lunedì 9 novembre 2015

Ciao

Non sarà come prima, anche se non è cambiato niente.
A presto, mi siete mancati.

lunedì 6 gennaio 2014

Con due taglie in meno si ragiona meglio.

Dovevo esserci.
Solo per lui e il suo cazzo libero come il vento.
Sono stata brava nel trasferire su quel bottone di camicia tutta la voglia, il desiderio dentro.
Nel tenere a bada un cuore che si faceva a pezzi.
Nel restare fuori, lontana dal suo mondo osservandolo appena.
Non incrociando sguardi di nessuno.

Sono stata brava nell' allontanarmi senza guardare indietro.
Calpestando quella strada del ritorno spostando i piedi di marmo come fossero state ali.
Avrei voluto perdermi tra quelle vie e camminare ore per capire cosa mi capita.
Cosa continua a farmi pensare la stessa cosa.
Intanto assente come sempre aspetto come natura viva che l'artista mi ritragga mentre muoio.
Sono sempre educata io, busso anche a porta aperta e se è chiuso busso una sola volta; perché l'aria non si taglia senza avvertire,  perché chi ti aspetta, ti sente.

domenica 27 ottobre 2013

La donna ragno nella tana del lupo

Perché da una richiesta così stupida non mi aspettavo quell' evolvere di eventi, che se per lui è stato un semplice incontro di letto (prima si scopava sul pavimento), per me è stata una vigilia e una festa.
Innamorata di quel cazzo che sa scoparmi e farmi sentire intensamente due orgasmi, ritengo eticamente impensabile dedicarmi alla cura di altro maschio, seppur esso dotato di intelletto. Per cui apparecchio il mio corpo in modo adeguato e corro tra le sue mura, usufruendo di poche due ore messe da lui a mia disposizione e questo mi fa pensare che si pensi di me come una zerbina, piùttosto che una viziata capricciosa golosa femmina.
Mi piace sia sorpreso, non sa forse che una dea apparecchia con argento e cristallo anche per un uovo sodo? Sia mai abbassare il limite di aspettative che non ha, magari.
Sia mai fargli credere che ha sbagliato a chiamarmi "miaDea", per più di un anno.
Non ci conosciamo abbastanza: "Ma l'hai messa?" si/mi chiede tirandomi su la camicia a pois per infilarsi tra i miei seni dai capezzoli diventati punte d'acciaio infuocato, con mani, bocca, lingua e denti.
Sì, avevi dubbi? Rispondo a bassa voce, mugolando.
 "Ma per così poco tempo..."
Appunto (do quel che ho interamente mica a rate, penso) la comprai per te, (non so se ti rivedrò).
 Non c'è stato sesso orale (un po' me ne dolgo, che avrei voluto bere qualcosa di più sostanzioso, ma avevo voglia di orgasmo). Eravamo cazzo e fica, quel che non eravamo fino a pochi minuti prima.
Cazzo e fica che han goduto insieme, l'ho sentito venire mentre rantolavo io scossa da un orgasmo che sa farmi avere solo il suo cazzo, mio amico e complice e lui ci tiene a farmi spesso notare che ricorda miei piccoli particolari o manie, tra il più e meno di discorsi e ricordi - che non mi reputi donna per la sua vita o che meglio dicasi: non gliene frega nulla di me è risaputo dal mio pigro cervello, ma già sapere che si impegni nel farmi sapere che ricorda, dico io, è più che soddisfacente - Non mi aspetto niente.
È ancora bello, forse di più. Baciabile. Appetitoso. Simpatico e sempre curioso.
Educato, galantuomo. Intelligente e paraculo, ma forse ancora poco amico. Non so se si sia accorto di quanto siamo complici. Di quanta affinità ci unisca e di quanto la chimica gradisca. Non ho sentito odore di ultima volta, anche se potrebbe non essercene un'altra e vedere quel culo muoversi da un lato all'altro della stanza, ti dà un senso di sollievo all'animo: tutto è tondo e armonioso nel mondo, basta saperlo vedere, e in questo, caso toccare.

Ps. Se incontraste una scema come me, nella vostra vita dal tempo incognito, non lasciatevela scappare. Ma soprattutto, usatela. Come lei saprebbe usare voi. Senza usurarvi i coglioni.


venerdì 6 settembre 2013

Venerdì nero sabato santo.

L'anno scorso celebrai la mia festa con te, la festa della fine. L'inizio dell'abbandono. Lo strappo. La mia lapidazione, l'ennesima mia morte e l'hai voluta tu, essere che ho amato di più.
Domani mi alzerò alle nove e berrò due caffè insieme nella mia nuova tazza nera a fiori di ibisco bianchi.
Mi fumerò marlboro rosse, perché è festa.
Mi farò baciare dal mio figlio piccolo. Poi dai due grandi e mi farò sbavare dal mio nipotino e mangiare la spalla, che gli stanno nascendo i denti.
Mi farò abbracciare da mia sorella e dalle mie nipoti adolescenti che non sopportano la zia severa che si mette d'accordo con la madre per non farle uscire quando son disordinate.
E poi c'è mamma al telefono e non c'è piu papà puntuale a ricordarsi della sua primogenita ormai nonna.
E poi i tre fratelli e i loro tanti figli, le altre due sorelle sempre a soffrire d'amore.
Gli amici finti su facebook.
Quelli semifinti su whatsapp.
I similari per sms.
Forse due per telefono.
Qualcuno per mail.
Ma l'unico amico che ami, quello mai. Non di ricorda mai. Quando lo ricorda non telefona.
Perché lo trova stupido. Ma per me quello stupido sa del suo abbraccio odoroso e saporito.
Mi sa di amore lungo ed eterno.
Pulito. Sano. Dolce.
La mia memoria ha bisogno di una malattia degenerativa. Non voglio ricordare indietro. Non voglio andare avanti per non aver più nulla da ricordare. Ho uno spiffero nel cuore e m'arriva freddo nell'anima.
Domani è la mia festa.
Domani non sarà un giorno come gli altri.
Mi faccio gli auguri in anticipo ché la jella mi porta fortuna.

sabato 31 agosto 2013

Tu non sai quanto tutto fosse bello..

Per quel che vale io non ti amo. Avevo solo scelto il luogo giusto per poter sostare più di dieci minuti, per poi ascoltare e gustarmi la vita. Annusare l'aria pulita senza smorfie. Per raccontare cosa penso dell'amore quando ti guardo pensare mentre giri la pasta nella pentola. I tuoi incipit di pensiero ai quali non vuoi dare un racconto né una chiosa. Cosa penso della felicita quando cammini verso di me e t'avvicini per giocare. Quanto sale hanno le mie lacrime quando ti sgiungi, scindi da me strappando il filo tra anima e corpo. Cosa penso di te in quel tempo, senza te. Di quanto sia un tempo senza rima. Sono senza rime. Con un pezzo di passato aggiunto. Non torni e io dormo, ti sogno. Sto bene. Per quel che vale, mi sa che ti amo.

domenica 25 agosto 2013

Tutti i sassolini che mi son tolta dalle scarpe.

Appendo in casa mia quadri senza nessun racconto.


giovedì 22 agosto 2013

Smontaproverbi.

L'amore è cieco e te il cane che lo guida.


mercoledì 12 giugno 2013

Appunti.

Devo dire a mia madre che ho ricordato di essere figlia mentre il telefono squillava ed appariva scritto: mamma.

lunedì 10 giugno 2013

Vuoi guardare le mie tette? Tiè, ti ci schiaffo davanti Saramago.

Lo stolto è portato a pensare che s'entri in chiesa solo per pregare e che non si cammini sul  marciapiede solo per protestare.
Puoi sostituire il vecchio rubinetto con un moderno miscelatore senza ottenere niente di soddisfacente, se non cambi la testa di cazzo, che lo usa.

Ps. Le soprascritte perle, son parte di me, come il latte con il quale ho allattato i miei geniali figli.

domenica 9 giugno 2013

Mangerò pane burro e miele, tutte le mattine.

Da piccola, pur non essendo io una schizinosa noiosa bambina a tavola e pur non essendo vorace ma rispettosa nei confronti di quella che mi dava da mangiare, venivo forzata ad ingoiare anche cose che non gradivo affatto. E Miele mi sapeva di croce. Odiato soprattutto sul pane. Consumato da grande solo per il mal di gola, accettato, poi, su un buon formaggio. Ma mai alimento da mia dispensa. Ché arriviamo a schifarle, certe delizie, senza mai capirne il motivo e poi per partito preso.
Un giorno succede che due occhi semichiusi azzurri, ti invitino a valutare l'idea di assaggiarlo, dopo una miriade di baci dati, e quant'altro offerto e preso. Anche perché lì, di fronte ai suoi occhi e le sue maniere, è impossibile rifiutare. È prezioso, è bello è la carnalità raffinata. Ha tutto un odore buono intorno a lui e non sa di profumo. Gli esce dall'anima. E il miele mi piace, tanto. Come le sue mani che hanno affettato il pane con la precisione di un artista e adagiate su un piatto al mio posto.
Scrivo da un cunicolo dove, per il silenzio ovattato, qualche volta interrotto da una voce annunciatrice e un treno avanti o dietro, ci starei una quantità di ore necessarie a digerire prima di rituffarmi nel mare enorme e nero della tanta gente e dei tanti pensieri che sembra vogliano scipparmi lo stupore che ho dentro dopo aver goduto di tanta bellezza. Perché quando succede d'esser travolti da questi eventi, bisognerebbe cercarsi un pallone grande per poterci gridare dentro quel che ci è scivolato tra le costole inspirando ogni parola per non dirla, per non cercar di sfiorare un cuore, inutilmente. Tanto il mio oramai è fritto, sotto spirito e ogni tanto sobbalza perché qualche dito curioso ci picchia sopra, al barattolo che lo ospita, con le unghie, per vedere se si muove, questo cuore che è solo motore. Bisognerebbe introdursi in una sfilata di maschere per poter piangere senza che nessuno sospetti che lo stai facendo davvero, ché sembri la recita di un giorno diverso.
Volevo dimenticare e invece non ho fatto che aggiungere ricordi.
Imploderò e nessuno se ne accorgerà, perché accadrà  mentre sarò appoggiata ad uno dei tanti muri della mia città, in cui mi accomodo, per non dare fastidio.
7 settembre, 7giugno: 9 mesi per partorire sempre me stessa, di fronte allo stesso nome. Cammino come i granchi e la pelle è sempre più dura ma ho scoperto che è bello trasferire l'amore che ho su un corpo diverso dal suo. Bisognerebbe farci l'abitudine e rendere così,  l'umanità meno spinosa, invece di tenerlo in frigo, aspettando la scadenza. Non c'è pericolo di fuga d'emozioni dal mio corpo in tua presenza. Non c'è pericolo di incontro. Non abbiamo nulla in comune, noi due, se non una stazione che non frequento più, dove oggi ho seppellito la poesia che mi regalavi.
Brava dea, l'anima tua ringrazia.

giovedì 6 giugno 2013

In un attimo che non è fuggito

Incontrarti a metà vita, m'ha reso dolce l'altra metà, di vita.

mercoledì 5 giugno 2013

Perché il cuore si fa spugna.

