venerdì 30 luglio 2010

Bolle



Era settembre, e non me lo spiego a luglio... ancora.
La linea del fuoco, un tragitto di km e km, che mi brucia la pianta del piede.
Un formicolio nel sange, perenne.
Un istinto animale strettamente legato al cuore, che se lo inghiotte, trascina.
Non parlatemi d'amore, che non vi comprendo.
Credo d'aver bisogno di quell'odore che mi piaceva, di tuffarmi col sangue bollente nell'acqua ghiacciata dei suoi occhi, per frizzare, per morire.
Credo di aver bisogno di mangiare carne cruda, viva, di dissetarmi di liquidi corporei, credo di essere solo un cannibale bisognoso di quel sentimento a me sconosciuto, perché non lo ho mai ricevuto.

Ripassami nel sangue.
Io ti tento perché sono tentata e sono tentazione.



giovedì 29 luglio 2010

Imperatrice.



Cercar di capire una donna è impresa impossibile, io direi inutile.
Cercar di star dietro a me, è impresa semplice ma ci vogliono due coglioni che compensino quella ormai nota mancanza di tatto che in voi maschi è palese.
Non è colpa vostra, avete concentrata tutta la sensibilità sulla punta del cazzo... e mea culpa, se a volte non so farla migrare.
.. non so chiedere come ormai una donna ha imparato a fare, a pretendere, a farmi rispettare.
Non insisto, faccio ciò che mi chiedi, fino a nuovo ordine. MIO!

Con tutto l'amore che posso... Amore, direi.
PS. Eccomi!

martedì 27 luglio 2010

Nella merda.


Stiamo messi male se 4 donne sedute sulla metropolitana, non si alzano per dare il posto ad un bambino di 4 anni.
Mio figlio ha madre con braccia forti in grado di tenerlo, di sorreggerlo... saremmo scesi di lì a poco, non avevamo certo bisogno del posto, ma vedere donne indifferenti ad un viso innocente, che non ha fatto niente, che non deve pagare per le pecche e i soprusi subiti, che dovrebbe esser trattato con i guanti, perché è il futuro di tutti e non solo suo e mio, mi ha lasciato indignata e schifata. Purtroppo questo succede tutti i giorni, e purtroppo per voi, care donne, mi tocca annotare, che, il sesso debole, quello che viene sempre criticato: il maschio, è l'unico che con educazione mostra un certo tipo di sensibilità...
Io, Sua madre, certe cose non le permette, sua madre si alza... io gliel'ho insegnato.
Non ho potuto che fare gesti di stizza e parlare male e ad alta voce verso questa umanità in via di estinzione. Vi lascio immaginare io e mia figlia... visto che la sto crescendo bene... sono orgogliosa di lei!
Il lavoro non nobilita più, e se nobilita, sticazzi... questa non è la nobiltà che mi piace.
Nobilita solo il portafoglio.
Voi non sapete cos'è la fatica, perché seppur una donna avesse perso la sua sensibilità, oggi, e ne ho dimostrazione tutti i giorni, la fatica ed il sudore, gliela avrebbero fatta riacquistare.
Vergognandomi un po' di far parte di quella specie di ominide, chiudo... annoto che, forse, sarebbe ora che ci guardassimo un po' in faccia, visto che vogliamo esser difese a priori e a spada tratta solo perché siamo donne... de 'sto gran cazzo.
Chiedo scusa al mondo se lo sto riducendo monnezza e petrolio... un riciclo di rifiuti.

lunedì 26 luglio 2010

Incauta_Mente.


Incauta donna.
Incauto sangue.
Incauta pelle.
Incauta anima.
Incauta carne.
Incauto cuore.
Incauti occhi.
Incauti passi.
Io lo so, che prima o poi mi ri-faccio male-bene.
Non mi sono mai chiesta se amare qualcuno fosse stato giusto. Non mi sono mai tirata indietro, nonostante la mia sfortuna in amore. Non ho mai dimenticato come si fa. Non ho voluto mai, mai, non guardarmi davanti per riperdere la testa e annegare l'anima in lacrime, per far scoppiare il cuore
in questa gabbia, che a me, sembra sempre troppo stretta.
Come non ho mai voluto impedire al mio il ventre di subire pulsazioni, vibrazioni e di sciogliersi in liquido dal buon sapore e odore.. ora lo conosco, lo ri-conosco.

