei niente. O forse d'istinto e impulso, cercherei d'attraversare quei binari 3 metri sotto terra, senza nemmeno rendermi conto del pericolo. No no, folle si, scema no!
Ipotesi e pensieri, che, puntualmente faccio.
E lui che farebbe? Mi chiedo. Forse, son più curiosa di questo, di aspetto.

Non è una storia finita, ma nemmeno cominciata; non deve cominciare, per cui nemmeno finire.
Non è nulla, ciò può intendere tutto.
Se sapessi di cosa si tratta, forse lo direi.
E intanto vivo e stravivo.
Nel bene e nel male.
Nella gioia e nel dolore.
In salute e malattia.
In ricchezza e povertà.
E adesso, torno ai miei più seri pensieri.
Oggi ho sonno, uno strano sonno. La mia testa, è stanca.
Ho freddo, il mio forte fisico, si sta indebolendo. Invecchio come un fiore tra le pagine di un libro che resta sempre uguale... ma non ha sostanza.

NB. Vorrei avvertire, i miei nuovi lettori, che sono un po': dislessica, un po' ignorante, un po' stronza, un po' sarcastica, un po' ironica, un po' stupida, un po' presuntuosa, un po' antipatica ed altresì acida, un po' indisponente, un po'  irriverente, un po' maleducata, un po' naif,  un po' saccente di merda. Un po' Dea.
Vi stringo la mano, però. Quelle  strette (?) mosce, mi fanno un po' schifo .


venerdì 22 ottobre 2010

Perle rubate per metà...!

Odio lo scarso approfondimento delle cose...
chi s'alza prima dalla mia tavola, è un gran coglione.
La soddisfazione vien mantenendo, non ottenendo.

martedì 19 ottobre 2010

Parlando un po'... di Dea

Questo è il mio posto, cioè, quello che ho scelto dove scaricare 'sta mente. Ne ho mollati altri tre.
Ma questo, non so perché m'è congeniale.
Ovviamenete, prendetevela col signorino che continuamente seguo, mentre entra in un posto e lo lascia.
Mi piace rompergli i coglioni santi che ha, e mi piace farmi detestare dal suo cazzo beato, sul quale, non riesco mai a salire... non solo in senso figuato ehhh!
Poi diciamo che i maschi non son capaci di amare un'amica, una femmina, una come me.
Descrivermi non mi piace... è come descrivere l'odore e il sapore di una persona a parole... io non ne son capace.
Questa son io, di cuore e gran culo e tette, la morbidezza è un buon segno anche perché, ti fa pensare ad una persona buona, e puntualmenteti  inganna, perché dentro tanta carne calda, ci sono, in profondo, ossa ferite, che fanno male, nervi.
Adoro un certo tipo di cultura. Sul mio bancone ci sono libri di Kerouac, Buko, di Palahniuk , la Santacroce, e Nietzsche, che mi rimbeillisce, ma voglio scoprire.
Devo trovare un traduttore degno, che mi spieghi, che mi stia dietro... uhm. Non mi vuole nessuno.
Ieri, una suora brasiliana mia cliente, ha trovato interessante, mentre rifinivo il suo abito, un libro della cara Isabella Santacroce, lo ha gradito, credo andrà a comprarlo, non sapendo cos'altro ha scritto... rido, rido.

Devo rinnovare la mia galleria... l'inverno lo trovo favoloso per le foto: mi piace la pelle piena di brividi, mi piacciono i capezzoli duri., mi piace scaldarmi, farmi scaldare, non accaldarmi.
Signori e signore, ognuno mostra quello che ha, io ho un gran cuore, che aveva bisogno di una discreta scatola.
Ogni tanto, mi par giusto e corretto metter la faccia.
Queste son le camiciette che inodsso tutti i giorni, con il gradito gradimento dei clienti maschi, e delle intelligenti femmine, che mi fanno i complimenti, mentre pensano a quant'è bello quel reggiseno che porto, e si chiedono dove io l'abbia preso. Trovare certa robbetta, per una misura così, non è semplice, anzi... se qualcuno, ha dei suggerimenti, validi, me lo faccia sapere, perché non c'è casa famosa che m'accontenti..

PS.Si accettano regali dalle Amiche... e da colui che ti vuol vedere addosso la sua fantasia, ma non credo giri da 'ste parti.
Orevoir, gente. Mi vado a coprire, che poi, se ne vedono gli effetti, del freddo... oggi non c'ho tempo di cercar maschi che mi sbattano al muro, con dolcezza... la loro bastarda, prepotente  dolcezza. è questo che fa una femmina (single), più comunemente chiamata: zoccola, o troia... dipende dalle bocche da troie, o bigotti maschi da cui escono!
La femmina qua presente, si inchina e ringrazia, tanto bel complimento.
Hands, ti rubo anche le mie foto, tu mi perdoni tutto... sei così bono!
 

lunedì 18 ottobre 2010

Generalità

Io so solo cucinare e scopare. Forse mangiare.
Ad ognuno/a, le proprie limitate capacità.



(in) decisioni.

Maledico il giorno in cui t'ho incontrato, perché quello stesso giorno, ho incontrato me stessa.
Oggi, mi svuoto in lacrime e mi sento niente.
Ho occhi vuoti e gesti scontati.
Torno nella mia riva, dove non capivo nulla... dove solo, immaginavo.
Non è necessario vivere, si può anche, solo esistere.


giovedì 14 ottobre 2010

Torno, e se torno...