Oggi vorrei esser baciata dovunque, sopra e sotto, da sotto a sopra. In ogni strato come io fossi matrioska. Che lo facesse pure Giuda e mi tradisse cento volte e che per quelle cento, mi baciasse mille volte.

lunedì 3 giugno 2013

La tempesta perfetta.

Se mi trovaste a piangere non cercate di consolarmi piuttosto invidiatemi perché pur nella piena consapevolezza che l'incontro di venti e correnti da cui son stata investita non si verificherà più a meno che fortuna e felicità si mettano d'accordo... io, sono stata felice. Sono stata pazza di gioia. Lucidamente folle, allegra e serena. Gioiosa come una bimba. Euforica come una caramella che frizza.

Ps. Ringrazio di cuore chi mi ha cercata... mi ha commossa leggervi. Sono un po' spossata, son successe cose COSE Cose. Avrò bisogno di rioccupare questo mio spazio, seppure stracolmo di ogni sorta di ricordo. A presto gente... vi bacerei tutti.

sabato 23 marzo 2013

Non si gioca con i sentimenti che non ho.

Quando da morti gli individui avranno la possibilità di tacere per sempre; per me, sarà arrivato il tempo di parlare. Perché io, a dio, c'ho un po' di cose da raccontare.

Farei volentieri a meno delle bugie, delle persone e degli ombrelli.


Mumford and Sons - Sigh No More

domenica 17 marzo 2013

Lasciamo il pianto per la morte del gatto

Credo di non essermi mai sentita tanto a disagio come è stato capace di farmici sentire lui negandomi un abbraccio perché la reazione del cazzo sarebbe stato un impedimento al compimento dei suoi progetti di vita. Un ostacolo ai propositi.
Ti voglio bene, gli dico, mentre lo saluto con la mano sorridendo fuori ed ammucchiando lacrime dentro gli occhi, per dopo.
Anche io, mi risponde  e mi suona come se volesse dirmi che mi ha graziata non ficcandomi il cazzo in ogni buco, che se avesse voluto, avrebbe potuto riempirmi anche i pori. Rispondo, che forse, se me ne avesse voluto, lo avrebbe fatto.

C'è gente che fa di tutto per bucarti il cuore, poi fa finta di meravigliarsi se ci riesce.
Annoto istanti bui vuoti e sordi in cui ricordo di che pasta è fatta la felicità.
Mi sento leggermente emarginata.
Malata.

Per dovere di cronaca, miei cari lettori, non voglio omettere il suo gesto di carità nei miei confronti nell'avermi abbracciata dopo averglielo chiesto una decina di volte (ero felice). Poco prima del saluto, di modo che non ci fosse stato il tempo utile per fare altro. Mi ha abbracciata. Accarezzata la parte sinistra seminuda sotto il vestito di lana bianco e nero. Il cazzo s'è indurito. Non l'ho succhiato né leccato, ma solo ascoltato. Ho baciato il suo ombelico e la sua pancia; in ginocchio, sentito i suoi organi pulsare e basta.
Girata verso la porta, uscita, accompagnata.
Udienza finita.


Soundgarden - Jesus Christ Pose





lunedì 25 febbraio 2013

Mani ruvide

Io non sembro quello che scrivo, ma purtroppo sono quello che scrivo e non quello che sembro... anche scritto male; perché malefatta sono.
Il dolore, gioca sempre a mio favore.

Bendik - Forsvinne 

Banner, farina del sacco di Marco Cipollini. 

mercoledì 20 febbraio 2013

Baci e abbracci

Ed ora una lieta notizia, miei cari lettori: la sottosoprascritta è diventata nonna il 23 di questo mese alle ore 23 punto 17.
La sottosoprascritta, ha altresì deciso di emigrare da questo paese. Ho dato fin troppo ad un paese che non ho scelto, che a stento sopporto. I miei progetti hanno bisogno di me più serena.
Chi mi ama mi segua.


Se avessi saputo che sarei diventata un genio nel crearmi problemi avrei studiato meglio la matematica.

mercoledì 6 febbraio 2013

Maleducata e cafona.


Credo di avere una lingua puntaspilli, quella che all'occorrenza ne ha sempre di scorta. Quelli che servono a dire la verità senza stare a pensare a come la si dice. Credo di avere poco buon senso e poca misura, anzi, non ho misura, quella che tutti voi avete, che usate per offendere o per evidenziare qualcosa di sgradevole.
Un cesso rimane cesso.
Chiunque si sentisse offeso dalla mia crudezza, o maleducazione barra cafonaggine, si consideri già in tasca le mie scuse, quelle scuse che servono a correggere un compito fatto male. Una riga rossa su quelle parole. Si ricordi, però, che il pensiero mio, quello espresso, rimane lo stesso e che dio padre onnipotente, vostro dio, vuole che io lo dica in altri modi. Tutto questo si ripercuote sulla mia persona, mi è stato detto. Bene, in molti pensano io sia speciale. Alcuni pensano io sia una merda, ma nessuno di questi ha il coraggio di dirmelo.
E che vuoi fare, esiste la cafonaggine per esserlo, a volte sinceri. La mia legge, ovvio. Ha motivo d'esistere la maleducazione e, chi conosce l'educazione, non può che conoscere benissimo il contrario.
Posso mutare. Cambiare, senza garantire risultati ottimali... poiché, di materia prima sbagliata, si tratta.

Siete fatti d'aria finta, di sole elettrico.

mercoledì 23 gennaio 2013

Dio, posso tornare indietro di vent'anni?

Sto vivendo la mia età a ritroso. La giovinezza mi preme, mi chiama. E' come un treno arrivato a destinazione che torna indietro. Le fermate son le stesse, ma dall'altra parte e se hai lasciato qualcosa, è lì che deve rimanere. E' una strana sensazione quel vuoto. Gli amori non sarebbero stati gli stessi, se avessi fatto, allora, ciò faccio oggi che allargo gli orizzonti della musica. Non mi identifico in un suono, o in una sola voce. Ci passo gran parte del mio tempo libero a studiare musica. La musica vecchia e nuova. Se lo avessi fatto nell'età ibrida, tra la gioventù e la consapevolezza, avrei formato un cuore ed un cervello diversi. Ne sono certa. Avrei potuto sapere davvero chi fossi.  Avrei sognato, immaginato e realizzato un amore diverso. Romantico. Dolce. Premuroso. Sensibile. Me lo sarei imposto. Perché è quello che oggi ancora voglio.
Voglio tornare indietro. Voglio andare in quel quartiere. Quel quartiere alla periferia della mia città. Perché mai avrei voluto aver a che fare con gente di periferia. Troppo attenta all'etichetta, ero. Troppo gonfia di niente. Ci si divertiva solo a deridere chi abitava in fondo alle mura di Roma.
Voglio tornare indietro e incontrare quei ricci e quegli occhi. Vedere muoversi sui marciapiedi quel culo fatto  bene. Dio non dà prova di umiltà nell'aver creato quel culo. Dio mi insegna il lusso. Quel lusso che nega all'umanità. E' La perfezione del cerchio di Giotto. Rotondo. Il suo culo, il mondo. Due mondi. Il nuovo mondo. L'altro mondo. L'alto paradiso e l'inferno profondo. Il cuore della Madre Madonna. Il peccato della Maddalena. I miracoli di Gesù. Le parabole, le favole. La giustizia.
In quel quartiere si aggirava il suo culo. Guardavano quegli occhi. Rincasavano quei ricci. Si incastravano i suoi pensieri e forse si stampavano i suoi baci. Bocca di cioccolato e sopresa. Quella bocca è uno scacciapensieri. Fracasso. Spasso. Disordine e caos. Collisione. Scintille. Fuoco. Caldo. Arsura. Sete. Urgenza. Respiro. Bocca di passione.
Ci avrei fatto l'amore con quei ricci. L'amore per strada. Sotto un cielo di cui non avrei conosciuto nemmeno il colore. Avrei tradito colui che mi prometteva il sempre.
Lo avrei ascoltato suonare e cantare la sua passione. La sua malinconia. Il suo disagio. Il suo amore. Avrei amato quel ragazzo e il suo ridere del suo rossore come lo amo ora e come per il resto della vita non farò altro che fare. E' una punizione. Una penitenza. Quegli occhi mi rivelano il tempo che ho perso, che non posso più avere. Quel tempo che adesso diventa lungo. Tempo limpido. Vero. Accaduto. Con suoni e colori. Rumori. Le note. I silenzi. Con gli odori veri e i sapori. Oggi so con cosa fare i conti e il tempo non mi lascia dimenticare, ma ricordare. E' l'età che non combacia. Doveva accadere nell'età dell'incoscienza, quando si sa come farne senza.

Tutto ciò che voglio, ora, sono solo quei due occhi con i quali parlare. Da chicchessia, da qualunque via. Solo quegli occhi.
Mio caro amore, io morirò con te nel cuore.
Così è scritto.




domenica 13 gennaio 2013

Sarebbe ora che scrivessi qualcosa.
Se fosse l'ora.
Ma non è l'ora.

domenica 6 gennaio 2013

Ma piantala!

Mai sottovalutare i nani, i bambini, le cozze, il romantico che si pente, quello che piange e le sorelle teste di cazzo. Sottovalutate me, ad esempio: la tipa tutta tette che sprizza ego senza averne titolo.
Tanto stupida, da pensare di poter diventare stupida.
Io non odio nessuno.
Odio solo la voglia che amo di rimanere sempre completamente sola nell'angolo più buio e piccolo del mondo.

Edda - Marika


Vecchia foto. Vecchia io, ma sempre uguale.

venerdì 4 gennaio 2013

Buon 2013

Faccio affidamento al mio cervello che ha emigrato e forse sta pure meglio tra il fondo del culo e l'anima, se l'ha scovata. In tempo di crisi si svegliano le menti dormienti, i culi intelligenti.
Io ho il culo intelligente



così liscio e peccaminoso è la rovina del goloso
così candido e avvolgente è la trappola per la mente
così selvaggio e intricato è irresistibile rompicapo
così fiero e aggraziato meraviglia del creato
così furbo e irriverente è l'invidia della gente
così caldo e prorompente rende schiavo ogni credente
così perfetto e statuario il resto secondario
BEEN.

PS: ringrazio il mio nuovo lettore/interlocutore che ha fatto del mio culo poesia. 
Direi che posso definirmi una brava fotografa di me stessa: senza usare nessun marchingegno riesco a dare sempre una buona immagine di me, perfino del mio culo, che... non ha niente di speciale.

giovedì 3 gennaio 2013

Singhiozzi

Qualcuno mi consoli. Mi ami. Per soli sette minuti. Mi abbracci. Mi soffochi. Mi palpi il cuore. Mi guardi negli occhi. Mi tolga i capelli dalla fronte. Si bagni di lacrime. Le assaggi. Me le asciughi. Qualcuno faccia l'amore con me. Si prenda l'amore ad occhi chiusi. Mi rubi la vita. Mi prosciughi. Mi baci la testa, le guance, la bocca, le orecchie. Mi porti via da questo mondo. Per sette minuti.
Sono in lacrime e una pellicola di ricordi mi cade dagli occhi. La felicità ed il dolore si danno sempre la staffetta e il pubblico applaude perché tutto è sempre perfetto e in sincronia.
Oggi voglio essere amata come fossero cent'anni d'amore tutti insieme.
E anche domani.

Io non ti amo.