Devo solo ricordare di non mangiare, il mio stomaco, quello, mi tradisce. Si stringe, mi fa quasi svenire.
Mi manca il respiro, quando sono tra quelle braccia. Tra le braccia di un terremoto che ha scosso questa terra, che le ha ricordato che respira, che si spacca, che vive.

Quindi, mi ri-farò male-bene... incautamente.

domenica 25 luglio 2010

Abbozzo.



Mi piace un sacco il mio essere un po' puttana.
Credo sia un istinto che non riesco a nascondere, a soffocare.
Alternare il mio sguardo, fissare gli occhi su quella preda che in quel momento mi è davanti: il Maschio.
Molto spesso è il suo odore che m'arriva alle narici che mi scatena i movimenti, mi porta ad avvicinarmi a lui per farmi annusare e nello stesso tempo annusare, sentire. Voglio che mi tocchi, mi sfiori, e così poi, va a finire.
Una mano arriva sempre accanto alla mia... ieri ha assecondato questo mio gioco, bravo. Era da tempo che non mi accadeva. Lui era con me. Un filo mentale, il sangue aveva gridato.
Le emozioni non hanno prezzo... e così, in un secondo, mi son sentita potente. Corteggiata come piace a me.
Più avanzo con l'età e più affino senza pensare, mi avvicino al mondo del maschio con passo felpato, con quella dolcezza che è tipica di una femmina, e che per anni, avevo dimenticato, quella dolcezza che sferra unghie davanti alla sua preda. Che abbassa lo sguardo in segno di rispetto verso colui che ha la forza per difendermi... seppur solo virtualmente. Questo, però, è rimasto l'istinto del maschio, l'istinto che io non voglio perda: Io ti do la vita, tu proteggi entrambi.
Non voglio piangere.
Non voglio lamentarmi.
Voglio quel mondo mio intorno.

Voglio cacciare con le mie mani.
Voglio poter soffrire e gioire in pace.

Voglio essere libera di pensare e di dire.
E tu, sentiti libero di sbattermi al muro e amarmi stringendomi i polsi in segno di possesso. Il possesso è dovere, chi sa possedere, conosce il suo dovere.
So, che non vuoi farmi male, ti ho guardato negli occhi.
La gente ha dimenticato di guardarsi negli occhi. Quello è un buon modo per non perder tempo, non perderlo dietro a chi non merita. Gli occhi parlano. Gli occhi negli occhi si dicono.
Io ti amo Maschio, che sei diventato Uomo. L'ho scoperto essendo un po' "puttana".
Da leggere se vi va, da non prendere sul serio, sono... consiglio di una sana pazza.
Non so leggere le istruzioni, io bado al bisogno, se il mio corpo e la mia anima chiedono, io esaudisco... e magari anche scrivendo un paio di cazzate.

Ho l'abitudine di rigirarmi le parole, i pensieri, di pensare troppo, dice Lui... che forse, pensa e sogna più di me. Io intanto lo sogno... dentro.

PS. non riesco a caricare una cazzo di foto, qualcuno mi aiuti. Mi muovo male su questa nuova piazza... a forza di seguirlo, cambierò mestiere.

giovedì 22 luglio 2010

Non c'è due senza tre.


Forse passi.
Forse leggi.
Forse ti esprimi.
Forse ti interessi.
Forse capisci.
Forse no.

Forse, non me ne frega nemmeno un cazzo.
Forse, seguendoti, scappo da tutto... da ciò che poi mi opprime: la gente.

PS. Alla fine, me la son trovata da sola... io faccio sempre tutto da sola.