Sottotitolo:
Il remake, de "La bottega, 4 aprile 2009".
Esite un posto dove mi si può trovare a pensare, ad ascoltare musica rock a palla.
Esite un posto dove mi si può trovare a mangiare un insalata, con gli occhi sognanti, di sabato.
Esiste un posto dove mi si può trovare avvelenata, persa, sconclusionata ed impaurita. Preoccupata.
Esiste un posto dove mi si può trovare a baciare mio figlio mentre gli do un gelato o un pezzo di pizza.
Esiste un posto dove mi si può trovare con gli occhi gonfi di lacrime, pronti a esplodere... il più delle volte implodono: le lacrime scendon giù per il gozzo.
Me le devo ingoiare, non sono nemmeno capace di piangere, io.

Esiste un posto dove mi si può vedere sprovvista di vestiti, perché, come fosse casa mia, mi spoglio e rivesto, prima di andar via... incurante del vetrone davanti. Sono un animale.
Esiste un posto che spesso maledico, o forse maledico la mia forza di volontà, il mio carattere, la mia tenacia, che molto spesso mi causa inconvenienti, non mi fa ragionare e pensare, io voglio e basta... chissà se è carattere o solo capriccio. Donna riccia, donna capriccia? Mah.
Esisite un posto che ha respirato mentre sognavo, godevo, esplodevo, morivo e rinascevo.
Si è goduto tutto il mio sciogliersi come miele, denso, corposo, dolce.
Io che dolce, non lo sono. Io che come magma, avevo voglia di inginocchiarmi, di scendere alla base di quel vulcano, di quella terra che per me era come un tappeto di aria gonfia.
Sotto quegli occhi curiosi, ingordi, cattivi, indagatori.
Sotto quel viso soddisfatto.
Messa sotto da quel sapore che percepivo dai soli baci. Dall'odore delle sue mani
Messa sotto da quell'odore che emanava la pelle del suo viso mentre lo baciavo, delle sue guance; dietro le orecchie (che orecchie); gli angoli della sua bocca (che angoli), morbida, bella.. si muoveva meravigliosamente, era perfetta.
La sua lingua non sbagliava un colpo, era una sintonia di baci e lingue.
Melodia di respiri, sporchi, sudici di peccato.
Era un sussultare nelle vene, era come se non sentissi che il mio respiro, avrei registrato tutto, lo avrei sposato, quel diavolo. La dannazione. La persecuzione della mia mente. L'invasione nel mio sangue.
Era tutto pelle, sensi, sesso, amore (il mio), l'affetto, il sentimento, il Piacere, la lussuosa lussuria lussureggiante. Era tutto, quel sabato.
Mentre colavo sulle sue dita ingannose infilatesi nei jeans. Mi passano nel cervello e riscendono ogni volta. Lo faccio con le mie, ottima consolazione. So come fece, non riesco a farlo con la lingua, quella sua maledetta, fu divina. Dio, si chinava.
Non avevo mai provato la pulsione di scendere sulle ginocchia; l'istinto di scivolare appiccicata alla sua pancia, dopo avergli sfilato ogni tessuto lì davanti; di cadere sui suoi piedi guardandolo soddisfatta mentre mi prendevo l'omaggio alla Dea, alla femmina regina.
Volevo solo bere la sua Anima, incurante di ogni piacere che lui volesse darmi, volevo il piacere dal piacere dato.
Stasera, il remake, l'attore co-protagonista non è lui, non lo sarà più. Io, forse, vivrò di nuovo quel ricordo, che, non solo mi eccita... mi commuove, vedermi così, mi commuove vedermi tanto femmina. Mi commuove sapermi così (im) perfetta.
Il suo viso, si riaffaccerà da quel vetrone, da quella saracinesca, che trattiene, gusta, mantiene caldo, il tutto, compresa me... che, ancora, di sabato, mentre faccio conti dotata di lenti, al bancone, aspetta.
Esiste il sesso senza amore, mentre mi contraddico, lo dico.
Mentre mi rotolano guai come pietre, addosso, voglio solo pensare al liscio della mia pelle, a come pulsa il mio cuore, alla tensione che si crea, mano mano che le ore passano.
Al mio basso ventre, che si gonfia, che si prepara, si scioglie... sono un fiore nel pieno della sua bellezza, e, lo sentono anche i muri. C'è chi godrà, e c'è chi saprà, dopo.

L'amore, non è una cazzata.
Io, una delle tante, un'unica, una delle tante.
Si ama il proprio simile ed in questo caso,un bastardo come me, inteso come sanguemisto.
Più lingue che s'intendono. Il sangue lega in modo diverso, più cattivo, più tenace. Un nomade in cerca di una patria, che non avrà, e vorrà, mai!
Buona aria a tutti. Devo pensare a come accogliere il mio onorevole, ingegnoso, erotico, intelligente, colto, interessante, simpatico, fortunoso, fortunato ospite. Gradito. Più dentro, che fuori.
Dopotutto, sono una femmina, e lui m'ha chiamata: Afrodite.

Un post incommentabile, a detta dei miei migliori amici, che, mando serenamente a fanculo.

Come è noto, non so tenere un cecio in bocca... solo altro.