Ho sempre avuto fiducia in quegli uomini dai quali ho sentito dirmi questa frase. Sono convinta che siano gli unici uomini ad amarmi davvero. Come lui, ad esempio.
Nacque tutto in amicizia, anni fa. Ma di fondo c'era una grande attrazione e da parte mia un grande rispetto per il legame/vincolo che aveva già da anni. Sua moglie.
Ci furono pochi incontri e ad ogni saluto, come fosse sempre stato un addio, c'era sempre la sensazione d'amore, non l'amore, ma la sensazione.
Sono più che certa che starà già pensando alle parole che leggerà qui, domani. Sa, lo so, che scriverò di lui. Tutto questo è nato grazie a lui e alla sua influenza su di me e sulla sua fiducia in me. Amava quel che dicevo e provavo e come glielo comunicavo, sempre.
Circa 4 anni fa ci siamo persi di vista, per sempre. Fece una scelta sofferta. Fu una scelta e non una rinuncia.
A volte ho l'impressione che si nasca l'uno per l'altra e vice versa e proprio per questo non s'ha bisogno di andare oltre.
Sto soffrendo, come spesso per "amore", ultimamente e per me, sembra diventata una missione e non mi sento affatto una disgraziata, ma una graziata.
Questa sera avevo finalmente deciso di ritornarmene nel mio male. Rassegnata di nuovo al vuoto.
E mi appare lui che mi consolerà, mi farà dimenticare. Solo questo.
Sono sulla terra per amare. Per restare sola. Per esser consolata e riabbandonata. Ognuno di noi ha un ruolo. Ognuno di noi trova il suo modo per vivere la solitudine, una strada con cui tornarci. Un motivo.
Sono una donna fortunata.
Ho il cuore in mille pezzi i quali si ricompongono sempre perfettamente. Tutto mi ritorna a posto con gran disinvoltura come se mille mani corressero ai ripari minuziosamente in un lavoro certosino. Come in un'opera d'arte da preservare, qualcosa di sacro e unico.
Dea non morirà nemmeno stavolta per amore anche se il cuore, spesso, le ha fatto credere di sì.
Tutto e tutti si torna dove si è stati bene. Anche dio, che oggi, torna da me.
Amy era una delle sue artiste preferite, come lo era e lo è per me, ancora. Queste sono le note attaccate al muro, come un quadro... di quasi 4 anni fa.
Oggi sono felice.
Grazie "ed io parlo".

Ps. sto piangendo da circa due ore.

venerdì 28 dicembre 2012

Pilloline

Quando vi parlano male di una persona a voi cara non credete subito a ciò che vi si dice, aspettate 5 minuti a farlo.


Pannella, dico, se ti tagliassi il folto manto bianco... forse forse qualcuno ti darebbe spago, molto più che giocarti la carta del vasco che m'ha fatto peggio del conato di vomito che ho avuto nel vedere quella bocca secca. Se vuoi aiutare la popolazione carceraria, mi sembra giusto, che tu faccia parte di quel condominio.

Vorrei che sparissero tutti i manifesti del concerto di modà, mi viene una vo...glia di fare un rito woodoo e non c'ho mai le spille a portata di mano.

Qualora decideste di inviare un sms di auguri prestampato, vorrei poter esser tolta dalla vostra rubrica telefonica, è così deprimente sentirsi più merda di voi.

Dite che è anticostituzionale rifiutare la corte di un baldo giovane con relativa cena ed uscita col macchinone io che sono acida/vecchia/scorbutica che non mi vuole manco il sottosegretario del diavolo?  

Buoni propositi: continuare ad essere quella che non fa mai propositi e fa esattamente come le pare, tanto perché sa d'essere l'unica a pagare e, a non pagare. Sono anticostituzionale, io.  

Ringrazio sentitamente il mio ultimo interlocutore/lettore.  

Ringrazio sentitamente mia figlia quando mi chiede, per favore, d'abbasare la voce. Santo Iddio che lavoro ho fatto.  

Ringrazio la grande donna che ha voluto il mio licenziamento. Ringrazio chiunque mi vuole male per quel che sono, mi convinco sempre più d'essere la figlia eletta di dio. Mavaffanculo, non ho il virus della pecora.  

Non ho molta voglia di scavarmi. Sono come una tovaglia candeggiata, nemmeno la memoria della macchia di vino, ho. A presto.

Buon anno.

sabato 15 dicembre 2012

Schizzi d'amore

Abbiamo bisogno di una fede, di un dio. Per questo io ho scelto il mio.
Il cazzo tuo.

venerdì 30 novembre 2012

Sono in modalità cetriolosottoaceto ON.

L'angelico 
mio
 accostarmi
 a
 quella
 verga
 farebbe
 rizzare
 il
 cazzo
 pure
 a
 dio.

domenica 18 novembre 2012

Sono i tempi. E' l'era. E' l'emancipazione, la rivoluzione.

Femmine dai capezzoli ciechi adagiate su sedili di sterile pelle mascherano facce smunte con pigmenti che puzzano di morte abbracciate dalla nebbia fetida di olio nero mentre il loro volto recita il funerale di un fossile.
La femmina non era destinata all'evoluzione era un essere perfetto.
Era.
Sangue infetto di maschio. Latte polverizzato. Figli deumanizzati. Sguardi senza angolazioni. Occhi di fibre sintetiche, ignifughe. Forse è amianto. Non passa calore.
Le vostre unghie smaltate, non esercitano la loro giusta funzione se appartengono a mani che non sanno dare carezze. E le vostre scarpe basse tutti i giorni non vi fanno più vedere il mondo dall'alto, dalla vera prospettiva. Siete andate in fondo. Diventate petrolio. Una massa informe. Tutta uguale. Materia infernale senza l'ombra di terra sulle ginocchia sbucciate.
Mi fu data la libertà d'agire come volevo, mi presi la libertà di non farlo. Non ne fu necessario perché perdonai il mio avversario e lo trattai come una madre, senza sapere se mi sarebbe stato grato, un giorno.
In verità vi dico che ho le nausee, forse partorisco il nazzareno senza sapere come dove e quando l'ho concepito.
Io sto sulla strada della follia, in quel momento esatto in cui ti rendi conto d'esser folle. Tra il normale ed il suo contrario, sto nuotando ed ho le orecchie tappate, ma occhi ben aperti. Spalancati, per questo vedo.





martedì 13 novembre 2012

Propositi

Creerò
un
vuoto
 tra
me
e
la
confidenza.

lunedì 12 novembre 2012

[ ... ]

Ho
dosi 
illegali 
di 
sensibilità 
nelle 
vene.

domenica 11 novembre 2012

A Dio

Sta entrando in circolo quella dose letale di veleno per cui ciò che avete visto fino ad ora sarà solo un vecchio ricordo perché ciò che m'aveva resa arida di pietra è tornato a bussare allo sterno ed il cuore s'è asciugato ed è come una spugna rinsecchita perché dosi di lacrime in quantità industriale stanno fuoriuscendo dai miei occhi da troppo tempo ormai. Siccità.
Si accomodi pure mio caro dio, ha vinto.
Ora sono sola. Rannicchiata. Impaurita di nuovo. Mostro unghie e spine, aculei.
Abortirò ogni  sentimento al suo concepimento.
Puttana da marciapiede. Senza una fede. Raggranellerò i miei ricordi e li getterò nel cesso più sporco di questa città. Mi riempirò lo stomaco di segreti e vomiterò veleno verde e nero. Bile.
Userò le sue dolci parole al contrario per offendere l'anima di chiunque.
Hanno tolto le piume dalle mie ali ed ho solo desiderio di vendetta.
E' colpa dell'invidia di dio se anche oggi un angelo è caduto all'inferno. Perché non è stato lui che ha fecondato quella stronza di mia madre.
E' stato un bastardo venuto da una terra martorizzata da lui e dalla sua gente di merda.
Io sono quel che avresti voluto creare, dio, e non t'è riuscito. Perché il tuo seme, è privo di sale.





martedì 6 novembre 2012

Io sono la Gioconda.

Quando il mondo a me attorno si permette di sindacare sul mio amare e sul mio amore, io agisco come una piastrina per le zanzare messa sul suo fornello: sprigiono amore e strafottenza. Orgoglio. Il vostro pensiero logorante e logorroico io lo ammazzo. Indosso quel sorriso. Indosso la mia femminilità e mi comporto come un oggetto prezioso che nessuno deve osare toccare ma che chiunque deve guardare. E mi basta poco, perché un buon materiale c'è e perché c'è dentro di me una favolosa sensazione. Non ho bisogno di sesso, a me piace farlo solo con lui, perché con lui è Sesso. Non mi interessano carezze o parole o complimenti, quello che mi dice lui è tutto ciò che amo sentirmi dire, anche quando si incazza o se ne sta zitto per giorni. Mi riempie, mi colma, mi gratifica, mi stimola, mi migliora.
Mi piace.
Mi piace.
Mi piace.
M i  p i a c e.
Napoleone m'ha rapita, c'è chi è stato così stolto da lasciarglielo fare.
Chiamatelo pure amore. D'altronde, ognuno parla la propria lingua.
Io so solo che ora sono una donna migliore. Io amo esser grata a chi mi rende migliore e a chi pensa di migliorare anche quel  migliore.
Siamo tutti diversi e io sono diversa anche dal quello che pensate sia diverso.


lunedì 5 novembre 2012

Diluita

La
mia 
anima 
ha 
trovato 
alloggio 
in 
due 
pupille 
di 
cioccolata 
fondente.

giovedì 1 novembre 2012

Tutto succede, anche io.

volte 
sento 
il 
cuore 
esplodere 
in mille 
schegge
 e 
pezzettini 
vorrei 
vederlo 
sporcare 
anche 
il 
cielo.

sabato 27 ottobre 2012

Sulle strisce pedonali ho messo a disposizione le mie tette per la rivoluzione e un gruppo di marmocchi allattati con latte in polvere seguito da un gruppo di morti in polvere assisteva blaterando e non facendo

Per carità voglio rispettare la libertà dell'italiano che vuole esser libero di farselo mettere nel culo cantando da chicchessia, ma che l'italiano mi lasci libera di farmelo mettere nel culo da uno solo e che la scelta sia mia e solo mia.
Tra il bianco ed il nero, io scelgo me.
Ironica, ma non troppo, Dea.

venerdì 19 ottobre 2012

Pregiata.

Io
 ho 
il 
dono 
insano 
raro 
della 
vergogna.

giovedì 18 ottobre 2012

Perdo il tempo che ne ho troppo in dispensa

Qualcosa ha attratto il mio interesse stamattina. Il suo girare le pupille dalla mia parte, un po' mi ha incuriosita. Perché non sono più curiosa. Perché annuso la mia pelle anche sudata e non emette odore. Annuso le dita dopo essermele infilate dentro e non ho odore. Non ho particolari appetiti, riguardo il cibo. Nessuna voglia improvvisa. Nessuna pazzia. Sono uno strumento in mano agli alieni, ormai dopo aver incontrato Gesù Cristo me lo dovevo aspettare. Sono morta e i vermi non mi vogliono quindi rimango qua ad osservare la fine del mondo dopo di me. Ma non sto male, anche se molto spesso piango. Dimagrisco come tempo fa, a vista d'occhio. Sono perplessa.
Perché non mi incazzo più come una volta?
Il ragazzo in questione aveva qualcosa che a me piaceva, oltre al suo sguardo. Lasciamo stare, non ho voglia di vivere (di esistere, come mi suggerisce S.).
Ho ordinato un bel corsetto che mi tiene le tette scoperte, che tanto per il mio senone è impossibile trovare qualcosa e non ho voglia di girare, tanto adesso sono più magra ed è più facile.
E' come se il mio corpo non riconoscesse la testa che gli sta sopra. Qualcuno mi ha sostituito mentre dormivo pezzi, organi, sensi, coscienza, cuore?
Forse domani, starò meglio. Meglio. Un meglio relativo. Tutto lo è.
Ciao vita.

mercoledì 17 ottobre 2012

Mi scippano lo spazio e mi regalano la solitudine, sono piena di stolti e mezze troie intorno

Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola.Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola. Sola.

Scrivere ti mette davanti ad una realtà, sarà pure del cazzo, ma è una vera realtà.

Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella. Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella.  Bella. 

Mi beo davanti allo specchio del mio corpo nudo accarezzando i seni e il mio ventre finalmente solo morbido e le cosce che si attaccano bene e chiudono perfettamente il fiore. La mia schiena ha quel solco fatto per il suo fiume caldo. Sono ancora degna di quella sua lingua e delle sue mani. Degna.

In preda al ciclo mestruale, Dea.



lunedì 15 ottobre 2012

Cari...

Amici, lettori. Seguitori. Adulatori. Malati, sfigati. Pazzi, pervertiti. Segaioli. Sentimentali, romantici. Zozzi, maiali. Cari, cazzoni. Sinceri. Perditempo, fancazzisti. Grandi lavoratori o guardoni. Infilatevi in qualche categoria, o sfilatevene, che non serve poi tanto.
Passate domani, o dopo, che Dea oggi è moscia.
Ma di quel moscio fiore, quello che poi s'addrizza bene.

Ps. Continuo ad avere sempre gli stessi figli. Continuo ad amare sempre lo stesso uomo. Ad avere un solo amico ed una sola amica. Gli stessi cazzo di fratelli e la stessa madre. Ancora lo stesso lavoro e la stessa faccia. Ma ho imparato una cosa importante: pensare 7 volte prima di parlare. 






giovedì 11 ottobre 2012

Io non so spalare merda (titolo da pensiero, titolo non del post)

Sto esercitando le capacità del silenzio. Se sono capace di gesti. Fatti.
Le parole violentano il valore come l'umidità la percezione del calore. Sono acqua. Aria. Si infiltrano. Logorano. Erodono.
Sono stanca di parlare, userò la bocca per altre faccende. Ed anche le dita, perché siamo moderni ed usiamo le dita per parlare. Quindi, userò anche le dita, per altre faccende.
Avevo solo intenzione di farti capire che sei utile.
Per suonare. Scrivere. Sognare. Ridere. Piangere. Che non sei oggetto che non s'aggiusta.
Passerà il tempo, e non dimenticherò di chiederti come stai.

lunedì 8 ottobre 2012

La scia della stella... cadente.

Io sbaglio tutto. Sbaglio anche a dirlo.
Fine.

martedì 25 settembre 2012

P.S.

Voglio dire: il mio umore cambia. Cambiava prima che ero giovane. Cambiava prima che ero bambina. Cambiava quand'ero adolescente. Quand'ero incinta. Quando avevo le mestruzioni. Quando mangiavo le patatine. Quando avevo un fidanzato. Poi un altro. E l'altro ancora. Quando lo tradivo. Quando lo baciavo come giuda. Quando avevo un marito (che non ho sposato). Quando avevo la mamma in casa e pure il papà. Quando poi finalmente si son lasciati. Quando papà si fece l'amante. Quando mamma se ne fece un altro. Quando cambiavo liceo. Oppure lavoro. Dalla baby sitter alla cassiera. Dalla parrucchiera alla pizzettaia. Dalla barista alla cameriera. Quando prendevo mance o compravo un paio di scarpe da duecentomilalire. Quando andavo in bicicletta o in motorino. Sullo specialino o su una moto grossa senza casco di uno dei cari e vecchi amici, alcuni persi altri ancora vivi. Quando fumavo una canna mai fatta da me o bevevo birra a volontà. Quando ballavo in discoteca senza prendere una cazzo di pasticca. Quando andavo in giro a rimorchiare e non rimorchiavo mai e quando lo facevo spesso erano carabinieri. Quando andavo nel salento oppure in svizzera. Quando da un quartiere andavo a far casino in un altro.
In tutto questo sono stata baciata o forse qualche volta anche consolata. Una volta anche scopata. Ma mai, mai tanto abbracciata quanto nel virtuale. Per cui miei cari amici di internet, di blog, di mail o da qualunque spazio vuoto voi veniate, per me non vi preoccupate che di scrivere ho sempre avuto voglia e non sto tanto a pensare quel che scrivo. Io scrivo e basta.
Quindi voglio dire, che il mio umore cambia a maggior ragione oggi che sono al giro di boa, che devo fare conti. Che mi son un po' rotta i coglioni. Che sto cercando casa. Che sto per diventar nonna. Che c'è un uomo che è seriamente intenzionato nei miei confronti. Che la cosa mi spaventa. Che non sono capace di amare. Farmi amare. Che amo poche volte e per tanto tempo. Che amo anche Lui. Sempre, da quando lo conosco. Che mi sento una frana dovunque. Che mi fanno sentire bona come la panna. Che mi sento un fallimento di madre. Che vorrei R. come compagno di pianerottolo. Che mi sento sempre un'imprenditrice nonostante io sia di nuovo un'operaia. Che voglio realizzare un sogno. Che devo prendere in considerazione un figlio che vuole fare il chitarrista rock. Un altro che ce l'ha sempre con me, a ragione. Che mio padre è morto. Che c'ho una madre di merda. Che tante volte vorrei che mi scoppiasse il cuore in mille pezzi sul marciapiede sporcando anche il cielo. Che ho voglia di carezze e di conforto quelle che aspetto fin da bambina. Quindi devo accettare la dea bambina, adolescente e madre matura. Femmina impenitente e strafottente. Gelosa e possessiva. Cattiva e maligna. Maliziosa e coraggiosa.
Quindi, dico, leggete e basta. Rideteci pure. Riflettete pure su chi può essere una persona. Una qualsiasi persona che gira per una vita che non ha cercato e né voluto. Il mondo fa schifo e io ne faccio parte e mi ci sento male, molto male, spesso. Ma non so che fare se non continuare a vivere. Lo devo fare e lo voglio fare.
Vi voglio bene, grazie, ma smettetela di cercare di capire una folle che ama solo scrivere e ascoltar la musica. Guardare una qualsiasi cosa e farsi ispirare. Vivere passeggiando sul mondo senza poggiarci i piedi.
Tutto qua.
Cara e vostra sempre la stessa, Dea.

domenica 23 settembre 2012

Ecografia

E' che l'amore è un fardello. Una zavorra.
L'amore ti nasce dentro. O forse ce l'hai dentro da sempre. E' un puntino. Un forellino. Cresce. Ha bisogno di farlo. Ha bisogno di essere riempito, smaltito, partorito, espulso. Deve riempirsi di rabbia e gelosia. Deve essere parlato cantato pianto sofferto litigato. Deve essere contraddetto. Nutrito. Sotenuto. Abbandonato. Educato e lasciato. Ripreso.
Il guaio è questo: io l'ho dentro come una palla in mezzo allo sterno. Cresce a dismisura e diventa un mostro perché stretto. Costretto. Detenuto senza una giusta causa. Afflitto. Accusato. Arrabbiato. C'è stato l'incanto e lo stupore. C'è il dolore della perdita senza l'abitudine. C'è un respiro mozzato. Un coito spezzato.
Sta tutto dentro e non riesco ad esplodere.
Non riesco a parlare.
Avremmo dovuto viverci accanto almeno un giorno. Lavarci i denti uno dopo l'altro e forse condividere una doccia e un paio di caffè. Avremmo dovuto uscire di casa ognuno con il suo lavoro in testa. Darci un bacio al bivio. Avremmo dovuto fare una spesa insieme. Avresti dovuto suonare al mio campanello una o due volte. Aspettare che io aprissi dopo aver chiesto chi è e senza nemmeno essermi infilata un paio di pantaloni, averti aperto la porta felice.
Avrei dovuto aggiungere un piatto alla mia tavola e diviso il mio cibo con te.
Avremmo potuto cantare una canzone a due voci. Avrei dovuto salutare il vicino con te accanto. Il vicino curioso. Avremmo potuto bere vino e poi sdraiarci sul divano davanti ad una televisione. La quale mi sarebbe solo servita per guardarti guardare altro e con quali occhi.
Camminare scalzi verso il letto.
Ti avrei spogliato e aperto le mie lenzuola offerto le mie carezze e un bacio sulle tempie.
Coperto fino al petto e toccato la fronte.
Tutto merita un inizio ed una fine con libro in mezzo scritto.
Niente è eterno ma ha diritto ad una causa della fine.
Ma decido di abortire un sogno. Di strappare un libro. Di bruciare una distesa di grano non maturo, che non sarà mai farina né pane.
A volte t'ho pensato con le mie chiavi in tasca e subito dopo al loro peso.
Aggiudicato, questo è un amore che non lo è mai stato.

sabato 22 settembre 2012

Nevrotica

Ho adottato un topo di fogna come animale domestico barra compagno di scorribande passeggiate solitudini, solo che non trovo il collare ed il guinzaglio della taglia di quel cazzo di collo di sorcio.
Ho preso l'abitudine di nutrirmi di lecitina di soia che aggiunta alle mie gallette faranno di me una persona sana priva di colesterolo e infinitamente sterile e priva di colore.
Indosso bracciali di un acciaio di uno strano acciao e divento nera/verde sulla pelle e allora mi dicono che non sto poi tanto bene ma io so che il motivo è un altro: io sono femmina da platino. O da alluminio visto che porto una gruccia al dito anulare come fede nuziale. Un filo girato e rigirato una quindicina di volte tante quante le mie storie. Storie del cazzo. Storie di compagnie. Botte. Scopate. Viaggi.
Devo fare pratica di pompini quella è un'arte che va sempre raffinata/affinata/affilata e quando dovrò sposarmi dovrò potare in dote la mia bocca da pompino è essenziale è vitale per non perdere quel povero disgraziato di maschio che deciderà di adottare una bisbetica/cuoca/troia/barista/infermiera/sarta/stiratrice/segretaria per il resto della sua lodevole vita (si fa per dire).
Mi manca quel culo fatto a cuore di dio spalmato sul tappeto.
Mi manca tutto adesso.
Voglio una ciotola di riso bollito col peperoncino e andarmene a dormire e risognare un suo sms dove mi dice che ha il cazzo duro. Dove mi chiede di correre da lui per dar pace al suo tormentato cazzo.
Sono stanca non di lavorare o di vivere. Sono stanca di non essere mai stanca.
Se volete trovarmi cercatemi tra gli scaffali dei detersivi di un grande supermercato ad annusare sapone di marsiglia.
Ho voglia di lavarmi mi faccio tanto ma tanto schifo.
Mi hai sparato in vena tanta fiducia e adesso mi sembro una tossica in crisi d'astinenza.
Ti chiedo scusa se non riesco a dirti in faccia che sei perfido. Che lo so. Che lo so che lo sai.
Che non mi amerai mai.
Sei contento quando scrivo? Allora ti faccio contento. Ho scritto. Non ti amo più.
Così sei contento di più.
Prima di rivelare quello che senti accertati di chi sei e quando sei certo di ciò che sei non rivelarti mai ma quando lo fai non pentirtene mai. Mai.

giovedì 20 settembre 2012

Oggi dura come pane raffermo. Sono buona tostata nella pasta e fagioli e una punta d'olio di oliva

Stamattina ore otto circa ho raggiunto la vetta del dolore ho espulso lacrime ho aggrovigliato un bel po' di ricordi e uscendo li ho gettati sul marciapiede dietro le mie spalle come si fa col sale.
Ho messo la camicetta a pois con i voilà che misi l'ultima volta che vidi il mio penultimo amore che mi deluse andando con la prima cagna alla mia prima assenza giustificata semmai si dovesse giustificare.
Ho indossato i jeans e mi stavano perfetti al culo mi fanno un culo che non sembra il mio.
Poi ho ripianto da sola abbassando la testa per strada mentre una signora si sedeva accanto a me, maledetta lei, sulla panchina della fermata del bus.
Ho i sintomi della menopausa.
Non mi viene il ciclo e non credo d'essere incinta e semmai lo fossi ne sarei felice.
Ho seni gonfi e doloranti e i capezzoli ancor peggio sembro una puerpera che allatta come la nostra (?) gatta.
Alle volte credo d'essere un genio. Altre una deficiente illusa. Molte volte in un mese io vengo delusa.
Gli amici sono delle merde.
I miei pseudo corteggiatori sono spilorci. I tempi son cambiati o io non sono così appettibile.
Il tempo guarisce le ferite d'amore possibilmente spalmato dalle mani di un altro uomo.
Il bello di non avere un amante e/o fidanzato e/o compagno e/o marito è di poterti permettere di usufruire di quel grande amico del cu... ore che hai. Lui mi dice sempre e solo che io sono perfetta. Ed è esattamente quel che voglio sentirmi dire da lui. Può permetterselo solo lui.  Sono fortune. Sono cazzi che ti coltivi. Sono le cose che non lascio mai. Me lo son capato come si fa con al frutta al mercato. Presa d'occhio e acchiappata al volo. E non quella sopra che mi vuoi dare perché vecchia. Io vado sempre dietro. In fondo.
Perché a me non mi freghi se non voglio farmi fregare.
E mi inculi solo se ti amo. Mi tappi gli occhi solo se ti amo.
Mi inculi solo se sto soffrendo.
Mi inculi solo se ho bisogno di farmi inculare anche io e poi mi voglio lamentare e piangere per quanto sono stupida perché anche io voglio essere stupida ogni tanto e non essere sempre così perfettamente lucida e intelligente.
Farò il mio secondo servizio fotografico e ho scelto lei (Anna Calvi) come sottofondo musicale.
Perché mi serve la carta da parati per la mia futura casa ed un quadro da mettere sopra il letto come la madonna perché Gesù Cristo, già ce l'ho.
Io sono all'antica e voglio la carta da parati per poterci scrivere sopra. Voglio Gesù Cristo sopra il letto e la madonna perché io sono all'antica e voglio essere bigotta.




Ho finalmente ritrovato quella famosa marca di profumi nella via famosa dietro l'angolo della via in cui lavoro e quella sarà la marca per il nuovo regalo di natale.
Faccio progetti. Sono vecchia e ancora progetto.
Spot del giorno, ispiratomi dalla gentaglia puzzolente nella metro (solo io dopo 10 ore di lavoro in piedi e stirando, profumo come una saponetta?): bla bla bla bla do re mi fa sol la si do si la sol fa mi re do re fa si sol fa re do do bla bla bla no no no sì sì sì sì: 
fate l'amore con il rumore.
Se tu fossi passato t'avrei infilato la lingua in bocca per non respirare e sarebbe stato un bacio lungo e avrei sentito il cazzo tanto, ma tanto duro

martedì 18 settembre 2012

Pane e dolcezza.

Non hai buoni parenti.
Non hai buoni vicini.
Non hai un buon amante.
Allora, non hai nulla di buono tu, mia dea.

domenica 16 settembre 2012

In qualsiasi gioco l' avversario non è che un tuo complice

Il problema è che mi piacciono i suoi discorsi e le sue riflessioni. Il problema è che mi piace il suo ordine e i suoi bicchieri. Mi piacciono i suoi progetti nei quali non vorrei nemmeno metterci il respiro. Il problema è che mi piace il suo modo di fare sesso. E' sempre sesso con un rituale. Un sesso sedotto. Un sesso pensato. Un sesso animale.
Venerdì. La stazione piena di gente.  Ma una femmina deve farsi aspettare! Io trovo che una femmina debba farsi trovare e gustare proprio nell'attesa. In mezzo a tanti occhi. Nell'incertezza. Nella sua debolezza. Non amo le tattiche. Quelle già studiate da altre. Io gioco con lui. Io mi sperimento e aspetto che lui mi salvi da tanti sguardi. Mentre sono timida e a tratti impacciata. Come lo sono poche volte nella vita. Poche volte.
Aspetto da pochi minuti ma il pensiero emetteva gocce da ore. Lui lo sa, lo sa bene.
Dal lavoro a casa. Da casa alla doccia. Dalla doccia al vestito leggero. Dal vestito al trucco. Dal trucco ai capelli lasciati selvaggi. Dai capelli allo smalto sulle unghie dei piedi. Prima lo scuro sangue, sopra il bianco lucido. Dallo smalto agli orecchini. Dagli orecchini al sandalo. Dal sandalo alla camminata verso l'appuntamento. E lo saluto e appoggio i miei fiori scippati dal mazzo regalatomi dai colleghi gentili e dal "capo". I fiori del "capo". La cena il vino e i fiori. Romantico compleanno. Un saluto formale e voglio entrare come una puttana in macchina. Da buona cittadina mi allaccio la cintura. Non resisto quando lo guardo negli occhi. Mi viene voglia di baci. Del sapore della sua saliva. Del suo cazzo. Ha tutto il suo odore buono della giornata intera. Sono felice che non abbia inquinato quell'essenza. La mia pelle attira carezze sulle gambe. E le cosce, ed oltre, e si sente cosa ha provocato l'attesa.
Via. Via da questa gente. C''è la fila del venerdì sera al semaforo. Si sfrutta il tempo. Un bacio tira l'altro come le ciliege. La mano torna sul corpo del reato. Ma c'è tessuto e si sente meno l'effetto umori.
Se vuoi tolgo gli slip.
(Silenzio)
Se vuoi li tolgo... davvero.
Sì... toglili!
Mi sollevo pochi centimetri accompagno quel perizoma rosso e riesco a non farlo incastrare sui tacchi e mi giro dalla sua parte e come un rituale in mezzo a tante macchine tocca il punto debole.
Allargo le gambe e apro il mio cuore.
Si accerta come fa sempre che sia ancora così colante di voglia per lui.
E' un assassino. E' cattivo. Mi piace in modo assurdo. Sfiora. Accarezza. Infila le dita. Io guardo. Lo osservo ma sono posseduta. Educata e posseduta. In quel momento non ho né un passato, né un presente, né un futuro. Ho un tempo indeterminato di estasi e ringrazio il traffico, il caos. Ringrazio tutti i deficienti che girano in macchina, che inquinano. Che sprecano. Ringrazio un dio che non c'è mai e decide d'esser lì con me.
E' questo ciò che considero normale. Che vorrei succedesse ogni giorno. E' questo che l'abitudine uccide. E' questo che scompare. Svanisce il desiderio. Maledico ogni giorno lontano da lui. Come glorifico ogni secondo che passo accanto a lui. Un secondo, sette anni di grazia. Sette anni di delizia. Di sublime pensiero. Di memoria sulla pelle. E' per questo che niente è normale con lui e niente so e voglio sapere o pensare di sapere, ogni giorno.
Ti scopa 4 volte l'anno come una puttana.
Io sono una puttana da quattro volte l'anno, forse.

Ho bisogno di fare qualcosa di matto, di mattina. Adesso.

Personaggi:
Grassetto: il popolo.
Corsivo: La sottoscritta.
Tutto il resto: La sottoscritta. La narratrice un po' acerba. Il popolo che l'ha un po' deviata. E Lui, che l'ispira sempre.



sabato 15 settembre 2012

sabato 8 settembre 2012

Auguri in ritardo di un giorno, Dea.

Fa niente che anche se a te non importa niente, c'è chi si ricorda il tuo compleanno e vuole che tu gli renda omaggio invitandoti proprio quella sera. Fa niente che non succede da anni che un estraneo ti offra la cena per il tuo compleanno e ti ci comprI pure il vino. Fa niente che hai mille corteggiatori e nessuno di questi ti ha mandato manco un fiore. Fa niente. Io non voglio niente. Ma tutto quel po' che mi viene offerto lo raccolgo e ne faccio quel che voglio. Quando sono sola, sono queste le cose che voglio ricordare.
Fa niente che il giorno dopo, tutta dolorante e felice, ti ripeti ogni secondo che non è il caso. Che ci sono donne, sicuramente migliori di te, che lo rapirebbero e che molto probabilmente ci riuscirebbero. E non fa niente nemmeno il fatto che sei convinta e certa che è l'unico che riesci ad amare in quel modo e che non ti sarà più possibile farlo. Perché lo sai. E' una certa certezza. Una sicurezza. E' assurdo come certe cose riescono a farsi sentire vere, le uniche possibili. Non di scelta trattasi. Non ha niente che gli altri non abbiano, non ha più di nessuno, è solo il vestito che ti sta perfetto. Il lenzuolo che copre bene il letto. La scarpa che ti entra subito. Il caffè che sa farti un solo barista. Il pizzico perfetto di sale nei cibi. La pasta cotta al punto giusto. Il profumo che ben si adatta alla tua pelle. Quel ciambellone che ti riesce meraviglioso.
Fa niente che decidi di dormire e di non pensarci più. Ma lo zigomo dolorante di quell'amore per terra, colpisce ogni volta che t'asciughi una lacrima. Ma tu lo fai apposta signorina. Tu vuoi rimanere da sola.
Erano sette stelle, quel 10 di agosto. Ad una chiesi di essere presente ieri sera, e c'era. Tre, le dedicai ai miei figli. Tre, le misi da parte per lui sperando di poterlo fare. Che si potesse fare un'eccezione per me che non chiedo mai nulla. In fondo, erano per lui. E tu, dio, sai che le merita. Io non voglio che questo.
Io non voglio che questo. Io voglio sapere che tutto ciò che lui desidera gli sia dato. Gli sia assegnato. Concesso. Dato. Che arrivi da chiunque, che arrivi da dovunque, ma che sia fatto.
Ho guardato il cielo per un tempo indefinito anche per questo.
Gli ho chiesto, senza dirglielo, di poterlo guardare e sentire dormire, abbracciata alla sua pelle.
Mi ha regalato un po' della sua vita, un po' della sua incoscienza. L'innocenza.
Sono stracolma di felicità e per davvero non voglio nient'altro, adesso.
Bisogna, mia cara Dea, solo aspettare in silenzio. Ci sarà uno spazio in cui gli mancherai. Ci sarà un momento in cui saprà se sarà così. Se ti troverà tanto diversa e incredibile da volerti tutta per se. In fondo, hai offerto un paniere troppo colmo e la colpa è tua se non riesce a capire cosa ci sia. Perché il meglio, sta nel fondo, sempre.
E' la vita. Passa oggi e viene domani e in mezzo c'è ieri, e di ieri vivi.


Dave Matthews Band - Two Step 

 " ... Hey, my love, your can to me like
wine comes to this mouth
Grown tired of water all the time
You quench my heart and you
quench my mind ... "

giovedì 6 settembre 2012

Molto poco da dire

Sto diventando vecchia, c'è poco da dire.
Non cambio mai, c'è poco da dire.
Non vorrei dire e scrivere cose di cui domani, anzi, tra pochi minuti, potrei pentirmi. Perché mi sento molto stupida, e la cosa non mi dispiace affatto e non vorrei lo sapessero in molti.
Mi si è avvicinata una donna sulla metro, era quasi vuoto il treno ed io ero nel mio angolo e lei bassina carina e scollata come me, ha scelto di starmi di fronte, dopo avermi guardata e forse, aver trovato affinità. Il mezzo sorriso sulle labbra, mie, e trattiamo un accordo senza parole. Siamo rimaste così, appiccicate quasi, per un po' di fermate. Io osservavo chi osservava e la cosa ci piaceva, pareva ci conoscessimo da anni, io e quella perversa matta peggio di me. Molto gentile e delicata nei modi, esattamente come me in mezzo alla gente. Poco vestite entrambe di quel vedo non vedo, truccate e sui tacchi. Evidentemente ci siamo alzate tutte e due con la stessa voglia di giocare, ma per ovvie ragioni non ce lo siam detto prima. Mi sono divertita e quasi eccitata. Un viaggio in metro. Un palo di ferro. Un pensiero diverso a quell'ora di mattina. O forse sono io che vado cercando sempre il diverso da quello che sto facendo. E forse, oggi, più di ieri, mi rendo conto, che con me non se ne può fare a meno. Qualcosa mi succede sempre accanto, di strano.
La preferita di papà. La preferita del re, sempre. Neanche lo avessi cercato o voluto.
Mi godo gli attimi mentre corro anche io. Prendo al volo le occasioni. Mi godo certi privilegi. Mi gusto certi atteggiamenti. Certi corteggiamenti, standomene sempre su quella mia mattonella, senza scavalcare o tendere un dito. Approfitto di me stessa. Di me faccio uso ed abuso, e nessun favore devo chiedermi. A nessuno devo chiedere niente in cambio, per quel che sono.
Anche se...


domenica 2 settembre 2012

Il mattino ha l'oro in bocca l'universo in una carezza

Dovrebbero inventare la raccolta differenziata per le parole perché esse diventino humus per le piante. Se ne vedrebbe il risultato. Si vedrebbero mostri. Ogni foglia, ogni petalo deformato, dovrebbe aver impresso il nome dell'assassino. L'impronta vocale, digitale. Il suo codice fiscale.
Meglio vivere col rimpianto di non aver detto, piuttosto che dire per paura del rimorso di non aver detto, magari, qualcosa che si sentiva in un momento di enfasi, di attimo drogato, alcolizzato, euforico. Perché avrebbe potuto avere il valore di un tappo di bottiglia di birra. Meglio non dire. Sacrificarsi. Ma c'è chi costruisce anche con i tappi di bottiglie di birra. Tutto serve a costruire qualcosa. Il pensiero largo. Il riciclo in tutto. Lascerei finire il mondo invece di riporpolarlo con mezzi cloni senza carattere.
Forse dio, quando ha creato il mondo, non pensava che l'essere umano non sarebbe stato capace di vivere alla giornata, senza progetti e senza intenzioni. Non sapeva, lui, cosa stesse facendo. Come Einstein e la bomba atomica. Come la muffa che diventa antibiotico. Come la cocacola. Un errore diventa fatale quando viene riciclato. Un bene diventa male e un male diventa bene. Dio, questo non lo sapeva.
Il caso aiuta solo le menti preparate [cit]
La parola parla solo con chi la ama. Dico io.
Ciò che dicono gli occhi non dovrebbe in nessun modo passare dalla bocca.
Bisognerebbe esser tutti dei cuochi di pensieri, ognuno col proprio tocco, quello segreto che non si rivela mai a nessuno.

Grazie per il sorriso, mi dice un barbone che mi chiede una sigaretta che gli nego perché le ho finite.
Grazie a te per avermelo tirato fuori, gli rispondo nel caos della stazione termini.

Grazie a Silvia, che è l'unica che capisce quel che scrivo.



sabato 1 settembre 2012

La realtà dei fatti è che si vive tutti rispettando delle regole o trasgredendole.
Alla fine, tutti girano intorno alle stesse regole.
Io, non so più da che parte andare.

mercoledì 29 agosto 2012

Consoliamoci con la scusa che avere un carattere significhi avere perlomeno un carattere.

Un carattere di merda bisognerebbe poterselo permettere. E io non me lo posso permettere. Perché proprio per questo carattere di merda, sono riuscita ad affezionarmi in modo sano, solo a 2 o 3 persone al mondo. Io non faccio distinzioni nemmeno con i miei figli. Quando perdo quel barlume di lucidità, la mia capacità di sintesi, raggiunge livelli altissimi e riesco a riassumere con un vaffanculo tutto il torcibudella che ho dentro. Poi comincio a pensare, e a parlare, ad affilare la lingua e a dire la mia, senza mezzi termini. Poi mi rendo conto di aver detto sì, quel che pensavo; di non pentirmene, salvo togliere qualche parolaccia; mi rendo conto, poi, di chi avevo di fronte e cado in un bagno di lacrime.
Odio e amore si diluiscono, non ci capisco più niente. Non comprendo, non analizzo. Non capisco quando le cose non vanno secondo il mio schema. Io non voglio cambiare nessuno, qualora potesse esser possibile. Mai nessuno per (non) amore lo farebbe mai per me, mi disgusta il solo pensare che una persona possa farlo.
Bha, forse ho solo bisogno di una quantità industriale di carezze e mi vergogno di ammetterlo. Di tante carezze sulla schiena. Di baci sulla nuca e in guancia.
Forse è arrivata l'ora di farsi qualche bella ora di sesso dopo quasi 5 mesi.
E per favore, non c'è cioccolata, camminata, chiacchierata che faccia bene, quanto QUELLA scopata.
E' quello che fa bene all'umore, al carattere. Io posso confermarlo. Se non amo almeno per poche ore, ogni tanto, il risultato di reprimere questa voglia, mi irrigidisce, mi inacidisce. Divento aceto anche se di un vino buono. Di buona qualità. Aceto. Il sangue ha bisogno di una smossa. Di prendere altre vie e diluirsi. Pensate quanto possa diventarlo io che mi fa schifo tutto. Non esco con nessun uomo che mi inviti e potete immaginare che non siano pochi. Mi urta faticare solo per sesso. Mi urtano le chiacchiere. E più sei urtata e con una faccia leggermente posata sull'antipatico di tuo, e più ricevi inviti, e più senti in quegli sguardi un desiderio di renderti felice e gaia. Quasi, quasi, ti convinci anche di esser bella. Mi dispiace ho l'appetito sessuale da anoressica, pur essendo esageratamente carnale, passionale. Mi smuove tutto l'universo solo quello sguardo. Mi spiace, allora, per chiunque facesse parte di quel gioco che si chiama seduzione con i quali io mi alleno ogni giorno, per poi usare quel che ho imparato, con lui. Mi spiace se in questo frangente di tempo, qualche caro amico si debba beccare qualche parolaccia. Chiedo solo perdono per quei momenti di perdita di senno. Ché sono gelosa, cattiva. Sono spesso possessiva. Sono scostante. Odiosa. Imprudente. Eccessiva. Malpensante. Pignola.
Una bisbetica. Una coerente bisbetica.

martedì 28 agosto 2012

Chiuso

Arrotolo il tappeto con dentro quel che riesco a prendere e cambio luogo.
Lascio così com'è questa parete bianca.
Non sono utile, figuriamoci indispensabile. Agosto, mese dei morti, mi ha sempre dato troppi problemi e ho il cuore troppo malandato. Non parlerei d'anima, che io non ce l'ho.
Non ringrazio perché trovo stupido farlo.
Non ho nessun interesse del giudizio che darete a queste parole.
Ho trovato l'inchiostro rosso per scrivergli quel biglietto, questo è importante, sono felice.

lunedì 27 agosto 2012

Io ti voglio

Se penso che con te potremmo fare schifo. Potremmo produrre amore istantaneo. Produrre liquidi.
Produrre. Produrre. Immagazzinare. Stipare felicità. Strati di euforia e di adrenalina nelle vene. Una dispensa di ricordi a cui attingere in ogni momento del giorno e della notte. Quelli che danno origine a sogni e benefiche sensazioni. Quelli che ti fanno camminare e passare il tempo mentre attendi e immagini e costruisci situazioni che saranno sempre diverse da come le hai dipinte. Che ti ispirano.
Devo ristringerti la mano. Avvicinarmi al tuo collo usando la finta formalità di un bacio sulle guance e farmi torturare dall'odore della tua pelle. E farmi tentare dalla tua bocca di cuore. E farmi domandare cosa è successo in questo tempo con i tuoi occhi dai quali cola un denso de-si-de-rio di morte.
Devo starti accanto seduta con l'immensa voglia di toccarti, e assaggiarti, e di metterti gli occhi addosso. E voglio sentire il desiderio di farmi entrare dentro il tuo sesso per tenerlo stretto. Serrato. Protetto. Al sicuro. Mentre il pensiero scivola attarverso organi ed ossa e cola di sapore e prende odore tra le gambe che fatico a tenere chiuse. Anche adesso. Adesso che il tempo è lontano e la distanza è piena d'aria non proprio pulita.
Sono assente dal mondo in questo secondo.
Devo sentirti parlare. Devo ricominciare da capo con l'idea del gioco. Quello che finirà dietro una porta chiusa con calma. Quando non avrò più scampo e mi sentirò felicemente perduta. Priva di forze.
Senza orgoglio.
Stracolma di amore e stima.
Nuda.
Viva.
Dove ascolterò i miei sospiri. Le gambe cedere. La voce tremare. 
Se penso, io ti voglio come l'ultima pagina del libro.
Come la sosta.
Come il respiro profondo che riempie i polmoni.
Come la morte in pace.
Come un sonno dopo un malanno.
Come un pianto che mi svuota gli occhi.
Come la sensazione di un dolore che sta passando.
Come un giorno di pace tra gli alberi.
Come l'orgasmo che sta per arrivare.
Come, te.



domenica 26 agosto 2012

Forse bisogna lasciare sempre le cose come stanno per avere il gusto di passarci accanto e tutt'intorno e fare in modo che non si spostino.
Come fa la luce che passa attraverso le persiane.
Forse è per questo che anche i pianeti sono sempre al loro posto.
Forse è per questo che hanno inventato la religione.
E' un tranello.

Avrei dato il mio grembo come scrigno per un tuo sogno creando il disordine tra le tante cose messe in ordine da un ordine senza ordine.

venerdì 24 agosto 2012

Sei nata per litigare.

Ringraziate gli idealisti e sognatori come me, se oggi avete qualcosa di diverso su e di cui parlare, e di cui meravigliarvi. Come io ringrazio chi non lo è e per questo mi regala un giorno di gloria tutta per me.
La contaminazione tra esseri diversi dà origine a spettacolosi concepimenti.
Non sono io la snob che mi separo dal mondo, è il mondo attorno che mi separa da esso creando regole da esportare in casa d'altri invece di pretendere che vengano rispettate nella sola e propria casa.
Sono a disposizione dell'universo, ma non sono la schiava di nessuno.
Ho fatte mie regole di convento.
Regole di delinquenti.
Regole di strada e di famiglia.
Della scuola.
E' questa la normalità. Non ha niente di normale un comportamento comune di una maggioranza di persone la quale decide cosa deve esser speciale. Anormale. Diverso.
Sbagliato.
Non ci sto a questo. Non voglio esser giudicata da una persona condizionata.
Buona giornata e che arrivi settembre, perché agosto, per me, ha troppo amore dentro da ricordare.
L'amore finito.

giovedì 23 agosto 2012

(Non) Cambiamento

Perché voglio dare importanza a ciò che scrivo.
Bianco perché è il colore che preferisco sulle pareti di casa mia con le tende bianche che svolazzano al vento d'estate. Perché amo il bianco delle lenzuola e degli asciugamani che se sono puliti si vede.
Perché amo il bianco sposa.
Perché sul bianco il rosso del sangue ha il suo perché.
Perché il nero spicchi ha bisogno del bianco.
Perché sul bianco ogni cosa ha il suo colore.
Perché il candore attrae il sole, il sole che adesso non mi scotta più.
Perché al bianco portate rispetto mentre sul nero vi piace sputarci sopra perché la vostra saliva possa avere risalto.
Perché quando mai defecaste sul bianco ve ne vergognereste [lo spero, me lo auguro, lo credo].
Perché adesso, ho voglia di bianco.


domenica 19 agosto 2012

"Deuzza", sempre fuori tempo

Ti sei trovata una madre così pietosa da farti desiderare una carezza per anni perché nasci dopo 3 fratelli e prima di altri tre. Perché dimentica di essere madre o perché madre non vuol proprio esserlo. Perché non è stata ancora una donna. O, perché decide in quel tempo, d'esserlo. Esserlo fino in fondo e tu nasci nel momento sbagliato, dall'utero sbagliato.
Ti sei trovata un amico sposato, innamorato, sempre impegnato. Con un carattere di merda, che odia la compagnia. Sei sicura che ti vuol bene come a pochi, sei certa di poter contare sempre su un suo conforto, ma non puoi contare sulla sua presenza, sui suoi abbracci e sui suoi monologhi. Sulle sue opinioni. Sui suoi occhi di un colore strano. Su quella voce che sa farsi sentire. Sui suoi consigli mano nella mano. Sa parlare. Sa ascoltare. Sa mangiare. Bere. Sa guidare. Conosce la musica e apprezza alcune arti. Mi chiede consiglio e fortunatamente fa come cazzo gli pare. Che sa baciare. Che sa scopare. Che sa non farlo. Che fa carezze, e che le sa fare. Se ne frega dell'etichetta e te ne accorgi dalla sua maglietta di cui sa raccontartene una storia. Perché tutto per lui ha una storia. Tutto serve. Niente si butta. Tutto fa parte di te. Tutto devi mettere dentro anche un incontro di poche ore. Il grande uomo che ammette, mentre lo abbracci col tuo seno e lo accarezzi con le tue mani. Mentre torna o resta bambino, di sentirsi un niente senza più vita. Capace di farti sentire sua madre o sua sorella. Che si fa consolare. Coccolare. Ascoltare. Si fa colpire a colpi di critiche. Che diventa anche tuo padre mentre gli parli del tuo figlio maschio, grande. Mi dimentico d'esser più vecchia di lui, d'esser più volte madre di quante volte lui, invece, è padre. Mi prende per il culo e mi dice cose meravigliose e nemmeno se ne accorge. Forse, dovrei accontentarmi d'averlo conquistato, invece di stare a pensare a quando lo rivedrò. Forse, mi sono pure rotta il ca**o di non esser felice due giorni di seguito.
Dea, è fuori tempo anche con l'amore (?) come lo chiamate voi. Io lo chiamerei solo l'urgenza delle cosce di stringere un ca**o simpatico. Volenteroso. Ma questa, è un'altra storia. Una storia che non merita racconto.

Alcuni direbbero che vai cercando sempre il meglio. Io dico semplicemente che vai sempre a cercare di star peggio di come stai, con la convinzione che diventerai sempre più forte. Una persona migliore. Comodo per me pensarlo. Ma soprattutto, è comodo per chiunque altro, pensarlo.
E, che ca**o me ne frega delle virgole sbagliate.



sabato 18 agosto 2012

Se l'amore non esiste, invèntatelo.

Devo aver sparso molecole tra quelle mura e loro ogni tanto mi fanno la spia. Empatia. Ecco perché ogni volta che esco da quella porta ho l'impressione di aver dimenticato qualcosa. Eppure sono così ordinata. Ho sempre cura di non spargere nulla, in giro. Di lasciare in ordine e lasciare impresso solo l'odore.
Quest'improvviso era lì che attendeva
Lo zingaro mi bussa in testa. Giunge a destinazione il mio pensiero tra palazzi, terrazzi, strade, voci, persone. Acqua, monumenti, statue e teatri. Rotaie e rumori di ciclomotori. L'odore aspro dello smog. Il canto delle cicale e il sole che frigge l'asfalto. Nel trambusto di una modernità riesce a filtrare e a zig zagare. Una freccia nella tempia e Cupido si fa celebrale e meno romantico. 11.31 Consegna la missiva trasparente. La missiva ingarbugliata di una malata cronica d'amore. Di una malata terminale. Incurabile.
Una coincidenza di pensieri. Mi arrivano i Suoi occhi e non ho il tempo di ricordare il motivo per il quale lo volevo eliminare. Ho promesso, un giorno, al  mio amico del cuore, che avrei fatto di tutto per il mio vero amore, compreso sparire. Nel frattempo impazzire, soffrire, volere. Piangere e non dormire. Smettere di pensare. Non farmi più toccare il cuore. Si occludono le vene a forza di farci nodini per ricordare. E' vero che non ce la faccio più. Non sono credibile perché il mio corpo non ne risente, ma ne risente l'aria che non voglio respirare. Ne risentono i cibi che hanno tutti lo stesso sapore e le voglie che non hanno più motivo di ritornare. Ne risente l'acqua che non mi disseta più. Il caldo e il freddo che non mi toccano più. Il sonno che non comprendo più. Il male inferto che non mi procura più dolore. Tutto ha perso la sua importanza e la sua fisionomia. La sua particolarità. Tutto è uguale a tutto e mi rende schifosamente impassibile.
Potete semplicemente scambiarmi per l'anta del vostro armadio. Di quelli da poche lire, se ne avete uno.
Dio, che ti sei dimenticato di me, perché ho osato sputarti in faccia; lascia in pace pure lui.
Te lo chiedo, perché di saliva, io, non ne ho più.

mercoledì 15 agosto 2012

Oratore e Orata. Ovvero, l'approccio tra un maschio ed una femmina. Ovvero, il nuovo romanticismo politically correct.

Sei una donna speciale, ovvero: sono tre anni che non scopo. C'ho il cazzo più gonfio di un ex carcerato, quando me la dai?
Sei una donna molto intelligente e sensibile, ovvero: sono sicuro che succhi il cazzo come un'idrovora, che lecchi come una troia. Muoviti e fammi un pompino e con ingoio.
Sei bellissima ed hai dei bellissimi occhi, ovvero: voglio aprirti quel culo fino a far sentire le tue urla al quartiere vicino. Ti spacco, troietta in calore.
Ho voglia di fare l'amore con te, di riempirti di baci la pelle, ovvero: ti riempio la bocca di sborra tanto da farti vomitare pure il pranzo di natale
Tu sei una gran femmina, una suprema femmina, non ci sono più donne come te, ovvero: dopo, abbi la compiacenza di sparire, di non rompermi il cazzo. Sono certo che sei una donna matura, una donna libera. Cancella subito il mio numero di telefono o ti scandaglio un esercito di militari assetati di vendetta.

lunedì 6 agosto 2012

Strage

Nel fruscìo di un glicine parole stupide e metalliche hanno trafitto senza pietà come aghi intinti nel miele un cuore condannato ed hanno prodotto veleno.
Un cuore che sopravvive ad un colpo mortale non farà altro che vagare in cerca di vendetta.

domenica 5 agosto 2012

Postmemoria

Temporali di ricordi negli occhi si spandono e velano come cataratte che bruciando provocano una pioggia d'acqua acida e in un lasso di tempo di pochi secondi torno bambina e singhiozzo senza rendermene conto.
In estate rinasce il vostro corpo e la mia anima va in rovina.


Sufjan Stevens - Sister Winter

giovedì 2 agosto 2012

Della gioia di vivere.

Voglio un fotografo e voglio cominciare a fare la puttana.
Vorrei dire, ma soprattutto pensare, qualcosa di buono. Prestatemi un po' d'ottimismo o, una letterina.
La mia età anagrafica è di 43 anni. Quella mentale, 58. Quella biologica, 35. Quella fisica a me sembra di 30. Ora, facendo una media, quale potrebbe essere la mia età effettiva?
Oggi sono arrivata alle ore 19 con il solo nutrimento di un litro d'acqua ed una caramella. La curiosità è che stranamente non ho sentito l'esigenza di mangiare, ma solo di bere. Ho mangiato solo perché ho dovuto cucinare per mio figlio. Nemmeno le mie gallette oggi.
I gatti sono esseri molto intelligenti e sensibili, l'ho constatato in questi giorni in cui la nostra gatta ha partorito due cuccioli. Anzi, la gatta di mia sorella che è anche un po' mia, ma i gatti non sono di nessuno, come me.
Ecco, vorrei esser lasciata in pace per un bel po' da tutti. Oppure tutti, parlatemi con calma. Che i miei occhi, sono diventati lenti.


sabato 28 luglio 2012

Io sono intelligente, io sono intelligente, io sono intelligente.

Ho scoperto che esistono i fantasmi. Il demonio. Esistono le fate e le streghe. Esistono i folletti, i nani. Esiste Barbablù e Cip e Ciop. Candy Candy. Esistono gli spiriti maligni. Esistono i marziani e Superman. Esiste Goldrake e Venusia. Esistono gli angeli ed esiste babbo natale e pure la befana. Esiste pure dio e la madonna.
Sono tutti loro che non credono che esista l'essere umano, perché non si vede e non si sente e non oppone resistenza.
Auspichiamo un'invasione di bagarozzi perché la razza inesistente non estingua.
Pregate, gente, pregate.
Detto questo, vado a fare l'amore con quel porco di Geppetto, voglio concepire una Pinocchia porno con tette e culo morbidi.



mercoledì 25 luglio 2012

Io sono una favola senza morale e senza lieto fine che si trasforma in filastrocca senza rima e significato

Io non capisco cosa sia questa mania di perder tempo e di farne perdere ad altri in sciocche manfrine e stupidi orli. Perché farmi parlare e riparlare sempre delle stesse cose e rimettere sul piatto sempre le mie stesse condizioni di sempre ed essere costretta a chiedere il mio che già è mio e così esser costretta ad insegnare a vivere a te che manco meriti un soffio di fiato di un cane rabbioso. E parlo con te che nemmeno sai cosa significhi un respiro tuo, che purtroppo toglie aria a me. Allarghi sempre di più questo immenso buco di ozono che mi brucia la pelle e me la riempie di nei, cazzo, che tu sia maledetto, da te e indietro a te e di lato alla tua stirpe. Che ci tolgo il mio mischiato col tuo. Tu togli e e nemmeno rimetti. Tu togli e nemmeno conosci il peso. Tu sei un ignorante di merda e come merda devi sentire solo la tua puzza. Questa è l'unica aria che dovresti usare, l'aria per sentire la tua puzza di fetida merda. Voglio scriverlo qua perché qualcuno forse ti riferirà quanto sei merda e quanta gente adesso lo sa. Perché la rete è un grande mezzo di infomazione. Che qualcuno gli riferisca questa di informazione.

Perché invece in molti non usano mandarmi affanculo quando lo merito perché rompo e distuggo i coglioni diventando patetica. Dimmelo no che scendo nel pozzo della vergogna quando sento quell'odioso silenzio.
Perché un augurio di un compleanno ed un relativo regalo devono diventare oggetto di stress per me? Ok è giusto, se volessi davvero regalartelo senza avere questo nobile buon fine, cioè quello di farmi una sana scopata divina dove riesco a provare l'infinito amore per il mondo e che questo nobile fine mi fa sentire una femmina poco dotata di femminlità te lo poterei sull'uscio della tua porta, lo lascerei al tuo vicino Oddio è così poco regale, così sconvenevole, così poco educato dirti che voglio darti i miei presenti e nello stesso tempo mangiarti con gli occhi e le mani e la lingua tutta. E che colpa ne ho io se hai una pelle che droga? E che vuoi da me se quella tua saliva sa di mare? Mare onde. Il corpo tuo onde.
Dico che pensavo a tuo padre ieri. Non so perché pensassi a tuo padre, forse perché a volte penso a cose serie con te, serie che nemmeno so cosa significhi, perché son seria sempre quando penso al tempo che dedicherei al tuo culetto. E' serio pensare al tuo culo tondo perfetto da sembrare il grande cuore di dio? Penso al cuore grande e ad una persona falsa perché più piccolo è il cuore e più è concentrato amore e per pochi eletti e perché la'more non è per tutti. Ma il tuo culo è perfetto come due mele attacate da mordere. Io non sono innamorata, io sono solo una che si vergogna di esprimere le proprie esigenze fiosiologiche tipo: ho fame, devo fare la pipì, voglio scoparti e incastrarmi sul tuo cazzo e non far passare ta me e te nemmeno un filo d'aria. Tapparmi,  rimanere senza respiro e sentirmi finalmente bene e soddisfatta. Insomma è un capriccio. Dai un capriccio, ma non posso dire che è un capriccio come la voglia di un gelato da leccare con gusto e gioia. Voglio solo esser felice, felice! Ehi, Dea, vuoi esser felice? E cosa ti manca? Un cazzo? No, non mi manca un cazzo da cavalcare succhiare ingoiare e afferrare e guardare. No. Allora vuoi il mio perché sei innamorata! Odio le donne innamorate! Io non sono innamorata. Io mi sono affezionata alla gioia che provo quando scopo. Sono gaia, triste e sono serena. Svuotarmi mentre scopo è una bella scoperta per me, che amo i guai.  E forse amo i guai perché amo svuotarmi dai pensieri scopando? Adesso è troppo tempo che non lo faccio ho proprio voglia di qualche ora dilettevole, utile. Chiedo troppo? No. Tanto non ti chiedo niente. Meglio tenermi questo pensiero. Oggi ho scoperto che sono più bassa di due cm rispetto a ciò che pensavo, i miei famosi 1.69. Oggi ho scoperto che la gente è deficiente, e avrei voluto dirtelo, ma non ho voluto, ho preferito pensare a quanti soldi potrei guadagnare in questi 10 giorni post ciclo metrulae se facessi la mignotta, perché ho fantasie sgradevoli, zozzissime. Infinitamente solo ed esclusivamente di sesso, tanto che mi ha fatto sesso ieri una cliente bella. Che mi sorride Così  elegante e curvilinea presenza di profilo che ben accompagna la curva dei suoi capelli che fanno perfetti sulle sue spalle belle, dritte come una regina. Bella e profumata mi pareva di sentirla da laggiù mentre sorrideva ed osservava solo me là dentro in mezzo ad altre persone. L'avrei leccata perché mi sapeva di buon fiore pulito e genuino e tanto raffinato. Per un attimo la mia tendenza omossessuale da 10 è passata a 90. C'era da perder tempo con lei, ma nessun tempo che sarebbe stato utile, ci ho impiegato. Mi piace la gente come lei che dà il giusto valore al denaro: merda. Quando paga senza fare una piega si nota subito la differenza che c'è tra la sua nobiltà e quel mezzo che per il mondo pare dio. Amo la gente come lei. Amo pensarmi con i gomiti a terra in attesa di prenderti tutto dentro l'anima il che è  poco nobile e forse è nobile il pensare di offrire un posto dove albergare per pochi istanti e donare pace e serenità. Odio pensarmi come un quadro della madonna appesa in un salotto con le candele intorno da venerare e non toccare perché devo e voglio essere usata testata toccata messa alla prova stressata provocata è un miraolo non è vergine da nessuno dei suoi buchi ma così pare sempre, è un miracolo! Questo tipo di rispetto è un'indecenza. Io sopravvivo e voglio un'iniezione letale di amore. L'amore che scopa il dolore.
Mi manca la sua voce di sera la sua maedetta voce che mi fa da ninna nanna e mi rilassa perché mi dice le stronzate che mi piace sentirmi dire.
Dea, vai a dormire che è tempo di sogni da ricordare.

lunedì 23 luglio 2012

Pensando ai miei pensieri.

Cosa penso quando guardo i miei capelli lisci e ricordo i miei boccoli con i quali mi divertivo ad infilarci le dita dentro?
Cosa penso, secondo voi, quando guardo la mia pelle che invece di seccarsi e tendere al basso diventa sempre più tesa e liscia senza imperfezioni se non qualche capillare dovuto al mio lavoro?
Cosa penso, invece, quando vedo i miei seni morbidi attrezzati da due capezzoli che ancora come due girasoli guardano in sù ancora verso il sole?
E quando vedo la mia pancetta e penso che ha portato dentro tre vite e le ha cresciute per nove mesi, senza marcarsi di nessun segno.
Cosa mi passa per la testa, la sera, quando arrivo a casa dopo ore e ore di lavoro e sono stanca morta tanto da non reggermi in piedi da farmi la doccia quasi addormentata, mentre fino a qualche anno fa avrei retto 25 ore di lavoro di fila.
 Le mie occhiaie, sempre le stesse. Nessuna ruga intorno agi occhi, alla bocca.
I miei occhi che non vedono più e fanno scherzi da pagliaccio. Forse non hanno retto tutte quelle lacrime acide di dolore, di delusione, di rabbia intensa e di sconforto. Mi dicono sia successo perché uso il pc. Mi dicono che siano stati  l'età ed il lungo allattamento. Io continuo a pensare quel che penso io. Il dolore lascia i segni e non solo cicatrici visibili. Qualcosa, invece, sparisce. Migra. Va da un'altra parte. Ti lascia. Si stanca. Si annoia. Fugge.

Non serve che tu veda chiaramente tutto. Distraiti, tu, che per una vita hai già visto. In un tempo che non ti spetta, campa per eccesso, per dispetto. Cammina che non hai bisogno di far finta di non vedere. Perché non vedi. Non sarebbe da te, passare oltre.

Le mie ciglia, ancora come trent'anni fa, vanno su con il solo tocco dello spazzolino del mascara. Lunghe, nere.Una piccola tenda arricciata sulle palpebre. Un drappo nero che non sa di morte, ma di gioventù ingabbiata nelle pupille lucide, sempre. Sempre intente a rivedere i ricordi.  Il sipario si apre e chiude a sua discrezione e basta poco, anche un pavimento diverso. Una scanalatura nell'asfalto. Un odore. Una parola detta da altri.
E quando guardo mia figlia, che pensa, fa, gioca, parla, mangia e si comporta spesso come me?
Chi sono? Cosa ho fatto? Cosa devo fare? Cosa ho pensato e detto in tutti questi anni? Mi ha vista? Ascoltata?

Penso che sono più dolce e più calma. Penso che tutto mi ha levigato. Penso che tutto non ha fatto che affinare il mio pensiero di bambina. Lo ha raffinato e sono diamante ed ogni luce, anche quella della notte, svela una mia parte migliore, peggiore, me stessa. Sono finalmente matura. Adulta. Ho paura di non esser mngiata in tempo, di seccare, marcire, ammuffire come un'albicocca nella fruttiera sulla tavola.
Non penso più a nulla e sento il sangue. Provo ad amare e a fidarmi nel farlo. In fondo, è  ora di raccogliere i frutti e ben poco posso fare per rimediare o, per togliere.
Mi metto comoda.
Voglio amore tutto per me.
Voglio sfavillare in un abbraccio. Esplodere di gioia. Sentirmi sbocciare. Vedere le vene strette sulla mia pelle da un laccio fatto di braccia a mani. Stordirmi di rumore di baci le orecchie. Che il mal di testa si impadroni di me come dopo il pianto liberatorio di una bambina consolata per la paura di un sogno.
Un' inestimabile parola d'amore mi percuota il cuore per sempre.
Che sia il ricordo dei ricordi dopo la mia morte.

domenica 22 luglio 2012

La realtà dei fatti è che a tutti piacerebbe sentirsi riconoscere d'essere stocazzo, tranne che da noi stessi.

L'uomo che mi vuole, l'uomo che sceglierò, dovrà fami sentire l'unica, una regina, la più bella, la madonna in terra. La sua venere e giunone. Dovrà farmi sentire importante, sempre. L'unica. Dovrà regalarmi rose e farmi ridere.
Esattamente, come fa con tutte le altre.

Ps. Chiedo scusa ai miei lettori, a quelli che tornano anche dopo un sacco di tempo, se non rispondo ai commenti; ma davvero, ultimamente, son senza argomenti, oltre a quelli scarni con i quali mi esprimo e pure malamente. Però vi leggo e in mente non mi vien niente, forse è la vostra abitudine nel commentare, ormai, che non vi dà stimoli, o forse, son semplicemente io che annoio, come annoio il mio io.

Da "Il Tempo Dell'Anima"
 Tristan Corbière (scoperto ieri grazie a Hands)

"... Il mio ideale è una chimera,
il mio orizzonte, l'imprevisto;
e mi consuma la nostalgia...
nostalgia del paese che non ho visto
Il mio pensiero è un arido soffio:
l'aria. L'aria è mia dappertutto.
E la mia parola è la vuota eco
che non dice un bel nulla - ed è tutto.
Il mio passato: ciò che dimentico.
La sola cosa che mi tenga legato
è la mia mano nell'altra mia mano.
Il mio ricordo: nulla. E' la mia traccia.
Il mio presente: tutto ciò che passa.
E l'avvenire: domani... domani.
Non conosco il mio simile;
sono ciò che mi faccio.
Odioso è l'io umano...
Io non mi odio né mi amo

...